Giovani e lavoro, turismo e formazione con un occhio al settore immobiliare. Ne parliamo con Elisa Abbondanzieri

Giovani e lavoro, turismo e formazione con un’occhio al settore immobiliare. Ne parliamo con una giovane professionista del settore: l’agente immobiliare Elisa Abbondanzieri dell’agenzia Remax Orizzonti di Fano, che da anni si occupa di acquisire e vendere immobili nella nostra città.

Giovani e lavoro oggi, qual è la situazione nel tuo ambito lavorativo? “Per quanto riguarda la realtà in cui lavoro, abbiamo una buona presenza di giovani: di 14 persone che compongono il nostro gruppo, 6 hanno meno di 35 anni. Considero “buona” questa percentuale perché devo dire che il settore immobiliare sicuramente non pullula di gioventù, almeno per quanto ho potuto personalmente constatare entrando in contatto con colleghi non solo “locali”, ma anche a livello regionale e nazionale. Anche per quanto riguarda l’inserimento di nuovo personale (ne siamo sempre alla ricerca), vedo che facciamo fatica anche semplicemente a fissare un colloquio con giovani ragazzi e ragazze, e questa difficoltà si è accentuata negli ultimi due/tre anni. Mi chiedo spesso il perché di questa situazione, del perché il mio settore sia così poco “attraente” per i giovani. Poi, poco tempo fa, mi è capitato sott’occhio un articolo di giornale che recitava più o meno così: “Lavoro nelle Marche, oltre il 65% dei giovani senza futuro”. Per me, che sono giovane, è stato un colpo al cuore. Provo  rabbia nel leggere queste affermazioni. Non voglio addentrarmi in discussioni sull’occupazione giovanile o sulla generale situazione di precariato in cui la maggior parte di noi giovani versa, non basterebbero dieci interviste. Vorrei invece analizzare la situazione nella maniera più obiettiva possibile: nei miei sette anni di lavoro ho visto diversi giovani provare a intraprendere questa professione, ma poi tirarsi indietro, anche a volte proprio nel momento in cui iniziavano a vedere i primi risultati, alcuni perché si rendevano conto che questo mestiere non faceva per loro, perché non piaceva; e ci può stare, perché sono fermamente convinta del fatto che la professione di agente immobiliare non può in alcun modo essere svolta se non piace e la ragione è semplice. Non è un lavoro fisso, non è un lavoro in cui timbri il cartellino e “tiri”, giorno dopo giorno, aspettando che il 10 del mese arrivi la consolazione dello stipendio. E questo è anche l’altro motivo per cui ho visto giovani arrendersi nell’intraprendere questa professione, perché lo stipendio non è assicurato, perché è una professione autonoma, occorre aprire una partita Iva e pagare (troppe, questo lo devo dire) tasse. Non nascondo che i primi anni sono duri, ci vuole tempo per arrivare a ottenere risultati e mantenerli costanti. Occorre fare esperienza perché solo con quella si può ottenere la fiducia dei clienti, e la fiducia dei clienti “torna indietro” sotto forma di nuove opportunità. Ma quando poi i risultati iniziano ad arrivare, la soddisfazione che ne deriva, sia a livello economico che personale, è tanta. Ne vale la pena. Vale la pena fare sacrifici per costruirsi una professione che poi nessuno potrà più toglierti, per nessun motivo. Questo vorrei far capire ai miei coetanei”.

Parliamo di formazione continua nel settore lavorativo: obbligo o necessità? “Necessità, senza ombra di dubbio. Il motto dei corsi di formazione RE/MAX è “Chi non si forma, si ferma”, ed è proprio così. Non solo nel mio ambito, ma credo in tutti, c’è un costante bisogno di informarsi e formarsi, di aggiornarsi per rimanere al passo con le nuove tecniche, le nuove tecnologie, e in generale con le novità che il mondo odierno in continuo sviluppo ci mette a disposizione. Nel mio settore poi occorre stare al passo con le nuove normative che spesso cambiano anche velocemente (pensiamo, ad esempio, a tutte le normative che regolamentano il Super Bonus 110) e quando si parla di leggi, non possiamo più vedere la formazione come una necessità, ma come un obbligo. Per non parlare del fatto che oggi, grazie a Internet, siamo diventati un po’ tuttologi: chi vuole mettere in vendita la propria casa, la prima cosa che fa è andare su Google e digitare “Come vendere casa”. E Google ha tutte le risposte, o quasi. Per noi professionisti è essenziale rimanere sempre un passo avanti a Google, altrimenti non saremmo più così necessari, no? E per farlo non possiamo che formarci in continuazione, giorno dopo giorno”.

Si avvicina l’8 marzo: come è cambiato il ruolo delle donne nel tuo settore? “E’ ormai un dato di fatto che un settore “popolato” storicamente dagli uomini come il settore immobiliare si stia trasformando negli ultimi anni, attraendo e accogliendo sempre più donne. Soprattutto in questi anni post – pandemia, sta diventando fondamentale conoscere e lavorare sulle cosiddette “Soft skills”, ovvero le competenze comportamentali, le abilità relazionali e comunicative, l’empatia. Queste caratteristiche indubbiamente fanno la differenza nel mercato del lavoro attuale, e da donna posso dire che sono capacità che non abbiamo bisogno di imparare, sono insite nella nostra natura. Vedremo sempre più agenti immobiliari donna in futuro, ne sono certa”.

Affrontiamo il tema della situazione immobiliare in provincia di Pesaro Urbino: quali sono, secondo la tua esperienza, i trend immobiliari? “La situazione immobiliare in provincia rispecchia la più generale situazione nazionale: dopo il periodo di forte dinamicità del post Covid, dalla seconda metà del 2022 si è iniziato a registrare un rallentamento del mercato, dovuto allo scoppio della guerra in Ucraina, all’aumento dell’inflazione e dei tassi di interesse. Quello che si prevede per il 2023 non è però un anno di crisi, ma di riallineamento: è previsto un ritorno a un mercato più equilibrato, che si riallineerà progressivamente ai trend del 2019, quindi all’epoca pre-Covid. Sicuramente il numero degli acquirenti diminuirà rispetto all’ultimo biennio a causa di una minore possibilità di accedere al credito, ma è anche vero che, seppur aumentati, i tassi di interesse attuali permettono ancora di acquistare casa. D’altro canto, l’elevato numero di compravendite registrate negli ultimi anni ha portato a una scarsità di immobili in vendita, con un conseguente leggero rialzo dei prezzi.
Nel 2023 è prevista una contrazione delle transazioni di circa l’8-9% rispetto al 2022, ma con un numero di compravendite superiori al 2019″

Parliamo infine di turismo: Fano da valorizzare di più per i giovani o puntare su meta da famiglie? “Credo che Fano sia una città adatta ad entrambi, ma più “apprezzata” dalle famiglie, quindi credo sia giusto puntare (come già poi si sta facendo) su di loro, almeno per il momento. Penso che per attirare giovani Fano dovrebbe movimentarsi un po’, in estate ma anche in inverno, abbiamo pochi locali destinati alla “movida”, pochi eventi (personalmente sono una nostalgica della Notte Bianca, anche se condivido le motivazioni che hanno spinto a cancellarla). Attirare giovani significa anche attirare un po’ di scompiglio, di trambusto e non credo che Fano sia così disposta a rinunciare alla sua tranquillità!”

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