
Marotta unita: dopo referendum consultivo, consiglio regionale ha approvato proposta di legge. Tutte le reazioni. L’iter futuro
Marotta è unita. La storia è stata scritta ieri dall’assemblea regionale. Dopo il referendum consultivo del 9 marzo, nel quale aveva prevalso il sì, il consiglio delle Marche ha approvato la proposta di legge che prevede il distacco della frazione di Marotta da Fano e l’incorporazione nel comune di Mondolfo.
Ben 22 i consiglieri favorevoli, solo 6 i contrari (Ciriaci, Foschi, Marangoni, Pieroni, Trenta, Zinni), 3 gli astenuti (Camela, Marconi, Natali). Altissima la tensione in aula.
Presenti il comitato pro Marotta unita e quello di FanoUnita. Lunga la discussione, molto spesso interrotta dal pubblico.
Il presidente dell’assemblea Vittoriano Solazzi è stato costretto più di una volta a intervenire: “I cittadini si sono espressi. State delegittimando un’intera città”. La proposta di legge 77 del 2011 a iniziativa popolare, è stata introdotta dai relatori Gino Traversini e Franca Romagnoli. Il relatore di maggioranza Traversini ha ricostruito l’iter di approvazione della legge, ricordando il lavoro svolto dalla commissione affari istituzionali, dove il provvedimento è approdato nel novembre 2011.
“Nel momento in cui si comincia un percorso democratico il risultato si accetta, il voto del territorio espresso con il referendum ha un valore assoluto. Il voto nelle due sezioni di Marotta di Fano è stato chiaro. Chiedo all’aula di votare la legge e di chiudere questo processo”.
Ha preso poi la parola Romagnoli. “Il risultato del referendum è abbastanza schiacciante e univoco. Abbiamo interpretato i dati, rinviando la votazione dopo le elezioni per far sì che la questione non entrasse in campagna elettorale. Come Regione di più non potevamo fare”.
Elisabetta Foschi si è dichiarata contraria all’unificazione. “Il Pd ha strumentalizzato la questione, doveva esprimere la propria posizione prima delle amministrative. Il voto del referendum non è così chiaro”.
A favore si sono espressi i consiglieri fanesi Carloni, D’Anna e Zaffini.
Ora la palla passa alle amministrazioni comunali di Fano e Mondolfo che avranno sei mesi per accordarsi sulle compensazioni economiche e sui passaggi dei servizi, immobili e terreni. Se non si troverà accordo interverrà la Regione con un commissario. Intanto, con l’approvazione della proposta di legge, il confine è già spostato: da via Vecchia Osteria al canale Santa Vittoria.
La Berlino dell’Adriatico non c’è più. Addio “muro” e divisioni. Festa grande a Marotta. Il sogno inseguito per anni è realtà. Più di cinquant’anni fa, venti ragazzi marciarono verso Roma per ottenere l’autonomia amministrativa; ieri mattina, decine e decine di marottesi si sono recati in consiglio regionale dove è stata scritta una pagina indelebile, storica, carica di significati.
Enorme la soddisfazione del comitato pro Marotta unita, promotore della proposta di legge ad iniziativa popolare.
“Finalmente – sottolinea il presidente Gabriele Vitali – abbiamo raggiunto il nostro obiettivo. Dopo un lunghissimo iter, ricorsi, rinvii e il referendum consultivo, il consiglio regionale ha approvato la proposta di legge.
E’ stata riconosciuta l’anomalia di Marotta e al contempo la volontà popolare. Per Marotta cambia completamente la storia, avremo senz’altro un futuro importante”.
Sulla stessa lunghezza d’onda Raffaele Tinti.
“Una gioia immensa. Ringraziamo i consiglieri regionali e la prima commissione per il grande lavoro svolto. E’ stata riconosciuta necessaria l’unificazione. Si apre per Marotta una nuova pagina. Possiamo iniziare a pensare ad un progetto di sviluppo importante come merita la nostra città, ad una programmazione seria ed ambiziosa”.
Di tutt’altro parere l’ex candidato sindaco di Fano Davide Delvecchio.
“Ingiustizia è stata fatta. Il Pd locale e regionale hanno svenduto un pezzo del territorio fanese, ma peggio, hanno diviso una comunità. Il Pd ha responsabilità enormi. Durante la campagna elettorale per le amministrative ha illuso i cittadini sull’importanza di Marotta con Fano e contemporaneamente tramava per la sua svendita. Dopo la nomina degli assessori, con poche novità e molta partitocrazia, questo è il primo vero atto del neo sindaco Seri, la svendita di Marotta per volere dei potentati del Pd”.
Presente in consiglio regionale e visibilmente amareggiato per l’esito della votazione il neo sindaco di Fano Massimo Seri. Negli ultimi giorni aveva mandato una lettera agli organi regionali per fermare la procedura legislativa.
Critico con Seri l’ex candidato sindaco Hadar Omiccioli. “La volontà del referendum è stata rispettata. Ma va rispettata anche la tutela, ora, delle frazioni di Metaurilia e Ponte Sasso, assicurando loro servizi e qualità della vita meglio e più di prima. C’è da dire che il Pd Regionale dà il primo “schiaffo” a Massimo Seri”.
Ha votato a favore il consigliere regionale e ex candidato sindaco di Fano Mirco Carloni, dispiaciuto per il clima di contrapposizione in aula.
“Non immaginavo questo epilogo. L’obiettivo deve essere quello di unire una comunità. Impensabile non rispettare il voto dei cittadini. Sarebbe stato più giusto un’unione sotto un nuovo Comune, la legge però non lo permette. Ricordo che tra i consiglieri che oggi votano contro c’è chi ha firmato la proposta di legge”.
Sul voto del consiglio regionale è intervenuto anche l’ex sindaco di Fano Stefano Aguzzi.
“Alla faccia di chi sosteneva che Fano era isolata perché governata dal centrodestra. Guardate quanto il centrosinistra provinciale e regionale hanno ascoltato il nuovo sindaco di Fano. Tornano i vecchi metodi del centrosinistra, dopo dieci anni, di nuovo “le mani” sulla città solo per i suoi giochi di potere. Dal giorno delle elezioni non ero mai intervenuto politicamente, volevo prima vedere l’andamento della nuova amministrazione. Oggi non posso tacere di fronte ad uno scempio verso la nostra città. Occorre che il sindaco faccia subito un ricorso contro la legge regionale appena approvata