Due donne, due professioniste nel settore immobiliare. Oltrefano.it ha intervistato la broker manager dell’agenzia immobiliare di Fano Remax Orizzonti, Giovanna Machì, e l’agente immobiliare Elisa Abbondanzieri, per parlare del ruolo delle donne, di lavoro, conciliazione della famiglia e professionalità in un’epoca segnata dal Covid ma anche dalla grande voglia di rinascita.
– Conciliazione dei tempi di vita/famiglia con il lavoro. Cosa può dirci della sua esperienza?
Giovanna Machì: “Per me, come per tutti, non è semplice conciliare il lavoro con la vita privata: è sempre una corsa contro il tempo, ogni giorno viene definito con un’organizzazione millimetrica, che un piccolo imprevisto può subito mandare in tilt. C’è sempre il timore di non riuscire a fare tutto, di non passare abbastanza tempo con i figli, quando siamo a casa pensiamo al lavoro e quando siamo al lavoro pensiamo a casa. Posso dire però che la professione di agente immobiliare può adattarsi facilmente, con un po’ di organizzazione, a quelle che sono le nostre esigenze. Nella maggior parte dei casi un agente immobiliare è un professionista autonomo e non un dipendente; si ha la possibilità quindi di organizzare al meglio la propria giornata lavorativa, con orari flessibili che consentono di conciliare la vita di famiglia con quella professionale. Questo permette sicuramente di lavorare in maniera più serena, senza l’assillo di rigidi orari di lavoro. Ognuno di noi decide autonomamente la propria agenda lavorativa, tenendo conto di quelli che sono gli obiettivi e i risultati economici che vogliamo ottenere alla fine del mese e dell’anno. Ovviamente, più lavoriamo e più guadagniamo”.
– Veniamo al mercato immobiliare. Cosa ci ha insegnato secondo lei questa pandemia?
Giovanna Machì: “Penso che questa pandemia ci abbia insegnato un nuovo modo di vivere. Durante il primo lockdown dell’anno scorso siamo stati costretti a fermarci, a “interrompere” le nostre vite, siamo stati costretti a ri-organizzare la nostra quotidianità. Il tutto chiusi in casa, l’unico posto sicuro che avevamo. Penso che la parola “casa” abbia assunto un significato più profondo: se prima in molti casi era vista come un luogo dove fondamentalmente mangiare e dormire, con la pandemia abbiamo capito che in realtà è un luogo fatto anche per lavorare, per studiare, per riunirsi con la famiglia o con gli amici, per creare nuovi ricordi. Ed è proprio per questo motivo che dopo il lockdown si è verificato un aumento significativo della domanda abitativa, caratterizzata dalla ricerca di abitazioni più grandi, con spazi polifunzionali e adattabili allo smart working e alla DAD. E’ diventata di fondamentale importanza la presenza di uno sfogo esterno e quindi di un terrazzo o di un giardino, e sempre più acquirenti cercano soluzioni indipendenti o semi-indipendenti, che offrono la possibilità di vivere la casa con una maggiore libertà”.
– Qual è la situazione delle donne in Remax. Sono la maggior parte della forza lavoro?
Elisa Abbondanzieri: “Sicuramente negli ultimi anni il numero di agenti immobiliari donna sta aumentando: nel 2018 in Italia le donne professioniste nell’immobiliare sono aumentate del 32% rispetto al triennio 2015-2017 e queste percentuali sono destinate a crescere ancora. RE/MAX vanta un’altissima percentuale di quote rosa, circa il 40% degli agenti immobiliari affiliati sono donne. In Remax Orizzonti le quote rosa arrivano addirittura al 70% dei consulenti immobiliari. Nel 2017 RE/MAX ha ricevuto il riconoscimento di “Best Workplaces for Women”, posizionandosi all’11esimo posto su oltre 120 partecipanti nella classifica che individua le aziende all’interno delle quali la popolazione femminile esprime in modo più intenso l’apprezzamento per un ambiente di lavoro eccellente. E’ proprio un ottimo posto per una donna dove esercitare la propria professione”.
– Secondo lei che sfide attendono le donne nel mercato del lavoro post pandemia? E secondo lei come affronteranno le donne questo cambiamento?
Giovanna Machì: “Che siano le donne ad avere subito in modo prevalente gli effetti sociali ed economici della pandemia è, purtroppo, un dato di fatto: secondo l’ISTAT la percentuale di donne che ha perso il lavoro nel 2020 è stata doppia rispetto a quella degli uomini. Le sfide che ci attendono nel mercato del lavoro post covid sono le stesse di prima, il problema è che la pandemia ci ha dato, per così dire, una spinta all’indietro. Per superare la crisi post covid sarà però a mio avviso essenziale valorizzare l’occupazione femminile e raddoppiare gli sforzi fatti finora per superare le disparità di genere. Noi donne siamo una risorsa essenziale per il nostro sistema sociale ed economico, e vogliamo avere un ruolo altrettanto essenziale nella ripresa del nostro paese. Per affrontare questa sfida abbiamo sicuramente bisogno delle istituzioni. Spero vivamente che le misure per le donne inserite all’interno del Recovery Plan siano solo l’inizio di quella che dovrebbe essere una trasformazione strutturale e anche culturale, per superare pregiudizi e discriminazioni che ancora oggi escludono le donne dal mercato del lavoro”.
– Quale ritiene sia la spinta in più offerta dalle donne nel mercato?
Elisa Abbondanzieri: “Essere una donna nella professione di agente immobiliare presenta dei vantaggi che sono insiti nella natura stessa di noi donne. Il primo è sicuramente l’empatia: al centro del nostro lavoro mettiamo sempre le persone, ogni giorno veniamo in contatto con tanti clienti con esigenze, volontà e desideri diversi e uno dei “segreti” per svolgere al meglio la nostra professione, soprattutto nel mercato attuale in cui stanno prendendo sempre più piede i portali immobiliari e la disintermediazione, consiste nel cogliere appieno quelli che sono i sentimenti legati alla vendita di una casa piuttosto che all’acquisto di una casa nuova o alla ricerca di un appartamento in affitto. È indubbio il fatto che noi donne siamo più sensibili nel comunicare con gli altri, più attente alle emozioni dei nostri clienti, siamo delle sognatrici e ci piace molto sognare insieme a loro. Siamo anche più pazienti e sappiamo essere concrete al momento giusto. Inoltre normalmente siamo noi donne a gestire le nostre case e a sapere in dettaglio le esigenze, di spazio, di abitabilità e le necessità giornaliere, questo può essere di molto aiuto per i nostri clienti. Poi, secondo uno studio effettuato negli Stati Uniti, sembra che siamo anche più generose nel valutare gli immobili, quindi forse conviene affidarsi a una donna nella vendita della propria casa!”
