Fano – Una nuova agevolazione fiscale è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2020. Si tratta del cosiddetto ‘Bonus Facciate’ che prevede un credito fiscale del 90% sulla spesa sostenuta per il rifacimento della facciata del condominio o della propria abitazione. Obiettivo del bonus per la ristrutturazione delle facciate esterne degli edifici è senza dubbio il rilancio della cura degli stabili, oltre a promuovere la riqualificazione del patrimonio edilizio; incentivare il risparmio energetico e dare un volto nuovo alle nostre città. Riguarderà case e condomini e sarà finalizzato a rendere ‘più belle’ le città italiane, come anticipato dal ministro ai Beni culturali, Dario Franceschini. Tuttavia sono da definire alcuni aspetti: quale sarà il massimale di spesa agevolata, in quanti anni sarà recuperabile il bonus, a quali lavori sarà collegato, a quali immobili sarà destinato e a quali soggetti. Ne abbiamo parlato con Giovanna Machì e Claudio Abbondanzieri, broker manager dell’agenzia immobiliare Remax Orizzonti, professionisti con alle spalle vent’anni di carriera nella vendita e nell’affitto di immobili a Fano.
Dal punto di vista immobiliare cosa pensa di questa nuova misura?
Giovanna Machì: In un periodo, parliamo oramai di più di 10 anni, di crisi del comparto immobiliare e del suo connesso, qualunque attenzione e agevolazione è sicuramente un beneficio. Ancora non sappiamo come sarà effettivamente messa in atto questa nuova normativa e sarà interessante verificare la sua applicazione reale. In questo caso, la riqualificazione degli immobili è, a nostro avviso, una strada giusta che dovrebbe portarci a una nuova gestione del patrimonio immobiliare cittadino e a una sua valorizzazione senza ricorrere a nuove cementificazioni. E’ chiaro che introdurre queste norme e poi di pari passo triplicare le imposte fisse che si pagano per l’acquisto di un immobile, o aumentare al 12,50% la cedolare secca sui canoni concordati, dà dei segnali contrastanti sull’intenzione di rilanciare il comparto immobiliare. Abbiamo sempre più l’impressione che non ci sia alla base una visione chiara di cosa fare, un piano di lungo termine, ma azioni sporadiche di singoli interessi, dettate dalla sensibilità sull’argomento, che molte volte contrasta con le possibilità reali di finanziamento. Fino a quando non si troverà una strategia comune di interesse globale e non partitico, assisteremo a queste incongruenze.
Il Dpb (documento programmatico di Bilancio) del Governo annuncia la proroga della detrazione del 50% sulle ristrutturazioni “generiche”. Lo stesso accade per l’ecobonus sulle singole unità immobiliari. È prevista anche la conferma del ‘bonus arredi’ abbinato alle ristrutturazioni, che agevola al 50% l’acquisto di mobili ed elettrodomestici ad alta efficienza energetica fino a una spesa massima di 10mila euro.
Ritiene che questi bonus possano incentivare la ripresa del mercato immobiliare?
Claudio Abbondanzieri: Sicuramente tutto quello che porta un vantaggio al settore è utile. In questi anni, le detrazioni fiscali hanno sicuramente inciso in maniera importante sul comparto, non tanto per accelerare la ripresa, che oggi è ancora relativa, ma cercando di diminuire l’effetto caduta del mercato. Teniamo conto che, per la nostra esperienza, non sono poi così tanti i clienti che si vogliono sobbarcare una ristrutturazione importante dell’immobile, questo perché comunque una ristrutturazione porta sempre dietro di se incognite e problematiche. Solo la complessità della burocrazia per la richiesta delle detrazioni a volte scoraggia il cliente acquirente, che preferisce trovare immobili “già pronti” o con pochissimi lavori di ristrutturazione. Sono nate in questi anni ditte o società che propongono ristrutturazioni “chiavi in mano” che si occupano della parte tecnica, dei lavori di ristrutturazione e di tutta la parte burocratica relativa alla richiesta di agevolazioni: potrebbe essere un buon esempio per tranquillizzare l’acquirente e usufruire di quanto previsto dalle normative.
Siamo quasi agli sgoccioli del 2019. E’ possibile tracciare un bilancio dell’attività di Remax Immobiliare in questo anno 2019?
