Colpi in banche e Uffici Postali di Pesaro, scoperta banda di tre rapinatori siciliani

Scoperta e disarticolata una banda di tre rapinatori siciliani che dal gennaio al febbraio 2018 hanno colpito Banche e Uffici Postali di Pesaro: 1. F.A., nato a Catania cl. 1973, ivi residente, da tempo stabilito a Pesaro, ora detenuto nel Carcere di Pesaro: 2. T.I., detto LUPIN nato a Catania cl. 1987, ivi residente, ora detenuto nel Carcere di Pesaro: 3. D.S., detto SCIALUPPA, nato a Catania, cl. 1982, ivi residente, ora detenuto nel Carcere di Catania.

Le cinque rapine a mano armata commesse:

o F.A. e T.I. perpetravano la rapina a mano armata, a volto parzialmente coperto, il 18 gennaio 2018, ore 10.45, in Pesaro, via Mastrogiorgio n.24, ai danni della banca “CARIM”, bottino € 10.000;

o F.A. e T.I. perpetravano la rapina a mano armata, a volto parzialmente coperto, il 26 gennaio 2018, ore 10.10, in Collesalvetti (LI), via Roma 272 ai danni della banca “CARIFI”, bottino € 3.250, ferendo il direttore.

o F.A. , T.I. e D.A. perpetravano la rapina a mano armata, a volto parzialmente coperto, il 31 gennaio 2018, ore 14.40, in Pesaro, via F. Salvatori n.31, ai danni dell’UFFICIO POSTALE n. 5, bottino € 3.400;

o F.A. , T.I. e D.A. perpetravano la rapina a mano armata, a volto parzialmente coperto, in data 1 febbraio 2018, ore 15.40, in Pesaro, via F. Salvatori n.31, ai danni dell’UFFICIO POSTALE n. 5, bottino € 2.300;

o F.A. e T.I. perpetravano la rapina a mano armata, a volto parzialmente coperto, in data 23 febbraio 2018, ore 11.15, in Pesaro, Largo Madonna di Loreto n.12, ai danni della Banca UBI, bottino € 18.000.

Si è conclusa nel fine settimana scorso una complessa ed articolata indagine, svolta dai reparti investigativi dell’Arma di Pesaro (Nucleo Investigativo del Reparto Operativo e Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia), diretti dal Comandante Provinciale Tenente Colonnello Luciano Ricciardi, con la conduzione dei PM della Procura di Pesaro dottoressa Valeria Cigliola (titolare del fascicolo) e dottoressa Maria Letizia Fucci, il coordinamento del Procuratore Capo dottoressa Cristina Tedeschini e le motivazioni accusatorie del GIP dottor Francesco Messina che, su richiesta del PM, nell’applicare nei confronti dei tre siciliani l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, eseguita dal Nucleo Investigativo a Pesaro e Catania nei giorni scorsi, ha affermato che nell’importante indagine svolta dai carabinieri “è emersa una spiccatissima predisposizione a delinquere degli indagati che si sono dimostrati disponibili a lunghi spostamenti sul territorio nazionale e a ripetere le condotte illecite anche a breve distanza di tempo. Tutto ciò attesta la loro indiscutibile spregiudicatezza e insensibilità ai beni interessi altrui. È evidente quindi l’attualità e la concretezza del pericolo di reiterazione da parte degli indagati di reati della stessa specie, dovendosi peraltro rilevare che i tre individui non potranno fruire alcun beneficio di Legge in conseguenza dei comportamenti realizzati e del vissuto criminale di ciascuno di essi”.

