“Una decisione sofferta e dolorosa”. Così l’amministratore unico Marco Pezzolesi ha definito la scelta di chiudere, anche per pranzo, fino al 3 aprile tutti i ristoranti self-service. “Il senso di responsabilità verso i nostri dipendenti e verso i nostri clienti però in questo momento di emergenza sanitaria deve venire per primo – prosegue Pezzolesi – e ci impone di fare tutto quello che è in nostro potere per contribuire a fermare il contagio dilagante. Questo che viviamo è uno dei momenti più bui della storia italiana, da 65 anni a questa parte, e ci sembra di non vederne la luce: gli ammalati in gravi condizioni aumentano e aumentano i decessi, le borse crollano, gli alberghi e i ristoranti sono vuoti, le nostre strutture sanitarie messe a dura prova. Però in questa notte noi scegliamo di vedere la luce, la luce dei medici e degli infermieri che lottano tutti i giorni nei nostri ospedali, la luce delle persone che rispettano scrupolosamente le prescrizioni date dal governo e la luce della certezza che tutto questo a breve finirà”.
Per Pezzolesi, “l’unica misura efficace per placare la diffusione del Covid-19 è quella dell’isolamento, della riduzione temporanea dei contatti interpersonali e questo abbiamo fatto. Abbiamo chiuso, ci siamo fermati. Ora noi ci rivolgiamo a tutti voi: restate nelle vostre case, con i vostri cari, con i vostri figli, e tutto questo finirà. Finirà per poter vivere una nuova primavera di consapevolezze, avendo sempre presente chi non ce l’ha fatta”.
Termina con questo accorato appello la dichiarazione con cui l’amministratore unico di Pesceazzurro Spa annuncia la temporanea chiusura dei sei ristoranti self-service Pesceazzurro di Fano, Senigallia, San Benedetto del Tronto, Rimini, Cattolica e Milano Marittima. La catena, nata nel 1979, ha fatturato nel 2019 quasi 10 milioni di euro impiegando 150 persone.