Giovanna Machì: Per quello che riguarda Remax Italia, anche il 2019 è stato un anno sicuramente positivo con un aumento dei collaboratori immobiliari che si sono affiliati al marchio e un sensibile aumento del fatturato aggregato e delle singole agenzie. I dati positivi vanno però analizzati per le singole realtà locali, le grandi città hanno trainato maggiormente lo sviluppo, le piccole realtà hanno cercato di stare al passo, ma con incrementi sicuramente inferiori. Lo stare all’interno di un gruppo internazionale ci aiuta a prevedere con anticipo le tendenze del mercato e ad attuare le modifiche necessarie. Certo siamo sempre in attesa di una vera ripresa economica, ma i segnali che arrivano non sono certamente ottimistici, analizzando anche il trend di nazioni di riferimento, come U.S.A., Inghilterra, Germania, ecc. abbiamo segnali molto contrastanti che seguono le incertezze di fondo di ogni singola economia. Negli U.S.A. si parla già di una nuova “bolla immobiliare”, in Inghilterra i prezzi delle case sono in fibrillazione in attesa di questa ormai famosa Brexit, in Germania c’è una stagnazione delle compravendite immobiliari. Analizzare questi dati, che ci sembrano così lontani, in realtà è essenziale: ricordiamoci che il mercato immobiliare italiano è crollato con la crisi delle banche americane che ha contagiato tutto il mondo. Per quello che riguarda la nostra agenzia di Fano, il 2019 è stato sicuramente un anno con dei risultati positivi, sono aumentate le transazioni effettuate con un aumento delle quote di mercato, lo staff operativo si sta consolidando, anche se abbiamo molti margini di miglioramento da attuare.
Quali sfide vi attendono nel prossimo futuro?
Giovanna Machì e Claudio Abbondanzieri: La sfida maggiore che ci attende è aumentare la soddisfazione dei nostri clienti. Sembra una frase fatta, ma oggi più che mai, con la globalizzazione dei servizi, se non riesci a mantenere alta la soddisfazione dei clienti sei destinato a scomparire dal mercato. L’obiettivo primario che ci proponiamo è aumentare ancora la formazione dello staff e “formare” anche i nostri clienti verso una maggiore consapevolezza sull’importanza di arrivare alla compravendita con maggiore serenità. E’ fondamentale che i clienti venditori prendano coscienza della necessità di effettuare i dovuti controlli, urbanistici, catastali, ecc. prima di mettere in vendita gli immobili, di affidarsi all’esperienza di tecnici che li aiutino in questo percorso senza trovare sorprese. Sarebbe essenziale prendere esempio da Regioni vicine, dove il notaio non effettua l’atto definitivo se non ha un’idonea documentazione, redatto da tecnici abilitati, che certifichi la regolarità dell’immobile compravenduto. Sembra scontato, ma vi possiamo assicurare che oggi il 90% dei problemi in una compravendita sono di origine tecnica, a causa di un moltiplicarsi di normative che vorrebbero “sanare” anni di assoluta anarchia tecnica. Un’altra importante sfida sarà far passare il concetto dell’Incarico di Acquisto per gli acquirenti, cioè dare un mandato di ricerca dell’immobile al proprio agente immobiliare di fiducia, che affiancherà il cliente nella selezione delle proposte e che lo assisterà in tutte le fasi della compravendita. Nei paesi americani/anglosassoni, prima si sceglie il proprio agente immobiliare, poi si inizia il percorso di ricerca dell’immobile, questo sarebbe secondo noi, un grande vantaggio per il cliente acquirente, perché avrebbe un solo interlocutore di fiducia che si interfaccia con altri agenti immobiliari, privati, portali di settore, ecc. selezionando le proposte sulla base di una reale conoscenza delle esigenze del cliente stesso. Oggi districarsi tra le migliaia di offerte dei portali, le tante agenzie immobiliari, gli annunci dei privati, è diventato difficile per noi del settore che da più di 20 anni facciamo questo lavoro, figuriamoci per i singoli clienti. Scegliere il proprio agente immobiliare di fiducia, preparato, formato, con in mano i giusti strumenti e requisiti tecnici e morali, sarà determinante per affrontare con maggiore serenità un momento topico della vita di ognuno di noi, la scelta della casa dove vivere con la propria famiglia.





