“Nel giorno in cui la Chiesa celebra solennemente il Corpus Domini (Corpo e Sangue di Cristo) presente nell’Eucaristia, la Diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola – rende noto don Giacomo Ruggeri, Portavoce del Vescovo Trasarti – esprime tutta la sua sofferenza e vergogna per l’atto di violenza a danno di una adolescente nel corso della Notte bianca nella città di Fano. Le prime parole sono per la famiglia della ragazza e per lei stessa: una qualsiasi forma di violenza, specie quella fisica, segna coscienza e cuore per sempre. Anche il tempo fatica a cancellarle.
La coincidenza con la solennità cristiana del Corpus Domini – prosegue il Portavoce del Vescovo – ci deve far riflettere sull’accellerata e pseudo emancipazione che le ragazze di oggi hanno acquisito rispetto alle loro coetanee di alcuni fa. Mentre si ribadisce la ferma condanna di quanto accaduto si assiste ad una sempre più accentuata esibizione del proprio corpo. Il corpo è un dono, il corpo è sacro. È un regalo grande che la vita ha fatto ad ogni persona e non può essere mai pensato come ostentazione di sé e tanto meno come oggetto.
Di qui un appello ai genitori: l’educazione all’effettività dei figli passa anche (e non solo) attraverso la propria testimonianza di padre e madre in casa, nel modo di parlare e crescere nell’amore, nella stessa modalità di vestirsi perché siamo consapevoli che tutto parla di noi (parlare, vestire, amare, crescere, servire, uso del denaro, dei beni propri e del posto dove si vive) e tutto diviene linguaggio.
In tante parrocchie della Diocesi nei prossimi giorni prenderanno avvio campi scuola, esperienze di condivisione e di servizio. Per la ragazza, vittima di quanto accaduto – evidenza don Ruggeri – partecipare ad una di queste esperienze proposte dalle parrocchie può aiutare a vivere e condividere concretamente con tanti ragazzi/e che amano la vita senza disprezzarla, che vivono il rapporto con il proprio corpo e quello dell’altro in modo sano senza farsi gioco di esso, che non tutti i ragazzi sono malati.
Ai giovani invece che si sono macchiati di una ferita indelebile cosi forte, e alle loro famiglie, non si chiede solo un profondo e onesto esame di coscienza, ma si invita loro a guardare alle settimane, ai mesi e agli anni futuri, evitando di dimenticare troppo velocemente quanto accaduto. Unitamente al riconoscimento della colpa (che non può essere sufficiente) ci sia un serio, profondo, maturo cammino di recupero della propria identità di persone, del senso del dovere e del rispetto alla vita propria e altri, al valore del sacrificio, del denaro in tasca frutto di lavoro guadagnato con il sudore, in una società che ha attutito ogni desiderio perché tutto è facilmente reperibile imbarbarendo ogni istinto.
A questi giovani, rei di quanto compiuto – conclude il Portavoce del Vescovo – invitiamo a vivere un tempo molto prolungato al fianco di senza fissa dimora, servendo i pasti alla mensa dei poveri, in una casa per ragazzi e ragazze diversamente abili, imboccando chi non riesce a mangiare e facendo delle notti al fianco di ammalati in ospedale. Gesti quotidiani come questi, che i ragazzi non conoscono più, possono illuminare la coscienza, aiutando a ritrovare lo sfuocato senso di dignità umana che si deve ad ogni persona”.
Ultimo aggiornamento: 27-06-2011


















Ah, Diocleziano, Diocleziano, perché non hai finito il tuo lavoro?
Don Ruggeri si deve vergognare di aver detto una cosa del genere.
Che schifo.
