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Ciclovacanza da esportare

50 cicloturisti visitano il territorio provinciale per 4 giorni: “Modello di vacanza che può dare dei frutti, ma servono delle vere piste ciclabili”.

Per quattro giorni (dal 1 al 4 maggio)  Fano  ha ospitato in albergo un gruppo di 50 cicloturisti venuti  da Mestre, Trieste, Milano e Roma per conoscere le tante eccellenze ambientali e culturali del nostro territorio. Dopo la visita di Gradara, scaricate le biciclette dall’apposito carrello agganciato al pullman, i cicloturisti hanno percorso la panoramica del monte San Bartolo tra Gabicce e Pesaro, la ciclabile fino a Fano, l’antica via Flaminia da Scheggia al Furlo, hanno visitato Fano, Fossombrone, Mondavio, Mondolfo, Cartoceto, Bargni e Calcinelli, hanno assaggiato prodotti tipici delle nostre aziende ed incontrato amministratori locali. In particolare hanno apprezzato la bella accoglienza ricevuta a Cantiano e la visita ai maestosi carri  del carnevale di Fano.

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“Visto che si tratta di soci FIAB – comunica l’associazione For.Bici di Fano -, una federazione che conta migliaia di iscritti in tutta Italia, è possibile che l’esperienza venga ripetuta, sia come viaggio organizzato, sia in maniera autonoma, visto che i percorsi, alla definizione dei quali For-Bici ha contribuito attivamente, sono già stati ampiamente divulgati anche su web.

Piace riportare quanto scritto dalla capogruppo, secondo la quale, nonostante qualche inconveniente dovuto al maltempo (l’escursione del giorno 3 è avvenuta in pullman) Il gruppo é tornato contento e soddisfatto per il ricco e dettagliato programma, per cui questa ciclovacanza può essere ora esportata.

È questa l’ennesima dimostrazione di quale dovrebbe essere per il futuro una proposta turistica credibile, basata sulla qualità dell’ambiente e la mobilità dolce. Le esperienze già maturate altrove dimostrano che il cicloturismo è praticato da persone anche con notevole disponibilità economica e buon livello culturale. Si tratta di un modello di turismo ben diverso da quello  mordi e fuggi  che lascia nel territorio interessato poche risorse e molti problemi, come anche  la nostra città ha avuto modo di sperimentare.

Dagli ospiti è venuto anche un auspicio, quello di Ciclo trovare la prossima volta vere piste ciclabili in grado di collegare tra di loro i luoghi di pregio di un territorio non banale come il nostro. In particolare aspettano: il ripristino della vecchia Flaminia all’interno della Gola del Furlo, altrimenti non fruibile ai ciclisti; la pista ciclabile sulla ex ferrovia Fano-Urbino che in buona parte coincide col tragitto dell’antica Flaminia, da loro percorso in bicicletta tra Scheggia e Furlo. Sarebbe questa una proposta turistica molto accattivante per chi sa apprezzare la storia, l’arte, l’archeologia e l’enogastronomia della valle del Metauro che già comincia a figurare tra le proposte delle agenzie specializzate.

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