L’Appennino ferito, Matthias Canapini torna nel cratere con il libro che ne raccoglie le voci

«Il Passo dell’acero rosso racconta l’umanità ferita del terremoto del 2016 oltre i numeri, le macerie, le cravatte e i bei discorsi in Tv, accendendo i riflettori sulle vite di Stefano, Federica, Bruno, alice e il piccolo Ernesto».

TOUR NELLE MARCHE – Quattro incontri a due anni di distanza dal Sisma dell’ottobre del 2016 per capire lo stato delle cose. Mercoledì 7 novembre alle ore 21 presso il Polo Culturale-Biblioteca Multimediale “Adriano Cardini” di San Lorenzo in Campo. Giovedì 8 novembre appuntamento alle 21.15 alla Libreria Passepartout di Recanati. Venerdì 8 ad orario aperitivo l’autore sarà alla Libreria Mondadori Bookstore (via della Pace) di Tolentino. E nel weekend, sabato 10 novembre, l’appuntamento più spettacolare una presentazione del libro a 1400 metri slm tra i Monti Sibillini a Frontignano di Ussita. Per informazioni e prenotazioni scrivere a [email protected]
Matthias Canapini sembra un barbaro uscito da Asterix, ma somiglia più al brigante che al pellegrino: un brigante buono. Ventiseienne, fisico da rugbista, Canapini vive a Fano, nelle Marche, e quando è a casa conduce la sua esistenza esattamente come quando “abita” in giro per il mondo e cioè con poco, pochissimo: “Io meno ho e più sono felice, cerco solo un riparo da mangiare e da bere”. 26 anni, 1/3 dei quali passati a camminare e a raccontare storie, o meglio, a raccontare storie vere. Ha viaggiato nei Balcani, Turchia, Caucaso, Est Europa e Siria, documentando: le adozioni a Pristina, le proteste in Bulgaria, le mine antiuomo in Bosnia e Armenia o i ragazzi di strada aBucarest. Durante gli ultimi viaggi è entrato due volte in Siria per documentare le condizioni di alcuni campi sfollati. Si è occupato anche d’Italia con la questione della TAP in Salento e del terremoto del 2016.Affrontare e tradurre in pagina scritta il sisma del 2016 sicuramente non è stato semplice: per la prima volta, è qualcosa che lo riguarda da vicino.  La forza di questo libro è proprio nella capacità di Canapini di avvicinarsi con onestà intellettuale, con lo zaino in spalla, la voglia di ascoltare e la “filosofia del filo d’erba“.Il libro è sicuramente un prodotto corale, costituito di molteplici voci e a queste si aggiungono la prefazione della camminatrice e organizzatrice di “In Cammino per Camerino” Francesca Pucci e la postfazione di Federica Di Luca dell’Agrinido “La Quercia della memoria” di San Ginesio. Preziosi contributi che aggiungono prospettiva e carica umana al libro. In tutti gli incontri de Il Passo dell’acero rosso saranno a disposizione anche delle fotografie, il loro ricavato è devoluto per il progetto OLTRE IL SISMA.Il passo dell’acero rosso. Alberi, pecore e macerie, pubblicato con la casa editrice fanese Aras Edizioni all’interno della collana di narrativa Le valigie di Chatwin, è il suo ultimo libro.

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