“Cosa ci divide? Cosa ci unisce?” Dopo i fatti di Macerata a San Costanzo un momento di riflessione e condivisione

Un percorso individuale che si apre alla collettività. Un momento di riflessione e condivisione.

A distanza di una settimana, quando a Macerata Luca Traini ha sparato contro gruppi di immigrati ferendone sei, c’è chi ha deciso, senza clamori, di fermarsi, di ascoltare, riflettere in modo semplice ma profondo.

Cosa ci divide? Cosa ci unisce? Due domande per un’ampia riflessione, fogli bianchi sui quali riportare pensieri, risposte.

L’appuntamento è oggi pomeriggio, dalle 16 alle 18, in Piazza Pascolini a San Costanzo, la piazza dove c’è il monumento ai Caduti. “Ci saranno queste due domande ad attendervi – spiega Francesca Perlini, poeta e performer –  io ed un quaderno nel quale lasciare le vostre risposte.
Sono giorni, dall’atto terroristico e fascista di Traini a Macerata, che cercare di capire cosa stia succedendo, comprendere cosa alberga nelle persone è diventato assillante quanto prepotentemente necessario. Io per prima, in questo momento, non vorrei ascoltare tutti coloro che reputo fascisti, ottusi, in malafede, ignoranti, violenti, manipolatori… la lista è lunga ma per quanto inaccettabile e disgustoso stanno dicendo qualcosa e se si continua a non raccogliere nessun tipo di appello (la politica vigente ha una responsabilità enorme) gli esiti saranno sempre più violenti. Sì, io ascolterei anche un omicida, l’ho fatto in passato e lo farei anche ora. Ascoltare non significa assolvere, sminuire; non significa non condannare; ascoltare non significa cancellare la differenza tra bene e male.
Vi aspetto quindi  a San Costanzo, mentre una parte di me starà manifestando per le vie di Macerata”.

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