“Il Circolo Legambiente Fano ‘Idefix’ esprime forte preoccupazione e ferma opposizione alla proposta di riconversione di vaste aree attualmente destinate a servizi pubblici in zona industriale, finalizzata alla realizzazione di un polo logistico di grandi dimensioni e all’introduzione di attività potenzialmente insalubri.
Tale intervento comporterebbe una modifica sostanziale dell’uso del suolo agricolo, compromettendo irreversibilmente il carattere rurale, paesaggistico e ambientale di una zona che rappresenta non solo una risorsa naturale di primaria importanza, ma anche un elemento di identità territoriale.
“Riteniamo fondamentale sottolineare” sostiene la Presidente Pamela Canistro del Circolo Legambiente Fano “che non ci opponiamo alla realizzazione di un polo logistico in quanto tale, qualora esso risponda a criteri di reale utilità pubblica, sostenibilità e visione strategica. La nostra contrarietà riguarda esclusivamente la localizzazione proposta, cioè località Chiaruccia, che prevede l’occupazione di suolo agricolo fertile e attualmente vincolato a usi pubblici. Sicuramente noi abbiamo una precisa visione della nostra Città e la pianificazione territoriale deve tener conto del principio di minimizzazione del consumo di suolo e della necessità di riqualificare aree dismesse o già compromesse dal punto di vista ambientale, piuttosto che compromettere ulteriormente altre aree. Difendere il suolo oggi significa tutelare il nostro benessere domani.
Il territorio di Fano non può essere sacrificato per visioni di sviluppo obsolete e insostenibili.”
Il consumo di suolo rappresenta una delle principali minacce ambientali del nostro tempo. In Italia si perdono ogni giorno molti ettari di suolo naturale, con gravi conseguenze sulla capacità del territorio di assorbire le acque meteoriche, sulla biodiversità, sulla mitigazione climatica e sulla sicurezza alimentare.
La conversione di superfici agricole in superfici impermeabili compromette in modo definitivo il bilancio ecologico del territorio e va in netto contrasto con gli indirizzi nazionali ed europei in materia di sostenibilità, tutela del suolo e contrasto al cambiamento climatico.
La realizzazione di un polo logistico comporterebbe un impatto ambientale significativo su più livelli:
1. Direttamente, attraverso la cementificazione del terreno, l’eliminazione di habitat naturali e agricoli, l’incremento delle temperature locali (effetto “isola di calore”) e la perdita di servizi ecosistemici.
2. Indirettamente, a causa dell’intensificazione del traffico pesante, generato dalla movimentazione continua di merci e mezzi di trasporto. L’aumento di camion, tir e furgoni comporterebbe un peggioramento della qualità dell’aria, un incremento delle emissioni climalteranti (CO₂, NOx, PM10) e un aggravamento dell’inquinamento acustico, con ricadute dirette sulla salute dei cittadini e sull’ambiente.
La contraddizione è ancora più evidente se si considera che, soltanto qualche anno fa, parte dell’attuale amministrazione si era opposta alla realizzazione di un biodigestore anaerobico, impianto per la digestione dei rifiuti organici che avrebbe rappresentato una soluzione sostenibile per la gestione dei rifiuti a livello locale. All’epoca, una delle motivazioni addotte per giustificare la contrarietà al progetto era l’impatto del traffico dei camion.
Oggi quegli stessi amministratori sembrano disposti a tollerare un volume ben maggiore di traffico e impatto ambientale per un’infrastruttura logistica-industriale di dubbia utilità pubblica.
Legambiente propone un modello alternativo e sostenibile
Fano deve affrontare le sfide ambientali con politiche urbanistiche innovative, orientate alla rigenerazione urbana, al recupero delle aree dismesse, alla tutela del suolo agricolo e alla promozione di una mobilità sostenibile.
Legambiente propone:
– il blocco del consumo di nuovo suolo per destinazioni produttive;
– l’inventario e la mappatura delle aree industriali dismesse e sottoutilizzate;
– la promozione di progetti di economia circolare, energia rinnovabile e filiere locali;
– il rafforzamento della partecipazione pubblica e dei processi decisionali trasparenti.
Alla luce di quanto sopra esposto, il Circolo Legambiente Fano chiede:
– che venga sospeso immediatamente qualsiasi iter di modifica della destinazione urbanistica dei suoli agricoli coinvolti nel progetto;
– che venga avviato un processo partecipato e trasparente, che coinvolga i cittadini, le associazioni e gli enti competenti nella valutazione dell’impatto ambientale, sanitario e socioeconomico del progetto;
– che venga definita una nuova visione di sviluppo territoriale, coerente con i principi della transizione ecologica, della resilienza climatica e della tutela della salute pubblica”.





