Ufficio scolastico non autorizza sezione distaccata Cecchi. Dura reazione di Minardi

La sezione distaccata a Fano dell’Istituto Cecchi di Pesaro non è stata autorizzata dall’Ufficio scolastico regionale nonostante la Giunta regionale delle Marche abbia espresso la volontà chiara e netta dell’apertura a Fano dell’istituto Tecnico e Professionale Agrario “Cecchi” di Pesaro, approvando il Piano regionale scolastico 2017/2018. Dura la reazione del Vice Presidente del Consiglio regionale, Renato Claudio Minardi che ieri in Consiglio ha ottenuto la risposta sulla sua interrogazione circa i ritardi nell’applicazione del Piano di dimensionamento scolastico 2017/2018, approvato dalla Regione Marche.

“E‘ grave in quanto la programmazione dell’offerta formativa spetta alla Regione e, conseguentemente, al Miur di darne attuazione. Il tema del Cecchi è aperto da tempo, poiché, una sede a Fano, indiscusso polo agricolo, avrebbe risposto adeguatamente ai bisogni degli studenti del territorio a partire da quelli che risiedono nelle valli del Metauro e del Cesano, sia dal punto di vista formativo che logistico”.

La risposta all’interrogazione di Minardi è arrivata in Consiglio dall’Assessore regionale all’Istruzione Loretta Bravi: “L’Ufficio scolastico regionale ci ha dato picche relativamente al Cecchi di Pesaro perché ha assunto la decisione di non autorizzare la sede distaccata di Fano per carenza di iscrizioni. In più occasioni ci siamo fatti carico di rivendicare l’applicazione della delibera di Giunta, ma l’interpretazione dell’Ufficio scolastico regionale è esasperatamente letterale e questo ci crea notevoli problemi sul territorio”.

“La volontà precisa e inequivocabile della Regione non è stata accolta” – ha sottolineato il Vice Presidente Minardi – “L’ufficio scolastico regionale dovrà spiegare alle famiglie, agli studenti e a tutti gli enti coinvolti e favorevoli al progetto, perché non è stata prevista la sede distaccata a Fano. Devo ammettere, purtroppo, che la burocrazia ha sovrastato la volontà politica di questa Regione e questo è inaccettabile”.

Il progetto di una sede distaccata a Fano era stato accolto e voluto dall’Istituto stesso, dalla Giunta regionale e dall’Assemblea legislativa delle Marche e aveva registrato, inoltre, il consenso dei Comuni, in particolare di quello di Fano e della Provincia di Pesaro e Urbino.

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