Ma cosa hanno in testa? Da quando in qua la vittima diventa colpevole di qualcosa che ha subito e che la tormenterà per tutta la vita? E quale studio scientifico c’è alla base dell’affermazione che andare vestiti in un certo modo provoca il porco violentatore? Quindi pure se cammino IN ESTATE in pantaloncini e canotta può voler dire vestire in modo provocante e succinto? Ma certa specie di sacerdoti ha davvero problemi seri con la propria testa…con quale delle due in uso affronti il “ragionamento” non è dato sapere, ma i primi malati sono loro! Parlate del comportamento, dell’ingenuità con cui ci si possa appartare con un ragazzo, dell’ignoranza da parte delle nuove generazioni sul come ci si debba comportare in certi casi, ma non facciamo passare per carnefice la vittima e per un povero possibile penitente il carnefice. Questi maiali vanno prima assicurati alla giustizia e poi solo POI si parlerà d’altro!
per il volontariato, magari potrebbero andare nella parrocchia di Don Seppia a Genova, oppure nelle diocesi di Boston, o in Irlanda, o a Firenze…
certo che le note sull’abbigliamento, fatte da chi si veste con strani cappelli, palandrane e ammennicoli vari… Anzi, dato che Vescovo e preti spesso indossano le sottane, auguro loro di incontrare qualche malintenzionato che la pensi come loro e ne approfitti
Ovviamente deploriamo lo stupro, però sotto sotto eh la ragazza un po’ se l’è cercata.
Non era a casa, non era accompagnata da un parente, non era vestita consona, poi magari non si è neanche tanto difesa…..
Povero Gesù che ha questi figuri come seguaci
Ciao diocesi di Fano.. volevo solo dirti che queste parole mi fanno vomitare!
La cosa che trovo piu` allucinante e` che i ‘bravi ragazzi` colpevoli di sturpi sono invitati a farsi avanti, ma non per costituirsi alle forze dell`ordine ed affrontare un giusto processo…ma a fare volontariato per i ragazzi disabili. Eh si che ci vorrei proprio, uno stupratore accanto ad una ragazzina disabile.
Bravi, ancora una volta non avete perso tempo per dare la colpa della violenza alla vittima. Rea d’essere di sesso femminile e di non conformarsi alla vostra ipocrisia bigotta e sessuofoba, che però non si tira mai indietro quando c’è da giustificare degli stupratori, siano ragazzini o preti.
Ancora una volta per voi il problema è l’autodeterminazione femminile e l’incapacità di considerare le donne – ma anche le ragazzine – come soggetti e non oggetti.
dov’è la pietà
per questa bambina?
per il suo corpo offeso umiliato straziato
che non era donna, non ancora
ma prova continua di sé e sogno
adesso
rotto
a pezzi
da ricostruire con amore e pietà.
vescovo e parroco erano forse con questa ragazza la sera della violenza?
hanno visto come era vestita, l’hanno sentita parlare, hanno frugato nelle sue tasche per sapere quanti soldi aveva? Conoscono la sua storia, i suoi amici la sua famiglia? Come possono giudicare il suo comportamento? e poi il suggerimento del campo scuola per imparare che esistono i bravi ragazzi…. quelli che magari non si fanno stuprare… sorvolo sulle due righe dedicati ai carnefici, simpatiche canaglie…
dov’è la pietà? dov’è l’amore? dov’è la pietà? dov’è l’amore? in questo articolo leggo solo un freddo… “te l’avevo detto”….
Non si perde mai occasione per tenere la bocca chiusa. Non riesco a pensare qualcosa di diverso.
E pare non si riesca a essere onesti fino in fondo nell’esprimere le proprie idee; perchè dietro queste dichiarazioni non si può non cogliere la volontà di riconoscere per quanto successo delle responsabilità alla vittima, insomma pare che nel 2011 vestirsi in maniera provocante (e ribadisco che nessuno sa come era vestita questa povera ragazza) autorizzi ad essere violentate, o quantomeno sollevi da una parte di responsabilità i carnefici e le addossi alla vittima. Questo quanto si evince da questa dichiarazione, senza che ci sia il coraggio di dirlo esplicitamente. Possiamo discutere di tutto, ma si abbia il coraggio di esprimere le proprie idee con coerenza e chiarezza, senza nascondere fra le righe. E magari sarebbe opportuna la sensibilità di aspettare qualche tempo prima di cogliere l’occasione per propagandare le proprie crociate sessuofobiche.
Siamo di fronte ad uno stupro; tutto ciò che non rientra in solidarietà con la vittima, condanna per gli animali che hanno fatto questo e rispettoso silenzio per la sofferenza della ragazza e della famiglia, è semplicemente di troppo a parere mio.
