Ripartire per rendere più efficace il processo di compravendita immobiliare e aiutare gli operatori a migliorare le competenze e l’adattabilità a un mercato in costante cambiamento. E’ questa la sfida più recente alla quale sono chiamati a rispondere gli agenti immobiliari. Sulle ultime attività del mercato di compravendita abbiamo parlato col broker manager di Remax Orizzonti, Claudio Abbondanzieri, che insieme a Giovanna Machì gestisce le agenzie di Fano e Marotta.
Per gli addetti ai lavori l’immobiliare del 2021 è stato un banco di prova per la ripartenza delle attività, ma anche un laboratorio a cielo aperto che ha visto il consolidarsi di brand tradizionali e l’arrivo di nuovi protagonisti in ogni settore dei servizi immobiliari (proptech, formazione, aste immobiliari, servizi digitali). Tutte novità che indicano agli addetti ai lavori il bisogno di più competenze e più flessibilità in una dimensione non solo locale, ma nazionale. Cosa ne pensa?
“La pandemia Covid-19 ha segnato uno spartiacque in tantissime fasi della nostra vita, comprese le attività lavorative. Esiste un prima e un dopo, che ci fa riflettere sulla rapidità dei cambiamenti dovuti a fattori esterni e imprevedibili. Anche il nostro settore si è trovato catapultato in una nuova era, fatta di servizi innovativi, modalità di comunicazione e soprattutto con un nuovo bisogno di adeguarsi ai tempi. Modalità di relazioni virtuali, zoom, meet, whatsapp, ecc. hanno ampiamente sostituito, purtroppo, quello che era il rapporto dal “vivo”, le relazioni sono diventate più rapide, più essenziali, senza fronzoli. Sono nate, dietro queste nuove esigenze, tutta una serie di realtà virtuali che con rapidità, si sono inserite nel mondo dell’intermediazione immobiliare, formatori digitali, agenzie online, siti e social media di settore, tutto questo per sfruttare il momento che viviamo, dove il rapporto umano tende a essere sostituito dal rapporto virtuale. Le agenzie con un brand nazionale o internazionale, come il nostro, hanno reagito molto velocemente a queste nuove richieste e si sono adeguate alle nuove necessità, abbiamo adottato nuovi sistemi informatici e di comunicazione, senza però perdere mai di vista l’esigenza reale del cliente. La velocità di comunicazione ha portato anche la velocità di risposta alle esigenze e una indispensabile formazione per rispondere in tempi rapidi ai quesiti posti.”
Come cambia il mondo del lavoro, l’influenza nel processo decisionale, nuove opportunità di specializzazione nell’immobiliare, green economy e tendenze emergenti ci fanno superare il concetto di valore legato alla mera compravendita, per andare a scoprire come costruire nuove competenze che rendano la consulenza dell’agente imprescindibile, dove il valore relazionale è la pietra angolare della mediazione. Cosa ne pensa?
“Sicuramente il repentino cambiamento di molti dei paradigmi che si credevano intoccabili nel nostro lavoro hanno portato un indispensabile adeguamento delle nostre attività. Il ruolo di agente immobiliare deve essere sostituito da una più ampia attività di consulenza, dove la mera compravendita è uno dei fattori che compongono la nostra attività. Oggi i consulenti immobiliari non possono esimersi dalla conoscenza di tanti nuovi fattori che ruotano intorno al mondo della compravendita immobiliare, l’applicazione delle nuove norme attuate nelle ristrutturazioni, bonus 110% e similari, nuove necessità del cliente che vede nel risparmio energetico un valore aggiunto all’acquisto, la green economy che avrà un valore essenziale nel prossimo futuro non possono essere ignorate dai professionisti del settore.”
