Animavì illumina le Marche di cinema e poesia. E già si pensa alla quarta edizione
Sembrava impensabile tre anni fa, quando a fari spenti è partito, arrivare ad illuminare la provincia pesarese e l’intera regione Marche di cinema, poesia, umanità.

Animavì, primo festival al mondo dedicato all’animazione poetica e d’autore, c’è riuscito accendendo i riflettori sulla terra in cui è nato e cresciuto e sul territorio pesarese, che sempre più si sta caratterizzando come fulcro del cinema d’autore e dell’animazione poetica.

La terza edizione si è conclusa toccando il cielo con un dito. Un cielo pieno di stelle. Il sipario è calato con la consegna del Bronzo dorato alla carriera a chi sembrava impossibile, nel 2015, poter avere ospite. Allo staff di Animavì piace sognare e i sogni si sa a volte si realizzano. Nelle terre del festival è arrivato Wim Wenders, pluripremiato regista tedesco universalmente riconosciuto come uno dei più grandi del nostro tempo, ad illuminare ancor più un evento capace di ritagliarsi uno spazio sempre più rilevante nel cuore della gente e tra i più importanti festival di cinema.

Le parole del grande regista tedesco premiato in un teatro di Cagli stracolmo, dopo un meraviglioso tour per la Valcesano e l’entroterra pesarese, sono poesia per gli infaticabili organizzatori: «In questi giorni ho visto posti fantastici e fatto esperienze meravigliose. Ho conosciuto lo spirito che c’è dietro e ho voluto incontrare i ragazzi che lo organizzano, persone straordinarie». E sul premio: «Lo metterò sulla mia scrivania molto vicino a me, è il cavallo dei Bronzi Dorati e ogni volta che lo osserverò rivedrò tutti i vostri volti e ricorderò questi posti bellissimi, tra i più belli del pianeta. Spero di tornare presto».

Il clou di una edizione da incorniciare tra splendidi corti provenienti da tutto il mondo, la genuina serata con Neri Marcorè, gli incontri emozionanti con Manfredi e Herlitzka, le parole forti sullo stato del nostro Paese di Goffredo Fofi, la ventata internazionale portata da Gabriadze ma anche Marinósdottir, direttrice del Reykjavík International Film Festival, a Casamavì, le poesie del poeta ‘paesologo’ Arminio, la delicatezza di Alba Rohrwacher.

Animavì è diventato il festival del territorio e per il territorio, capace di raccontarlo e di promuoverlo.

“Siamo ancora tutti frastornati dalle emozioni che ci ha trasmesso Wim Wenders e dallo straordinario clamore di questa terza edizione – sottolinea il direttore artistico Simone Massi -. In tre anni abbiamo portato nel nostro territorio personaggi di fama internazionale che hanno attribuito al festival già una caratura mondiale. Ma l’aspetto più importante è il movimento che si è creato dietro al nostro evento, l’entusiasmo di tantissime persone, il loro calore, i loro complimenti”.

Molto soddisfatto il direttore organizzativo Mattia Priori: “Chiuso questo primo triennio non possiamo rilassarci, dobbiamo già pensare al futuro e a capire come poter crescere. Ci aspetta un inverno intenso di confronto con i nostri partner, le cittadine e i tanti amministratori del territorio che ci hanno sostenuto fin qui nel nostro percorso. Wenders ha parlato del nostro come di uno dei luoghi più belli della terra dove si celebra l’animazione artistica e la poesia nel cinema. E’ chiaro ora che il territorio ha di fronte una grande opportunità da cogliere. Abbiamo già pensato a significative novità da introdurre per rafforzare ancor più questa originale e forte identità”.

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