Baldelli alla Kyenge: “Non abbiamo risorse per i nostri cittadini, come possiamo pensare di spendere miliardi per migranti?”

Confronto di circa un’ora nella sala della giunta tra il sindaco e vicepresidente Anci Francesco Baldelli e la europarlamentare Cecilie Kyenge.

L’ex ministro ha accettato l’incontro, prima di visitare la struttura per richiedenti asilo di Pergola, allestita all’ex Motel Magi, che ospita 25 profughi. Posizioni diametralmente opposte ma anche disponibilità a confrontarsi. Baldelli ha esordito con un accenno proprio alla situazione pergolese. “Abbiamo constatato la totale assenza di dialogo con le cooperative che gestiscono i migranti e anche alberghi che dopo decenni di inutilizzo tornano magicamente idonei”. Il sindaco ha poi evidenziato le proprie posizioni. “Non condivido affatto le politiche sull’immigrazione del governo del suo partito. Non si fa altro che creare nuove povertà e siamo anche preoccupati perché dietro i migranti c’è una grande speculazione economica. Dal 2011 il nostro Comune ha subito quasi 2 milioni di tagli ai servizi sociali, anche dal governo Letta di cui lei era ministro. Non abbiamo più risorse per i nostri cittadini, gli italiani e gli immigrati regolari, come possiamo pensare di sostenere spese di miliardi per i migranti? Con queste politiche si diventa complici di chi sfrutta il fenomeno immigrazione. La soluzione non è trasferire l’Africa in Italia perché non abbiamo la possibilità di dare speranze a queste persone”.

Di tutt’altra idea la Kyenge: “Sto scrivendo da europarlamentare la strategia per gestire il fenomeno immigrazione. Accoglienza e solidarietà sono i miei valori. Già nel 2016 ho presentato delle proposte: ricerca e salvataggio, lotta contro il traffico di esseri umani, rafforzare le vie legali. Va rivisto il pacchetto asilo. L’Italia non deve prendersi carico di tutta la situazione. Serve strategia di integrazione e in tal senso vanno rafforzate le politiche; per questo sto girando l’Italia”. L’ex ministro è scesa poi nel dettaglio: “Va abrogata la legge Bossi Fini. Il regolamento di Dublino è un problema. Ciò che serve è la equa ripartizione delle responsabilità. Nessuno – ha concluso – è di troppo su questa terra. Dobbiamo salvare le vite. Non possiamo aumentare odio e conflitto, serve dialogo>.

Baldelli ha aggiunto: “Lei onorevole dovrebbe tutelare gli interessi italiani e non lo ha fatto quando in Europa ha votato per il Ceta, l’accordo commerciale con il Canada, e ha sostenuto l’ingresso dell’olio tunisino in Italia a discapito dei nostri produttori e agricoltori italiani”. L’incontro si è concluso con una stretta di mano.

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