Un libro dedicato al meraviglioso borgo di San Vito sul Cesano, tra storia, tradizioni e solidarietà

“San Vito sul Cesano – Le stagioni della nostra vita” è il titolo del primo libro dedicato al meraviglioso borgo della Valcesano. E’ stato realizzato dall’associazione San Vito Giovani e scritto da Davide Torcellini.

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Un lavoro di oltre un anno, fatto di ricerche storiche, archivistiche, documentali, ma soprattutto di ascolto della memoria viva degli anziani che, con quest’opera, è stata salvata. Alla presentazione oltre all’autore, sono intervenuti il presidente di San Vito Giovani sotto il cui mandato è iniziato il progetto, Andrea Curzietti, l’attuale Marilena Fossi, il sindaco Davide Dellonti, il parroco don Luca Santini, il moderatore Matteo Brunamonti e la collaboratrice Eleonora Guerra. Il progetto è stato sostenuto finanziariamente dalla Bcc di Pergola Corinaldo, oltre che dall’amministrazione comunale. Grazie a questi contributi, il ricavato delle prime 200 copie è stato devoluto al centro socio educativo Margherita e alla Lega del Filo d’Oro. Un libro che racconta la storia del borgo, il suo passato glorioso, curiosità, personaggi, aneddoti. Ben 12 i capitoli. «Abbiamo sentito il bisogno di realizzare il libro – sottolinea Torcellini – perché siamo consapevoli che il tempo passa inesorabilmente, facendo dimenticare storia, tradizioni e ricordi, senza che le nuove generazioni le possano conoscere». Tanti i complimenti, a partire dal sindaco: «Un ringraziamento e un plauso a San Vito Giovani per aver saputo coniugare anche in quest’occasione, promozione del borgo con la solidarietà.

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Quest’opera è fondamentale perchè anch’essa con il suo contributo, persegue la finalità di limitare lo spopolamento dei borghi, finalità perseguita in ogni azione della San Vito Giovani, oltre ad avere la bellezza straordinaria di essere una storia raccontata “dal basso”, non soltanto tramite lo studio di archivi e documenti, ma tramite la testimonianza di persone che hanno vissuto direttamente certe epoche, certe esperienze, certe tradizioni, luoghi, occasioni di incontro. Uno dei fattori cardine per l’inversione del processo di spopolamento è il favorire la preservazione della storia, delle radici e delle tradizioni del borgo. Soltanto conoscendo il proprio passato, si può avere quella spinta propulsiva mirabile, da tramandare soprattutto alle giovani generazioni, con lo scopo di far sentire come “proprio” il borgo di San Vito sul Cesano, avendone cura ed apprezzandolo, per la sua storia, per la sua cultura e per le tradizioni materiali ed immateriali che reca con sé. Per queste motivazioni dobbiamo avere animo grato nei confronti dell’Associazione “San Vito Giovani”, che in questi anni è stata baluardo di preservazione dell’identità sanvitese. Un “amare il proprio borgo” che deve essere non un “campanilismo” nell’accezione negativa del termine, ma un “amare il proprio campanile”, conoscendone la storia, cultura e tradizioni al fine di potersi aprire sempre più verso le altre realtà del territorio, collaborando con esse, affrontando con spirito positivo le istanze del fare rete con tutto il territorio della Vallata del Cesano e non solo”.

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