Di poche settimane fa è l’indagine sulla qualità della vita, condotta da Italia Oggi e l’Università La Sapienza di Roma, che ha coinvolto 107 province d’Italia. Nove le dimensioni d’analisi: affari e lavoro, ambiente, disagio sociale e personale, istruzione formazione capitale umano, popolazione, reddito e ricchezza, sicurezza, sistema salute e tempo libero. Al primo posto svetta la provincia di Parma, al secondo si piazza quella di Trento. La città di Parma, in particolare, è tra quelle che ha segnalato un recupero dei valori immobiliari facendo registrare un aumento dei prezzi dell’1,7% e mettendo in luce un buon mercato. Per quanto riguarda la nostra provincia, Pesaro Urbino perde posizioni, ben 7, piazzandosi a metà classifica al 56esimo posto. Cosa ne pensa?
“Su questo punto, credo che la nostra realtà provinciale debba farsi tantissime domande sul perché abbiamo perso nel corso degli anni tante posizioni nella qualità della vita, primo fra tutti la perdita di realtà produttive che erano il fiore all’occhiello della nostra terra, la mancanza di un piano integrato di sviluppo della rete turistica e delle infrastrutture (ancora aspettiamo il termine della Fano/Grosseto, speriamo di vederne la fine), il campanilismo tra Comuni, che è uno scempio del bene comune. Se non mettiamo al centro una visione globale di insieme, puntando sulle eccellenze del nostro territorio, la vivibilità sarà sempre più messa in discussione, rischiamo che la seconda Regione al mondo per bellezze naturali e architettoniche/storiche diventi un’anonima zona dell’Italia, con ripercussione reali sulla vita di tutti noi. E’ sicuramente uno sforzo politico, ma anche di mentalità, siamo ancora troppo ancorati a quello che abbiamo e non vediamo cosa potremmo essere, ma se vogliamo un futuro migliore, dobbiamo prima migliorare noi stessi”.
E a Fano? Qualcosa si è mosso sul fronte affitti commerciali e non e sul fronte compravendite?
“Se parliamo di compravendite residenziali, da dopo il primo lockdown, Fano ha mostrato, come tutto il territorio nazionale, un’ottima ripresa nel numero delle transazioni totali, tant’è che oggi si parla di una difficoltà di reperire immobili in vendita, in target con le esigenze dei richiedenti l’acquisto. Gli immobili in target, cioè con spazi ampi interni ed esterni, sono all’apice della ricerca, abbiamo assistito anche a un cambiamento delle zone di ricerca, dove la possibilità di avere degli spazi maggiori, ha avuto il sopravvento sulla posizione, il rilancio delle periferie è stato un dato rilevante in questo ultimo periodo.
Discorso a parte sono le locazioni residenziali, purtroppo siamo in un momento di grandissima difficoltà, non riusciamo minimamente ad assecondare la richiesta di appartamenti in affitto, cresciuta vertiginosamente nell’ultimo anno. Non si trovano appartamenti disponibili, o meglio, molti proprietari preferiscono attendere che la situazione, economica e sociale, si chiarisca per rimettere a disposizione i loro immobili. Chiaramente il blocco degli sfratti, la notevole casistica di morosità non aiuta certo ad aumentare la fiducia nella locazione.
Anche nella locazione commerciale non si intravvedono ancora segnali positivi, qualche timido sforzo nel far ripartire qualche attività, non è supportato da una presa di coscienza realistica, da parte soprattutto dei proprietari dei locali, ancora oggi nelle zone centrali della nostra città ci sono richieste di canoni di affitto fuori dalla portata di qualsiasi attività. Sicuramente, il discorso che abbiamo fatto all’inizio, di un nuovo sistema di comunicazione e modalità di relazione, stanno determinando un cambiamento nelle modalità di acquisto delle persone (Amazon docet), ma se non capiamo che i tempi sono cambiati e ci sforziamo tutti a sostenere le attività di vicinato, saremo destinati a città sempre più vuote e con sempre meno attività commerciali”.
Infine, da parte di Claudio Abbondanzieri e di Giovanna Machì dell’agenzia Remax a tutti i clienti e ai cittadini un augurio di serene feste in vista delle prossime festività natalizie e del nuovo anno.
