Mondolfo, a San Gervasio area archeologica di enorme interesse

E’ uno scrigno dall’inestimabile valore l’area dell’antica abbazia di san Gervasio di Bulgaria. Sono di enorme interesse e importanza i risultati delle indagini archeologiche condotte intorno alla meravigliosa abbazia. La prima campagna 2016-2017 è stata presentata dal sindaco Nicola Barbieri, dal consigliere comunale Enrico Sora, dal funzionario archeologo della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio delle Marche, Maria Gloria Cerquetti e dagli archeologi che hanno condotto gli scavi Antonio d’Ambrosio. Alice Bacchi e Chiara Cesaretti. Lamministrazione comunale a seguito dei lavori di scavo archeologico condotti dalla ditta “adArte” di Rimini, tra marzo e maggio 2016 in occasione di alcuni lavori di ammodernamento della rete idrica, ha mostrato un grande interesse per i risultati. Si è deciso così nel 2017 di proseguire nelle indagini durante le fasi di manutenzione straordinaria a un impianto di depurazione nei pressi dell’abbazia, in un’area che insiste proprio nel sito di rinvenimento di una necropoli.

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La stessa Soprintendenza è intervenuta con numerosi sopralluoghi evidenziando l’importanza del rinvenimento. Le indagini hanno portato alla luce reperti e strutture di notevole interesse in ben tre aree: una di carattere cimiteriale e due di carattere abitativo. Per le fasi abitative ci sono ragionevoli elementi che portano a pensare ad una scoperta di eccezionale rilevanza per il territorio di Mondolfo ma anche per l’intera vallata, con le tracce di un edificio pubblico di grande dimensioni e un sito pluristratificato, che presenta almeno tre fasi insediative fino all’ultimo databile all’età gota successiva alla metà del VI secolo d.C. e quindi altomedievale. Mentre l’area sepolcrale ha evidenziato sepolture che sembrano tutte databili tra la tarda antichità e l’alto medioevo e forse con elementi del mondo barbarico (longobardo). <Si tratta di un progetto molto rilevante – ha esordito Barbieri – per il quale abbiamo investito e investiremo, nel 2018, diverse risorse per proseguire le indagini. L’area dell’abbazia sta diventando sempre più importante dal punto di vista culturale e in grado di dare prestigio a tutta la vallata>. Ha proseguito Sora: <Abbiamo in mente di proseguire coinvolgendo anche le università. Tra gli obiettivi la musealizzazione dei reperti>. Nei dettagli è scesa Cerquetti: <La prima indagine ha permesso il rinvenimento dei resti di un edificio romano di grandi dimensioni. La seconda ha permesso l’individuazione di sette sepolture ad inumazione. Con tutta probabilità facevano parte di un’area adibita a necropoli. La terza, infine, ha portato a scoprire un sito pluristratificato che presenta almeno tre fasi insediative>.

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