Chi non ha mai giocato a carte con amici o parenti? I giochi di carte non devono essere necessariamente d’azzardo e spesso fungono da passatempo ideale per chi vuole divertirsi in compagnia. In un’era in cui internet la fa da padrona, la tradizione delle care e vecchie carte non è mai tramontata. Da “Rubamazzo” a “Poker” sono tantissimi i giochi possibili con le carte francesi, senza ombra di dubbio le più conosciute in assoluto. Alcuni interrogativi sulle carte, però, rischiano di non trovare risposta. Ad esempio, quando sono nate effettivamente le carte da gioco?
Ancora prima di quelle francesi, in Cina venivano utilizzate delle carte nel X secolo. In seguito quelle francesi si sarebbero diffuse in tutta Europa dopo aver preso ispirazione da quelle impiegate in Egitto dai Mamelucchi. Un mazzo di carte francesi si compone di 52 carte, 13 per ognuno dei 4 semi. Oltre alle carte che vanno dall’asso al 10, ci sono le figure: il jack, la regina e il re. I cuori e i quadri sono i semi colorati in rosso, mentre i fiori e le picche si presentano in nero. Tutto qui? No, perché se in un primo momento le carte erano solo queste, in seguito ne sono state aggiunte di nuove.
Stiamo parlando dei Jolly, detti anche “joker” in alcuni casi. Osservando l’infografica su storia e significato del simbolo del Jolly scopriamo tante curiosità. La coppia di carte speciali è stata introdotta dagli americani in seguito alla Guerra di Indipendenza, per giocare a “Euchre”, un gioco ben poco conosciuto in Italia. Alla fine, i Jolly sono arrivati anche da noi e sono solitamente inseriti nei comuni mazzi che possono essere acquistati tranquillamente anche nelle edicole. I Jolly possono assumere il valore di un’altra carta e facilitare così alcune combinazioni, aiutando i giocatori a chiudere prima una partita. In alcuni giochi come la “Scala 40”, però, può rivelarsi un’arma a doppio taglio e sottrarre molti punti se chi ne possiede uno non è riuscito a liberarsene prima del termine di una mano.
Sembra che nelle prime fasi di produzione delle carte francesi venissero associati i nomi di personaggi storici alle figure rappresentate nei mazzi. Ad esempio, i re erano Davide o Alessandro Magno. C’è chi nei secoli ha cercato di provare anche una vera e propria somiglianza con alcune icone storiche realmente esistite, ma di fatto non è dato sapere quale sia stata la fonte di ispirazione originale al momento della realizzazione dei disegni ufficiali.
Una quarta curiosità riguarda invece la controparte digitale delle carte. Almeno una volta, infatti, ognuno di noi avrà avuto modo di mettere le mani sul celeberrimo “Solitario”, un gioco di carte che non richiede la presenza di un secondo giocatore. Si narra che Microsoft decise di rendere il “Solitario” disponibile nelle prime versioni di Windows per allenare gli utenti all’utilizzo del mouse, cosicché prendessero confidenza con lo spostamento e la sovrapposizione di immagini e file visualizzati sullo schermo. Ancora oggi il “Solitario” è presente nei nostri pc, quasi come per tradizione. Proprio l’aspetto popolare delle carte ne ha favorito nel corso degli anni anche un lato collezionistico. A furia di racimolare mazzi, l’americano Bryan Berg è riuscito a costruire il castello di carte più grande del mondo, per un’altezza di 7,87 metri. Un’altra sua realizzazione, una riproduzione dell’hotel Venetian di Macao, supera invece i 10 metri di lunghezza. Cosa non si può fare con le carte…






