Baldelli: “Con il pretesto dei lavori, la Regione vuole ridurre e chiudere reparti dell’ospedale di Pergola per 2 anni”

Sui lavori che interesseranno l’ospedale di Pergola, interviene il sindaco Francesco Baldelli: «Dirigenti Asur mi hanno comunicato in via informale la necessità di effettuare lavori urgenti, per circa 4 milioni di euro, presso il nostro nosocomio ma anche la conseguente riduzione di alcuni servizi ospedalieri e soppressione dell’attività chirurgica per 2 anni, necessarie – a detta dei dirigenti – per realizzare i lavori. Sono interventi per la sicurezza della struttura e dunque li accogliamo con favore, anche per non dare alcun pretesto alla regione, ma al contempo chiediamo di realizzare le opere utilizzando i necessari accorgimenti per evitare riduzioni e cancellazioni di servizi ospedalieri. Altrimenti si tratterebbe di un film già visto in altri ospedali, dove si sono compiuti investimenti per poi trasformare queste strutture in cronicari o per affidarle ai privati o addirittura per chiuderle. I dirigenti Asur hanno infatti parlato di riduzione di 10 posti letto per la riabilitazione. Guarda caso una delle poche riabilitazioni rimaste pubbliche in regione mentre molte sono già in mano a privati. Hanno anche parlato di cancellazione dei 18 posti letto di chirurgia per 2 anni perché sostengono che le camere operatorie abbisognano di lavori di ammodernamento. In due anni si costruisce un ospedale! Una sala operatoria può essere sostituita in 3, massimo 6 mesi. Tra l’altro l’ospedale ha più d’una camera operatoria e la regione inoltre potrà realizzare le opere per step, senza chiudere né tutte le sale operatorie nè reparti. Per questo ho già fornito all’Asur le soluzioni tecniche, indicatemi da alcuni consulenti di cui mi sono avvalso, per evitare qualsiasi ulteriore depotenziamento dell’ospedale. Depotenziamento tutt’ora in atto se si pensa che, da novembre, rimarrà a Pergola un solo radiologo, l’altro è stato trasferito senza prevederne la sostituzione con assunzione in pianta stabile. Da 15 giorni è rotta l’apparecchiatura telecomandata della radiologia. La chirurgia è ridotta al lumicino e rimasta con soli 2 chirurghi, perché il terzo, infortunato, rimarrà fuori servizio per mesi. Inequivocabile la posizione del primo cittadino: «Se Ceriscioli vuole chiudere un altro nosocomio per favorire i privati e per realizzare il fantomatico ospedale unico provinciale, i cittadini sappiano che sta facendo il male della nostra provincia e dell’intera regione e solamente la fortuna della sanità privata. Un ospedale unico che non sarà in grado di garantire il diritto alla salute nemmeno ai cittadini della costa, perché i posti letto non saranno sufficienti, dovendo accogliere anche i pazienti dell’intero l’entroterra. Per questo diciamo un forte no al privato che succhia le risorse pubbliche, no all’ospedale unico. Combatteremo per una sanità pubblica che garantisca il diritto alla salute di tutti e per evitare ulteriori depotenziamenti dell’ospedale perseguiti dalla regione anche con banali pretesti».

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