L’AVVIO DELL’INDAGINE L’indagine ha inizio in seguito ad una rapina perpetrata il 1 febbraio 2018, a Pesaro, ai danni dell’ufficio postale Agenzia Pesaro 5, di via Salvatori n.31, quando intervennero sul posto i Carabinieri del NORM e del Nucleo Investigativo dell’Arma, specializzati in tali tipologie di reato. L’allarme sociale dato da un’analoga rapina avvenuta il giorno precedente proprio nello stesso ufficio postale portarono a serrate indagini con spunti di interesse acquisiti attraverso alcune videosorveglianze della zona da dove si è compreso che la banda era composta da due o tre persone ed utilizzavano per fuggire autovetture utilitarie, sulle quali poterono partire gli accertamenti. L’enorme mole di dati acquisiti dai circuiti di video sicurezza cittadini fu subito analizzata dai carabinieri e con sempre più tasselli è stato ricomposto il quadro investigativo, stringendo il cerchio su una banda banda criminale che non fu solo autrice di quella rapina, ma con un minuzioso ed ininterrotto lavoro di: – analisi dei tabulati telefonici; – intercettazioni; – riconoscimenti fotografici; – ascolto di testimoni oculari; – servizi di osservazione fotografica, pedinamenti; – verifiche presso strutture alberghiere; – accertamenti sui mezzi di trasporto utilizzati (auto / aerei / corriere) per i viaggi da e per Catania / Pesaro; – identificazione di due autovetture, una Volkswagen Polo grigia ed una Fiat 500 L bianca. è stata ricostruita un’escalation di 5 rapine in banche e uffici postali, a mano armata, conclusasi con l’arresto in flagranza a Pesaro nel febbraio 2018 dei due principali autori per mano degli stessi uomini dell’Arma, ed ora definitivamente stroncata con la cattura anche del terzo componente in Sicilia nonché l’attribuzione agli altri due di tutte le rapine. Infatti con l’attività svolta sono stati ottenuti elementi probatori che hanno permesso in modo inequivocabile di accertare le responsabilità penali che sono state valutate dall’Autorità Giudiziaria ed ora contestate agli indagati.

LA PROGRESSIONE INVESTIGATIVA Inizialmente l’investigazione ha permesso di raccogliere elementi probatori rilevanti a carico delle stesse due persone non identificate, per le rapine del 18 gennaio 2018, in Pesaro, in danno dell’istituto di credito “CARIM” ed in data 31 gennaio 2018, in Pesaro in danno del medesimo ufficio postale, di via F. Salvatori n.31. Con le indagini compiute si è potuto poi anche accertare che i medesimi soggetti erano stati direttamente coinvolti anche in una ulteriore rapina precedente, commessa il 26.01.2018, a Collesalvetti (LI), presso la CARIFI “Cassa di Risparmio di Firenze”, lì rimase ferito il direttore, colpito con un pugno al viso. Le indagini fattesi sempre più serrate anche con l’ausilio di attività tecnica, hanno permesso di stroncare il sodalizio e porre fine ad efferate rapine che a pochi giorni l’una dall’altra stavano sconvolgendo il capoluogo, ed il 23.02.2018, i carabinieri al termine di una operazione lampo hanno fatto irruzione “Ubi-Banca” agenzia n.3404 di via Madonna di Loreto in Pesaro ed hanno arrestato F.A. e T.I., mentre, travisati e armati di coltello, stavano portando a termine una ennesima rapina in danno dell’istituto di credito ed appena scavalcato il bancone avevano già prelevato dalle casse la somma contante di €. 18.000 circa. In seguito, il Tribunale – Ufficio G.I.P. – di Livorno, concordando le risultanze investigative dei carabinieri di Pesaro per le indagini sulla rapina avvenuta in quella Provincia, emetteva, una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dei due autori, eseguita dai carabinieri il 05.04.2018.

