
Marotta, a Warehouse Coworking Factory, spazio di lavoro condiviso, arrivano le aziende. Colorificio Rama prima ad attingere professionisti
Dopo un anno dall’apertura di Warehouse Coworking Factory, lo spazio di lavoro condiviso a San Costanzo (Marotta), si iniziano a raccogliere i frutti del lavoro svolto in questi mesi per creare una community di freelance e professionisti provenienti da tutte le Marche.
Colorificio Rama, l’azienda guidata da Paolo Rampioni, attiva da molti anni nel settore delle idropitture e dei sistemi decorativi da interno ed esterno (proprietaria del brand PR Group Italia, sotto il quale riunisce le varie linee produttive), ha siglato un accordo di collaborazione per lo sviluppo dei mercati esteri dei propri prodotti ed in particolare una nuova linea pannelli 3D in gesso naturale, proprio attingendo alle risorse professionali all’interno del coworking Warehouse.
Sarà un team di tre professionisti (Claudia Ferri, Simone Moriconi e Mosto Lab) ad occuparsi dello sviluppo strategico dell’azienda in ambito internazionale, del restyling del brand e della comunicazione istituzionale, in collaborazione con l’imprenditore che ha scelto proprio di cercare le “risorse umane” in modo diverso da quello classico, esplorando il nuovo mondo dei liberi professionisti che ormai da tempo si muovono tra i “nuovi spazi del lavoro”: coworking, fab lab, incubatori. Luoghi dove progetti e idee d’impresa trovano terreno fertile per svilupparsi, grazie alla contaminazione di professionalità trasversali e competenti, sia sul settore “digitale”, che su quello della ricerca e dell’innovazione.
La community di Warehouse, a un anno dalla partenza, conta decine di freelance, startupper e altri professionisti che hanno scelto di passare le loro ore di lavoro in un coworking, che seppur lontano dai grandi centri nevralgici italiani, è quanto mai connesso con università, istituzioni, associazioni territoriali e altri coworking internazionali (come Agorà a Berlino; Poligon di Lubiana, tra altri).
“Il nostro obiettivo è sempre stato quello di andare oltre il semplice concetto di dividersi una scrivania – spiega Ronnie Garattoni, co-fondatore e gestore di Warehouse Coworking Factory – Il coworking, per poter funzionare, deve essere un hub di competenze connesse a livello internazionale, e solo lavorando sodo ogni giorno possiamo permettere a chi ci frequenta di condividere oltre a spazi e costi, anche idee, esperienze, know-how e progetti. Il prossimo passo è quello di far comprendere alle imprese del territorio che è necessario guardare anche in questa direzione per innovare al proprio interno. In molte parti d’Europa le aziende stanno già mandando i propri dipendenti a lavorare per periodi di tempo nei coworking, proprio per permettergli di avere una contaminazione di idee e apprendere nuove competenze grazie alla formazione tra pari”.
Ma Warehouse non si ferma qui. Per l’anno a venire stanno già partendo moltissimi progetti che vedono coinvolti i professionisti che vogliono partecipare alla crescita del territorio e sviluppare la propria professione. Tra gli altri, il progetto “Geronimo” (Giovani Eroi, Nuovi Imprenditori) formazione dedicata ai ragazzi con idee di business, sviluppato in collaborazione con il Job di Fano; poi una serie di Workshop sul tema dell’economia collaborativa (Gruppi di Acquisto Solidale, Co-living, Co-housing, proprietà intellettuale delle idee…); il progetto Appleseed, con la partecipazione delle istituzioni accademiche locali e Università e Spazi di Coworking europei; infine, la progettazione europea per sfruttare le opportunità del Programma Horizon 2020, fondi dedicati alla ricerca e all’innovazione, nell’ambito della piattaforma di pianificazione e programmazione partecipata offerta dal Distretto di Economia Sociale Marche Nord (DIESMN).
Insomma, anche nelle piccole realtà urbane o di provincia gli spazi di lavoro condiviso, se hanno vocazione e capacità, possono diventare snodi di una larga rete che mette in contatto persone, competenze e imprese interessate ai temi dell’innovazione e dello sviluppo sostenibile, in un mondo del lavoro che cambia sempre più rapidamente.