Inoltre, tenderei a fare notare che forse esiste qualche bravo giovane anche fra chi non frequenta i campi scuola parrocchiali, tante realtà di volontariato laico e di impegno civile. I giovani non sono poi così male, tendenzialmente sono meglio di chi sta continuamente a giudicarli.
non siamo i soli a pensarla così
http://www.ilcorpodelledonne.net/
not in our name
mhm. cerco di essere calma, ma non sarà facile, ma a questo punto due paroline le devo esprimere:
- i genitori mandano allo sbaraglio in piena notte, ragazzine minorenni! Questo non va bene, ci vuole disciplina!
- nelle scuole in maniera preventiva non si parla mai di un pericolo stupri, o di violenza sulle donne? la risposta è no!
- i sacerdoti ascoltano veramente, i primi segnali di disagio giovanile? NO! Le parole della diocesi sono ipocrite e fuori luogo!
- i politici sottovalutano il pericolo stupri? SI! politici Maschi e femmine, prendono sotto gamba il fenomeno, e quando accade si elogia il gran lavoro delle forze dell’ordine (che con sincerità è stato magistrale), ma non si è fatto nulla per prevenire il reato! Si parla solo a fatto accaduto, quando “c’è il morto”!
- gli autori di reato appartengono alle famiglie bene. Ma bravi complimenti, adesso voi con un buon avvocato, andrete a corrompere un giudice e magari che la vittima di è violentata da sola.
- questo non c’entra ma lo voglio dire senza se e senza ma:
- quando aspetto un bus o un treno, (a marotta, fano, pesaro annessi e connessi) spesso si avvicinano dei signori un tantinello birbi. Cosa succede? Che se io mi azzardo a rispondere male, e a difendermi verbalmente, dai birboni scaduti, la cosa più carina che mi dicono è che sono isterica, la cosa peggiora ve la lascio immaginare. Ognuno nella vita fa ciò che vuole, e non giudico nessuno, ma questa gente che interviene a favore del trasgressore (dicendo che io devo parlare con il maschio) se cosi si può chiamare sono miei famigliari, amici, parenti, mi conoscono personalmente, conoscono la mia storia e il mio vissuto? No. Allora, i sacerdoti, i catechisti, i pendolari, incaricati di pubblico servizio, utenti occasionali, coloro che hanno il “potere” sugli altri sono pregati di TACERE! Io non replico ad un birbone molesto,perchè io non sono obbligata a parlare con cani e porci, ma in questa società c’è tendenza a vessare chi lotta per un minimo di giustizia e lealtà.
A titolo personale, ringrazio di cuore mio padre dante, mia mamma gina, e mio nonno pietro che sono stati rigidi e inflessibili. Grazie a loro, a 33 anni ho saputo difendermi da dei fenomeni che mi hanno ripetutamente dato fastidio in treno,(non cose estreme, ma poco urbane) ma non ho ceduto ai loro ricatti “sessuali” e morali, e al silenzio e diniego che ho ricevuto dai politici, cui ho segnalato il fatto, ma non mi hanno ascoltato.
Hanno fatto finta di non capire! A questi fenomeni e ai politici di tutta la val cesano (dove sono residenti questi signori intoccabili che mi hanno creato problemi). Gli auguro tanta salute, e felicità, ma non permetto a nessuno di togliermi la libertà! Io invece che andare dall’estetista, o mettermi la minigonna, e passare la giornata a fare l’oca scaduta, preferisco aiutare una donna, o un bimbo vittima di abusi e di collaborare per la legalità, ma si vede che questo è un bene accessibile solo ai privilegiati e non ad un comune mortale, che è veramente stanco di vedere ipocrisia, e falsi benpensanti, che suonano nelle bande di paese, vanno alle manifestazioni a favore delle donne, che fanno i bravi ragazzi, vogliono i voti, e poi ridono alle spalle di chi vuole benessere e felicità per tutti. Bella democrazia, complimenti! Non aggiungo altro, ma sono “felice” di come tutto va al contrario! Che nessuna donna venga mai più violentata, mai più! Da parte di federica, io sono maleducata ed isterica, ma felice di salvaguardare la mia persona!