“Non bastava una situazione economica difficile – si legge nella nota di Boris Rapa coordinatore Assoturismo Confesercenti Marche e Alberto Tassi, coordinatore Asshotel Confesercenti Ancona – anche le avverse condizioni meteo stanno mettendo in ginocchio il comparto turistico regionale, dove, in qualsiasi destinazione, chi più chi meno, ci si sta leccando le ferite e cercando di salvare il salvabile. Ma servono urgenti misure drastiche per rilanciare la destinazione Marche.

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Il lavoro svolto dall’assessorato regionale al turismo è stato buono, ma non basta, occorre rilanciare lo scalo regionale. Il mercato di riferimento, quello nazionale, è fortemente in crisi, perché legato all’andamento dell’economia del nostro paese ed è palese che le previsioni future siano pessimistiche.
Quali alternative? E’ vitale sostituire i nostri clienti ex-abituali, con nuovi clienti, questo è fattibile solo ed esclusivamente con clientela straniera (a tal proposito, la campagna promozionale che ha visto protagonista Dustin Hoffman è stata molto utile per aumentare la visibilità delle Marche e farle conoscere proprio al pubblico degli stranieri). A questo punto abbiamo di fronte a noi due strade: scendere a patti con i padroni del turismo organizzato, formato dai grandi trust tedeschi, oppure scendere a patti con i signori del turismo via web di origine anglosassone. La soluzione dei trust tedeschi è costosissima, lunghissima nelle attuazioni e sostanzialmente impraticabile per gli standard culturali italiani. Quindi rimane l’ultima risorsa, gli anglo-americani, questo significa un investimento molto ridotto, ma comunque molto costoso, che è rappresentato fondamentalmente dal sostegno economico alle compagnie low cost di origine britannica e Wizz Air.
Al momento esistono solo 2 compagnie aeree capaci di portare clienti nel nostro territorio, la maggiore è Ryanair irlandese e la minore è Wizz Air, dominus del mercato dell’est Europa. Queste compagnie volano esclusivamente grazie a contributi pubblici, la sola Ryanair ha ottenuto per il 2013, 850milioni di euro di denaro pubblico in tutte le destinazioni in cui fa atterrare i voli. In Spagna, dove hanno investito sui low cost, sembra abbia già archiviato un +12% di arrivi stranieri sui primi 3 mesi dell’anno.
La nostra analisi ci fa affermare che l’aeroporto di Ancona, dovrebbero essere messo in condizione, di avere 60 voli Ryanair al costo di 7.5-8mln di euro all’anno + altri 6-8mln per le altre compagnie low cost.
Quali benefici porterebbe? Per 1 milione di turisti che restano 4 giorni di media si genererebbero 4.000.000 di presenze, se si considera che un turista spende mediamente poco più di 100 euro al giorno, l’incidenza sul nostro PIL (Prodotto Interno Lordo) regionale sarebbe di 400.000.000 di euro di PIL diretto, ai quali vanno aggiunti i benefici dell’indotto, che corrispondono ad un ulteriore +93% della spesa, vale a dire ulteriori 372.000.000 di euro, per un totale di 772 milioni di PIL aggiunto, della quale solo il 44% della spesa diretta è effettuata negli Hotel, la rimanenza, quindi 176 mln per gli alberghi e circa 600 milioni per il resto del territorio.
Il milione di passeggeri corrispondono ad un investimento di circa 7-8milioni di euro. Investire 15 milioni permette di aggiungere un +4% del PIL alla regione Marche, in un arco di tempo brevissimo.
L’effetto leva prodotto da un aeroporto efficiente è in assoluto il più elevato tra tutti gli ambiti economici industriali e la diffusione è spalmata su tutti i cittadini della regione. Solo di IVA, nella regione Marche verrebbe incassato 10 volte più di quanto investito, senza tenere conto del milione di giornate lavorative prodotte.”