I SOGGETTI L’indagine ha consentito di delineare i ruoli di ognuno degli indagati.  F.A. è colui che oltre a individuare e pianificare le rapine, con funzione da c.d. “capo-basista”, ha avuto anche in alcuni casi altri ruoli come: – il ruolo di “autista e palo”, nella rapina del 31.01.2018; – il ruolo di “palo”, nelle rapine del 18.01.2018 e dell’1.02.2018; – il ruolo di “autore materiale” nelle rapine del 26.01.2018 e del 23.02.2018. Il soggetto, con un passato criminale, già conoscitore del nostro territorio, in particolare dall’anno 2017, nonostante avesse mantenuto la residenza a Catania, era stabilmente ospite in Pesaro, presso l’abitazione di una sorella. Dall’ottobre 2017 fino al gennaio 2018 ha lavorato come operaio a Pesaro, quando ha deciso di pianificare ed organizzare, con due suoi complici fatti venire da Catania di volta in volta, le rapine sin qui scoperte. La permanenza stabile in Pesaro, agevolava F.A. nell’individuare gli obiettivi appetibili da colpire, collocati tutti in questo centro cittadino. Si appurava poi che l’uomo era buon conoscitore anche della zona di Collesalvetti (LI), in quella cittadina toscana risiede infatti un’altra sua sorella.  I suoi corregionali T.I. e D.A., si possono annoverare come “complici-sicari”, i quali, dopo ovvi, ed in taluni casi compiutamente accertati, rituali di intesa con F.A., partivano appositamente da Catania, a bordo di autovetture o pullman ed in alcuni casi in aereo, per poi fare ritorno in Sicilia subito dopo le rapine, a volte con lo stesso F.A.

L’OPERAZIONE CONCLUSIVA – esecuzione ordinanze di custodia cautelare in carcere. Nello scorso fine settimana, in Pesaro e Catania, i militari del Nucleo Investigativo e del NORM della Compagnia Carabinieri di Pesaro, collaborati in Catania da personale del NORM della Compagnia CC Catania-Fontanarossa, a completamento della complessa indagine sopra descritta, in esito alla richiesta dell’emissione di provvedimenti cautelari già avanzata dal Nucleo Investigativo di Pesaro NINV all’Autorità Giudiziaria, stante la piena concordanza dell’AG sugli elementi di prova acquisiti dai carabinieri nel corso di quattro mesi di indagini, procedevano a dare esecuzione all’Ordinanza di Custodia Cautelare in carcere emessa dal GIP, n. 253/18 RGNR e n. 1952/18 RG GIP, a carico dei tre soggetti risultati i responsabili di plurime rapine a mano armata in concorso, in danno di istituti di credito ed uffici postali delle Marche e della Toscana:  T.I., catanese classe 1987;  F.A., catanese classe 1973; I primi due già detenuti nel Carcere di Pesaro Villa Fastiggi in seguito al loro arresto del 23.2.2018 ed alla misura cautelare per la rapina di Collesalvetti (LI).  D.A., catanese classe 1982. Quest’ultimo, è stato catturato a Catania dopo un’articolata operazione di servizio intrapresa nella notte di venerdì scorso dai carabinieri del Reparto Operativo e del Nucleo Operativo di Pesaro e del Nucleo Operativo di Catania Fontanarossa, che lo hanno individuato mentre, dopo aver compreso di essere braccato ha tentato di nascondersi nel suo quartiere (Librino) ma dopo poche ore è stato individuato inseguito e catturato a bordo di uno scooter. Si trova ora detenuto nella Casa Circondariale di Catania-Piazza Lanza a disposizione delle competenti Autorità Giudiziarie.

RISULTATI Gli arresti effettuati dai carabinieri del Comando Provinciale di Pesaro e Urbino, diretti dal Ten. Col. Luciano Ricciardi, in una rapida ed efficace indagine svolta per contrastare l’escalation di rapine avvenute in città rappresentano un significativo risultato per la repressione del fenomeno che se non arginato immediatamente avrebbe compromesso in maniera grave la percezione di sicurezza dei cittadini. All’Arma dei carabinieri e ai militari operanti è giunto l’importante apprezzamento del GIP dr. Messina che ha dato pieno sostegno all’investigazione svolta, evidenziandolo nelle motivazioni dei provvedimenti cautelari, nonché dei Magistrati della Procura della Repubblica di Pesaro, con i quali si è ribadita sinergica collaborazione per prevenire e reprimere questi gravi crimini.

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