Opere dannose


(foto youtube.com)
Chiusura passaggio a livello Marotta, comitato critica opere compensative: “Non rispondono alle necessità infrastrutturali, turistiche, economiche”
Continuano a piovere critiche sul progetto relativo alla chiusura del passaggio a livello. Le opere compensative proprio non convincono i cittadini. “L’insieme delle tre opere, redatte da uno studio tecnico incaricato dalla Ferrovie e approvate in via definitiva dall’amministrazione – sottolinea il comitato che spinge per modificare il progetto – non rispondono alle necessità infrastrutturali, turistiche ed economiche del territorio. L’amministrazione persiste in un atteggiamento di chiusura nei confronti delle richieste avanzate dai cittadini e propina come inevitabile un insieme di progetti dannosi”. Il comitato scende nei dettagli delle opere, soffermandosi sul sottopasso pedonale. “Il progetto è inappropriato per un nodo infrastrutturale e pubblico quale l’attuale passaggio a livello. Deve avere caratteristiche tecniche per un fluido scorrimento di pedoni e biciclette. Le rampe dei disabili previste saranno soprattutto utilizzate da biciclette e mamme con carrozzine generando ingorghi pericolosi. La proposta alternativa, per cui esistono gli spazi tecnici, è realizzare uno scivolo unico centrale per un passaggio condiviso. Per i disabili 2 ascensori al posto delle rampe o un sistema di ascensori alla stazione ferroviaria. Le rampe disabili risultano inoltre essere causa di eliminazione di circa 15 parcheggi commerciali e ostruzione del terzo binario, sul quale avrebbe sede la nuova viabilità parallela al viale, indispensabile. Il progetto prevede un dispendio di fondi pubblici esoso per le finiture scelte, che non risultano idonee alle condizioni ambientali. La copertura in vetro e acciaio per le rampe è di totale ostruzione della visuale degli spazi pubblici e priva di gusto”. 

Non convincono nemmeno l’altro sottopasso, rotatoria, sottovia carrabile. 

“I cittadini risultano tuttora completamente malinformati sulla reale consistenza delle opere e sono stati di fatto privati del diritto di partecipare alla costruzione del proprio territorio. Le raccolte firme hanno portato in poco più di 36 ore a più di 600 adesioni e il numero continua a salire senza sosta. La cittadinanza chiede che siano verificate tecnicamente le proposte di modifica dei progetti e il Comune si faccia suo portavoce. L’investimento delle Ferrovie non può essere perso e allo stesso tempo andare sprecato in opere dannose. Se l’intento dell’amministrazione non è di dividere Marotta mare da Marotta monte, farà bene a convogliare le opere alla massima connessione tra le zone separate dalla Ferrovia, senza aspettare finanziamenti da progetti futuri”.

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