Come ottimizzare l’illuminazione dell’ufficio con i tubi al neon

Le luci al neon utilizzano questo gas nobile per irradiare una luce forte che illumina efficacemente anche gli angoli più nascosti. I tubi in vetro hanno al loro interno anche qualche goccia di mercurio e sono sigillati alle due estremità: gli elettrodi in esse presenti fanno sì che l’elettricità stimoli tali elementi ad emetta radiazioni luminose. Si tratta di un tipo di lampada molto versatile che si impiega soprattutto negli uffici ed è possibile trovarla praticamente ovunque, anche online su portali specializzati: i tubi al neon di Rs Components, ad esempio, sono prodotti di ottima qualità e sono disponibili in varie misure e dimensioni, oltre a prevedere luce fredda bianca o luce calda.

Così come per le classiche lampadine, anche nei tubi al neon vi è una differenziazione tra luce calda e luce fredda. La luminosità, infatti, viene misurata in gradi Kelvin ed è noto come la luce calda, che arriva a un massimo di poco più di 3.000 K, sia meno forte e risulti più soffusa. Una luce bianca fredda, invece, può raggiungere i 6.000 K ed è quella maggiormente impiegata negli uffici o comunque laddove sia necessaria un’illuminazione a giorno. Ciononostante, è possibile alternare le due tipologie a seconda del tipo di stanza e delle singole necessità.

I tubi al neon possono avere un diametro diverso a seconda dell’ampiezza del luogo da illuminare. Tale diametro viene comunemente indicato con la lettera T: avremo, così, il T2 che è quello più piccolo (circa 7 millimetri) ed è l’ideale per fare luce in angoli nascosti o in aree ristrette; l’intermedio T5, con i suoi 16 millimetri, illumina efficacemente intere stanze, mentre i T8 e i T12 (rispettivamente 26 e 38 millimetri), sono perfetti per grandi open space o interi magazzini.

Perche installare i tubi al neon

I tubi al neon possono durare anche 20 mila ore e consumare meno della classica luce a incandescenza. Per una resa ottimale in ufficio, un tubo al neon potrà essere inserito sul soffitto o a parete ma, al fine di sfruttarne tutte le potenzialità, è consigliabile utilizzare materiali riflettenti: la luce, infatti, viene irradiata a 360° e, colpendo una superficie bianca o satinata, ne restituisce la maggior parte. Ovviamente, il wattaggio avrà conseguenze sia sulla potenza della luminosità che sul consumo di energia elettrica, anche se quest’ultimo rimarrà sempre relativamente contenuto.

Nei tubi al neon di ultima generazione è presente anche un elemento chiamato trifosforo: oltre a durare maggiormente nel tempo, consentono un utilizzo minimo di mercurio, sostanza che andrebbe limitata il più possibile secondo le norme vigenti. La resa dei vari colori, nello spettro di luce calda e fredda è migliore, cosicché si potrà decidere di usare il classico bianco o illuminare alcune zone dell’ufficio con altre varianti cromatiche avendo sempre il massimo delle performances.

Altre peculiarità dei tubi al neon

La prima peculiarità di questo tipo di luce è, sicuramente, lo sfarfallio iniziale che deriva dal passaggio della corrente elettrica nello starter. Al fine di limitare la minimo questo fenomeno, è possibile ad esempio cambiare lo starter ogni volta che il tubo al neon viene sostituito, garantendo anche una maggior durata dell’impianto stesso.

I tubi al neon sono solitamente lunghi e dritti, ma esiste anche la versione a forma di cerchio (la cosiddetta circolina) che si vede spesso montata sui vecchi lampadari vintage. Ovviamente, in un ufficio è possibile utilizzare entrambe le forme sfruttando portalampade più moderni e alternandole anche nelle dimensioni a seconda dell’area da illuminare.

 

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