Marotta, oltre 5000 firme contro il progetto delle barriere antirumore

Sono ben 5.232 le firme raccolte dal comitato ‘No al muro, sì al mare di Marotta’ contro il progetto delle barriere antirumore di Rfi, che ieri mattina sono state consegnate al sindaco Nicola Barbieri. La petizione scattata a febbraio proseguirà per coinvolgere anche i turisti che durante la stagione estiva riempiranno Marotta. Il documento chiede con fermezza il blocco del progetto, perché ci sono fondati motivi per ritenere che le barriere come sono state progettate creerebbero un grave cambiamento del microclima e, con le loro fondazioni, andrebbero ad alterare le falde acquifere. Inoltre, il progetto andrebbe a deturpare irrimediabilmente il paesaggio e il contesto urbano con gravi danni dal punto di vista turistico ed economico. «Andremo in conferenza dei servizi il 9 luglio – ha esordito Barbieri – per esprimere, come sempre fatto, il nostro parere contrario al progetto con la forza anche di queste oltre 5mila firme. Con due ordini del giorno tutto il consiglio comunale si è espresso inequivocabilmente. Non siamo contrari alla riduzione del rumore dei treni, ma assolutamente contrari a queste barriere così impattanti. Invito tutti i Comuni ad esprime un no determinato con atti ufficiali, fare squadra è fondamentale. Siamo davanti a un progetto assurdo che rovina il paesaggio, con gravi conseguenze per il nostro territorio e che condiziona fortemente la riqualificazione urbana. Noi – ha concluso il sindaco – abbiamo chiesto al ministero di convocare la conferenza quando c’era un progetto per tutta Marotta; in questo momento infatti manca per la parte nord. Non è stato possibile e ora andremo a ribadire la nostra contrarietà e quella di migliaia di cittadini che ringrazio». Ha proseguito il presidente del comitato Michele Giacomazza: «Un grande ringraziamento va alle attività commerciali e a coloro che hanno creduto in questa raccolta firme. In migliaia hanno ben compreso che mettere queste barriere sarebbe un danno anche economico e turistico. Ci sono alternative valide utilizzate in tutta Europa. Invito a continuare ad aiutarci, serve ancora più forza e l’unità di tutti i Comuni». Nel dettaglio di alcune questioni è sceso Andrea Andreoni del comitato: «Un progetto obsoleto, assurdo e tecnicamente errato che comporterebbe il decadimento economico e turistico della città. Basti pensare che il cantiere per i lavori, solo per una parte di Marotta, si protrarrebbe per 5-6 anni, occupando anche il viale. Non è accettabile. Per risolvere certi problemi ci sono tecnologie alternative. Dobbiamo arrivare a Roma con forza». Per il comitato le barriere non sono l’unico modo di ridurre il rumore, non riducono le vibrazioni, provocano l’aumento dell’inquinamento sia acustico sia da polveri sottili. Insomma tanti motivi per dire forte e chiaro ‘No al muro, sì al mare di Marotta’. La battaglia dell’amministrazione con il comitato e i cittadini continua.

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