Oltrefano.it

Marotta rimane unita, ma la partita potrebbe continuare. Domani la festa

Indietro non si torna: Marotta rimane unita. L’annosa vicenda relativa all’unificazione è ai titoli di coda dopo circa vent’anni. A mettere quelle che sembrano le parole finali la Corte costituzionale. Con propria sentenza di ieri, dichiara l’inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale della legge della Regione sollevate dal Consiglio di Stato e che non spetta a quest’ultimo annullare, dopo l’entrata in vigore della legge gli atti del procedimento referendario. Al contempo annulla la sentenza non definitiva del Consiglio di Stato. Se a Marotta si esulta, per il Comune di Fano, che aveva presentato ricorso prima al Tar e poi al Consiglio di Stato, la partita non è però chiusa. <Il giudice amministrativo – riporta una nota dell’avvocatura comunale – sulla base delle convinzioni già maturate in ordine all’illegittimità del referendum, potrà nuovamente riproporre i dubbi di costituzionalità con una nuova ordinanza di rimessione a cui farà seguito il giudizio di merito avanti al giudice delle leggi>. Insomma non sono da escludere altre puntate di una storia che, solo negli ultimi anni, ha regalato tanti colpi di scena. Dopo la vittoria del referendum del 9 marzo 2014 e la legge regionale 15 del 23 giugno dello stesso anno relativa al ‘distacco della frazione di Marotta dal Comune di Fano e incorporazione nel Comune di Mondolfo, con mutamento delle rispettive circoscrizioni’, la partita si era riaperta. Gli oppositori, dal Comune di Fano al comitato cittadino Mondolfese, hanno dapprima presentato ricorso al Tar, respinto nel settembre 2015, che contestava le modalità di indizione del referendum, in particolare la popolazione interessata dalla consultazione. Dal Tar la palla è arrivata, sempre su iniziativa fanese, al Consiglio di Stato che il 23 agosto 2016 con propria sentenza aveva dichiarato non regolare, annullandolo, il referendum consultivo. Il nodo del contendere sempre la determinazione della popolazione interessata al voto, che per il Consiglio di Stato doveva comprendere tutti i cittadini del Comune di Fano e Mondolfo. Il Consiglio di Stato ha poi rinviato alla Corte costituzionale la possibilità che venisse annullata la legge regionale. Pronti i ricorsi della Regione e di Mondolfo. L’udienza presso la Consulta, per valutare la costituzionalità della legge regionale e il conflitto di poteri tra Regione e Consiglio di Stato, si è tenuta lo scorso 7 novembre. Ieri, tanto attesa, è arrivata la sentenza.

A Marotta è scattata subito la festa. Grande la soddisfazione del comitato Marotta unita che si è subito riunito con l’avvocato Francesco Galanti che da anni segue la vicenda.

<E’ un giorno di festa. Marotta è unita – sottolinea il presidente Gabriele Vitali – e non si torna indietro. Non ci aspettavamo affatto la sentenza del Consiglio di Stato perchè certi della correttezza di quanto era stato fatto dal nostro comitato e dalla Regione, in particolare dalla commissione incaricata che si è adoperata in una indagine conoscitiva per oltre 3 anni. Ora c’è solo da festeggiare con tutti i marottesi, meritiamo questo momento>.

Enorme la gioia dell’amministrazione comunale mondolfese.

<Con grande soddisfazione – evidenzia il sindaco Nicola Barbieri – abbiamo ricevuto la sentenza che sancisce che il nostro territorio rimarrà unito. Non nascondo la gioia pensando alla fatica e alle lotte che abbiamo dovuto sostenere anche contro quelli, ex amministratori e comitati di parte, che pur appartenendo al nostro comune speravano un ritorno al passato solo per screditare la nostra amministrazione, senza pensare al bene della città. Il ringraziamento va a tutte le persone che si sono battute da sempre e ai validi professionisti incaricati dal Comune, come il professore Massimo Luciani, che hanno saputo perorare con successo le nostre ragioni>.

Opposta la reazione fanese. 

<Quanto sollevato non è stato respinto in quanto infondato ma è stato solo dichiarato inammissibile per un eccesso di potere giurisdizionale del Consiglio di Stato e dunque per un mero problema afferente il riparto di giurisdizione ovvero la competenza a giudicare. Questione formale e non sostanziale. La Corte Costituzionale ha accolto il conflitto d’attribuzioni sollevato dalla Regione contro il Consiglio di Stato e ha stabilito che il giudice competente a sindacare il referendum relativo al distacco e dunque la correlata legge regionale è il giudice costituzionale e non il giudice amministrativo>.

Domani mattina in piazza dell’Unificazione tanti marottesi si incontreranno per un bel brindisi.

Quella di ieri per i sostenitori dell’unificazione è stata una vittoria importante, ma la partita potrebbe continuare. La palla ora torna al Consiglio di Stato che potrebbero riportare la questione, per motivi diversi, in Corte Costituzionale. Il referendum però non si può più annullare.

Condividi: