Oltrefano.it

Una svolta per il quartiere Sant’Orso? Intervista a Claudio Abbondanzieri

Sant’Orso è un quartiere di Fano che si è sviluppato negli ultimi 50 anni, ma la sua denominazione ha origini molto lontane. Il nome deriva dall’omonimo vescovo Orso di Fano e da un avvallamento, ancora esistente, chiamato per l’appunto “fosso S. Orso”. In questo avvallamento è presente un’“edicola” in mattoni con all’interno una statuetta della Madonna, a ricordo di una leggenda che fu accettata dagli storici dell’epoca. Questa racconta che un contadino, lavorando con i buoi nel giorno della festa di S.Orso (24 Luglio), vescovo di Fano dall’anno 620 circa, fosse redarguito da un passante al quale il contadino avrebbe risposto: «Se lui è un orso, io sono un cane» ma, improvvisamente, nel terreno si sarebbe aperta una voragine nella quale sarebbero precipitati il contadino e i suoi buoi.
Fin qui arriva la leggenda di Sant’Orso. Oggi invece il quartiere è alla ricerca di certezze e alla vigilia di un nuovo percorso che ha coinvolto bambini, adulti e tecnici del Comune di Fano.

Fulcro la scuola Montesi, che ha curato il progetto “Sant’Orso a misura di bambino” cui hanno partecipato i bambini della scuola primaria, i comitati dei cittadini e gli uffici comunali.
Ne parliamo con Claudio Abbondanzieri dell’agenzia immobiliare Remax Orizzonti di Fano, che proprio nel quartiere S. Orso ha uno specialista di zona pronto a consigliare chi vuole vendere o comprare o anche affittare casa.

La prima fase del progetto “Sant’Orso a misura di bambino” ha riguardato l’ascolto dei bambini che, con l’aiuto di insegnanti ed esperti, attraverso disegni e plastici, hanno evidenziato quelle che per loro sono le criticità del quartiere, prima fra tutti la sicurezza nel girare a piedi, al momento limitata dal passaggio delle auto a forte velocità che impedisce agli studenti di andare a scuola da soli.
A tal proposito quali sono a suo avviso i pregi e i difetti di questa zona?

«La prima cosa che mi viene in mente pensando al quartiere è che è uno dei pochissimi quartieri di Fano dove trovi tutti i servizi essenziali, partendo dalle attività commerciali, ricreative, alla tanto criticata ma unica piscina, alle scuole primarie, farmacia, ecc. Ma è anche uno dei quartieri purtroppo meno valorizzati a livello di richieste immobiliari. Storicamente la zona, derivante dalla sana cultura contadina, era associata alla periferia della città, associazione che anche oggi la porta ad avere un basso gradimento nelle richieste di acquisto dei fanesi. Viceversa per le persone che arrivano da fuori città S.Orso è un’ottima alternativa alle zone più centrali. I difetti maggiori, secondo me, sono da ritrovarsi in uno sviluppo della zona “nuova S.Orso” in parte PEEP, che non ha tenuto minimamente conto di aree di aggregazione reale, zone verdi attrezzate e piste ciclabili. Per la zona “vecchia S.Orso” tutto è rimasto quasi intatto da tanti anni a questa parte, senza rivisitare la necessaria viabilità a oggi costretta nelle vie G. Galilei e Bellandra.»

L’amministrazione di Fano ha stanziato nel Bilancio 2017 una somma per la sistemazione di via Sant’Eusebio che vedrà il restringimento della carreggiata (deterrente per la riduzione della velocità delle auto), la realizzazione di due percorsi ciclabili e degli attraversamenti pedonali rialzati di modo da far diventare Sant’Orso un quartiere a zona 30 km all’ora e rilanciare così il progetto “A scuola ci andiamo da soli” con la realizzazione di percorsi casa-scuola sicuri.
Cosa ne pensa? Può bastare per attuare un miglioramento?

«Certamente un miglioramento della viabilità con l’introduzione di piste ciclabili, attraversamenti più sicuri e diminuzione della velocità nel percorso di via S.Eusebio sono un buon inizio e soprattutto collegano in sicurezza la “vecchia” e “nuova” S.Orso. Sicuramente il miglioramento è molto parziale e non comprendo perché negli anni dello sviluppo del quartiere tra inizio e fine anni ’90 non si sia pensato a un percorso alternativo della strada, magari portandola più vicino all’area della superstrada evitando questa compressione del quartiere che è rimasto tra due arterie viarie importanti.»

 

Durante lo studio del quartiere, è stato evidenziato che sant’Orso ha poche e piccole aree verdi e come manchino punti di caratterizzazione del quartiere stesso. E’ stato posto l’accento sulla riqualificazione di alcune zone, come la pista da skateboard o il campo da basket, o la realizzazione di altre che possano fungere da luogo d’incontro e socializzazione per bambini e adolescenti.
Riguardo al settore immobiliare, la presenza di queste aree potrebbe favorire la scelta di comprare casa a Sant’Orso?

«Il settore immobiliare è molto sensibile alle trasformazioni e alle migliorie apportate nelle zone, sicuramente se saranno, come spero, portati a termine i programmi di riqualificazione del quartiere, anche le quotazioni immobiliari dello stesso avrebbero un incremento, magari non come prezzi, ma come appetibilità della zona. Sarebbe sicuramente positivo per l’intera città, avere un quartiere funzionale alle porte della città e ben collegato con il centro. Sarebbe un passo importante anche per gli stessi fanesi che non considererebbero più S.Orso il… “Far West”, ma il cuore pulsante di una città da rinnovare. E’ improponibile che ancora oggi gli immobili del quartiere siano deprezzati per la posizione e per una visione “provinciale” dei cittadini. Come si può intuire dalle mie parole, c’è da parte mia una forte critica per la mancata valorizzazione di un quartiere che ritengo una parte importante della città. Speriamo che finalmente si sia intrapresa la strada giusta.»

In tema di politiche sociali, l’intenzione è investire su operatori qualificati che vivano il territorio per capire le esigenze dei ragazzi del quartiere e li coinvolgano in attività come, ad esempio, il restyling di alcuni luoghi caratteristici come la piazza o il centro commerciale. Un aiuto all’amministrazione potrebbe arrivare anche dal Ministero dell’Ambiente al quale il Comune di Fano ha presentato il progetto al fine di intercettare finanziamenti che potrebbero così diminuire i tempi di realizzazione.
Quali sono a suo avviso i miglioramenti che il quartiere dovrebbe prima intraprendere per essere maggiormente a misura di bambino/cittadino?

«Negli ultimi tempi sento molto parlare di una nuova visione della città per riportarla a misura di bambino/cittadino e anche il quartiere di S.Orso è interessato a questo tentativo di riqualificazione sociale e urbanistica. Penso che il primo passo sia un cambiamento culturale da attuare: come sopra riportato, si è persa una grande occasione negli anni ’90, ora possiamo solo mettere delle pezze a colori. Certo, operatori qualificati sul territorio, il restyling della piazza o il centro commerciale, una nuova viabilità e piste ciclabili, sono ottimi presupposti, ma dove si possono realizzare nuovi parchi per bambini o centri di aggregazione per le famiglie che sono il fulcro di un sano sviluppo del quartiere? Spero che il percorso da intraprendere sia veramente il frutto di un progetto reale e realizzabile e non si fermi a qualche intervento tampone e tutto rimanga com’è.»

 

Condividi: