Ricerca idrocarburi: lettera ai sindaci

Riportiamo di seguito un articolo di Francesco Montanari  di Fuoritempo

“Sebbene l’Istanza di Permesso di Ricerca in Terraferma denominata “Monte Porzio” sia ancora nella prima fase (la data di scadenza del 5 agosto 2015 riguarderebbe esclusivamente la presentazione di istanze di concorrenza da parte di altre imprese) ci è stato suggerito, da parte di attivisti impegnati nel contrasto alle perforazioni in altre zone italiane, di invitare le nostre amministrazioni a reperire la documentazione presso il Ministero dello Sviluppo economico e di formulare già delle diffide riguardanti la sismicità del nostro territorio.
Abbiamo così inviato una lettera ai Sindaci dei comuni interessati per consigliare un primo passaggio.

Secondo il Fondo Monetario Internazionale (FMI) la stima dei sussidi concessi i ai produttori di combustibili fossili nel mondo ammonta a 5,3 trilioni di dollari all’anno. Una somma enorme che rappresenta circa il 6,5% del PIL globale ed è maggiore della spesa che tutti i governi del mondo stanziano per i sistemi sanitari nazionali.

Nei 5,3 trilioni di dollari sono compresi anche i costi sostenuti dai governi per riparare i danni causati dalle stesse fonti di energia sporche e inquinanti come carbone e petrolio. Non si può inoltre non citare il tema dei cambiamenti climatici: sempre il FMI afferma che tagliando i sussidi per i combustibili fossili si potrebbero ridurre le emissioni globali di CO2 del 20% e ciò, come sostiene il Guardian, rappresenterebbe “un passo da gigante nella lotta al riscaldamento globale, un tema su cui il mondo ha fatto ben pochi progressi fino a oggi“.

E’ senz’altro vero che tutta la filiera dei combustibili fossili produce molto lavoro, ma non credo che le energie rinnovabili sarebbero da meno.

Incentivare i combustibili fossili non permette infatti il pieno sviluppo delle energie rinnovabili determinando così un mercato drogato.In un simile situazione si inserisce il decreto legge 133/2014 denominato “Sblocca Italia”.

Nelle intenzioni di Renzi lo Sblocca Italia riconosce “il carattere strategico delle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi e quelle di stoccaggio sotterraneo di gas naturale, delineando quindi procedure chiare ma commisurate alla natura di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità
Lo “Sblocca Italia” prevede che tutte le norme che difendano paesaggi ed ambiente possano essere scavalcate per opere di stoccaggio, trivellazione e compagnia varia, prevedendo inoltre il “titolo concessorio unico” con cui sarà sufficiente una sola domanda per eseguire ricerche e sondaggi prima e trivellazioni permanenti dopo.
E chi darà questo titolo concessorio unico? Prima dello Sblocca Italia erano le Regioni a decidere sulle trivellazioni in terra e il governo di Roma su quelle in mare. Adesso sarà Roma a decidere su tutto.
Prima dello “Sblocca Italia” ci volevano almeno due permessi distinti… Renzi ha semplificato tutto e per le multinazionali sarà più facile.
“Interessante” anche la disposizione per cui se i progetti petroliferi comportano una “variazione degli strumenti urbanistici, il rilascio dell’autorizzazione ha effetto di variante urbanistica“.

E’ in questo contesto che si colloca l’Istanza di Permesso di Ricerca in Terraferma denominata “Monte Porzio” riguardante una superficie di 208,7 Kmq comprendenti i comuni di Barchi, Castel Colonna, Castellone di Suasa, Corinaldo, Fratte Rosa, Mondavio, Mondolfo, Monte Porzio, Montemaggiore al Metauro, Monterado, Orciano di Pesaro, Ostra, Piagge, Ripe, San Costanzo, San Giorgio di Pesaro, San Lorenzo in Campo e Senigallia.

L’Istanza di Permesso di Ricerca in Terraferma è un titolo esclusivo che consente le attività di ricerca quali: indagini geofisiche e perforazione del pozzo esplorativo per l’individuazione di un eventuale giacimento di idrocarburi.

Il richiedente è MAC OIL (azienda statunitense con sede a McAlester in Oklahoma). La richiesta è datata 5 maggio 2015 e scade il 5 agosto prossimo… quindi fra pochi giorni
E’ probabile che la Mac Oil sia una ditta che apparentemente offre consulenze per le ditte petrolifere (prospezioni, studi, permessi) un po’ come D’Appolonia, che preparò lo studio di impatto ambientale su incarico della Edison per la centrale Turbogas di Corinaldo. Dunque sarebbe interessante sapere chi c’è dietro Mac Oil.
Ci si chiede anche se questo permesso venga concesso d’ufficio, senza tener conto della sismicità della zona, dell’impatto ambientale e del pericolo di contaminazione delle falde acquifere. Dell’esistenza di questa istanza di ricerca abbiamo avvisato le amministrazioni comunali di Monte Porzio, Mondavio, Corinaldo e San Costanzo.

Tutti i comuni interpellati ci hanno confermato che non avevano ricevuto nessuna comunicazione in merito alla richiesta. Giovanni Breccia, sindaco di Monte Porzio, ci ha comunicato che invierà a breve, insieme ad altri comuni, una richiesta di chiarimenti al Ministero.
Abbiamo anche informato la parlamentare Lara Ricciatti perché si attivi a reperire informazioni utili su questo procedimento.Un esempio può farci capire quello che potrebbe presentarsi sul nostro territorio. All’inizio del 2011 la società canadese Spectrum Geo Limited ha chiesto il permesso per effettuare “prospezioni” (indagini per verificare la presenza di idrocarburi) in un’area che si estende dal nord della Puglia allo specchio di mare di fronte a Cattolica, in totale poco più di 14.000 chilometri quadrati. Dopo i pareri negativi del Comune di Monopoli e della regione Puglia (presso la quale era stata promossa l’istanza), il Ministero dell’Ambiente ha invece approvato l’istanza senza battere ciglio il 3 giugno scorso, incurante delle riserve espresse non solo dalla cittadinanza, ma anche delle amministrazioni locali.

Questo è possibile perché il decreto “Sblocca Italia” nell’articolo 38 restituisce alla stretta competenza dei ministeri le autorizzazioni ambientali per le concessioni petrolifere e, soprattutto, crea un “titolo concessorio unico”, di cui ho parlato prima, che permette di estrarre petrolio o gas dopo averlo ricercato senza dover presentare una nuova domanda. Il Governo Renzi sembra voler togliere la gestione del territorio alla collettività e concentrarla nelle sue mani, per poi rivenderla o concederla in concessione alle multinazionali. Un grande affare… ma per chi?”

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