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Mondavio Comune sempre più virtuoso: cresce la differenziata. Il successo degli EcoVolontari

Mondavio Comune sempre più virtuoso. Lo dicono le iniziative ambientali e i dati che sono stati presentati alla cittadinanza dall’amministrazione. Il consigliere Sauro Bigelli ha esposto un dossier completo per poi passare al resoconto dell’attività del gruppo Ecovolontari. La differenziata dal 14% del 2009 è salita al 73,88% l’anno successivo grazie alla raccolta porta a porta. La percentuale rimane pressoché stabile per 9 anni e nel 2019 ha toccato il 74,79%, dato mai raggiunto. «La produzione totale dei rifiuti è in calo (435 kg/ab), dato che acquista ancora più valore confrontando le quantità a livello provinciale, 187 chilogrammi in più. Anche i rifiuti urbani non differenziati hanno un andamento positivo: scesi del 3,7%. Diminuiscono le quantità di conferimento errato nel contenitore del verde». Sono state proiettate anche le tabelle delle sanzioni amministrative, riguardanti i conferimenti non conformi, inappropriati con abbandono o deposito di rifiuto a lato dei contenitori con multe. Nel 2019 sono state 9 per un totale di 600 euro. «Le famiglie che hanno scelto di praticare il compostaggio domestico sono aumentate nell’ultimo anno di 10 unità, passando a 321. riceveranno uno sconto sulla Tari pari all’8%. Grazie a queste famiglie virtuose, ci sarà un risparmio per tutti all’incirca 11.600 euro di trattamento industriale dell’organico».

Il ricavo della vendita delle frazioni differenziate di valore, ai relativi consorzi, come:  l’acciaio, il vetro, la carta, il cartone e la plastica, nel 2019 ammonta a 24.600,00€ con un quantitativo tot. di 490 tonn.
Mentre le spese per il trattamento delle frazioni differenziate come: l’organico, il verde dei cassonetti + sfalci a domicilio, pneumatici delle utenze domestiche e legno recuperato dagli ingombranti, sono state di 54.309,00€ con un peso tot. pari a 654 tonn.
L’incidenza è forte, sia in ambito economico che ambientale, delle distanze percorse per il trattamento industriale dell’umido, con impianti dislocati ad una distanza che va tra i 260 e i 365km con una spesa di 33.377,00€ per un peso tot. di 296 tonn.
Anche il trattamento del verde ha una discreta ripercussione sulle distanze che vanno da zero km fino ad arrivare a 393 km con un costo di 20.089,00€ per un peso tot. di 342 tonn.

Spazio poi all’attività degli Ecovolontari di cui Bigelli è coordinatore. «Dalla presentazione del bando nel 2018, si è costituito il Gruppo di Ecovolontari, dopo un corso di formazione tenuto dai tecnici di Aset. Fin da subito varie attività di informazione e sensibilizzazione, tra cui l’INFO POINT al Teatro Apollo per tutta la stagione teatrale. Successivamente diverse campagne informative sui rifiuti pericolosi, in particolare sui farmaci scaduti e sulle pile e accumulatori portatili. Una serata per far conoscere l’applicazione Junker per aiutare il cittadino a differenziare al meglio. A marzo 2019 il primo ‘Mi rifiuto’, mattinata ecologica, l’altra domenica il sesto. Lo scorso luglio è partito il progetto raccolta differenziata nei cimiteri di Mondavio, Sant’Andrea di Suasa e Cavallara, questo mese nell’area camper».

Nella seconda parte della serata, è intervenuto Gianfranco Di Caro, presentando il “Movimento della Decrescita Felice” ed esponendo diverse riflessioni. Ormai da più di 50 anni, che viene portata avanti la critica al modello della crescita illimitata. In questo solco, il Movimento propone i principi della decrescita felice da una dozzina di anni.
La teoria della decrescita, si basa su un quesito molto semplice: è possibile una crescita infinita in un mondo di risorse limitate?
Fino a quando si potrà continuare a saccheggiare il pianeta e nel contempo riempirlo di rifiuti?
Il nostro modo di intendere l’economia, basata su una produzione continua fine a se stessa, senza tenere in considerazione il danno ambientale e alla salute, è quello giusto?

Quesiti più che legittimi a cui il Movimento cerca di dare risposte ripensando ad un modello di vita più sostenibile sia per l’uomo che per il pianeta. Le interessanti riflessioni che pone Gianfranco, animano le coscienze e aprono un dibattito attivo e sentito. Chiediamoci intanto, se possiamo rinunciare al superfluo, a oggetti di cui non abbiamo un effettivo bisogno.
Il Movimento ritiene che l’iperconsumismo sia il male del secolo, di conseguenza propone una maggiore responsabilità nel consumo delle merci, dove la ricetta della decrescita, consiste nel produrre con meno spreco di energia e meno risorse, utilizzando l’innovazione tecnologica per il bene comune, tenendo conto della qualità a scapito della quantità con la conseguente riduzione di inquinamento e rifiuti.

Altro obiettivo è basare i rapporto umani sulla collaborazione e non sulla competizione. Fondare un sistema di valori dove le relazioni affettive prevalgono sul possesso delle cose.

La decrescita viene accusata di creare disoccupazione, in realtà, la riduzione del tempo di lavoro ed il taglio delle attività nocive e parallelamente l’espansione di attività desiderabili, può dar luogo ad un saldo positivo dell’occupazione.
Le decrescita va progettata localmente sul nostro territorio, tutti noi abbiamo bisogno di autoproduzione, per riprenderci la manualità che avevamo acquisito dalle generazioni passate, ricchezza infinita del saper fare e creare.
Eliminare il cibo spazzatura, sostituendolo con cibo di qualità fatto in casa o locale, a beneficio della nostra salute.

Tutto questo richiede un cambiamento culturale con un diverso sistema di valori ed una diversa concezione del mondo e del nostro vivere quotidiano.
La decrescita è uno strumento per arrivare alla felicità, che non è data certamente dal possesso di cose materiali. Con meno esigenze di superflui acquisti, possiamo ridurre le ore lavorative per avere più tempo per noi, per i nostri figli, la nostra vera felicità, abbandonando il male del secolo, come la depressione, e lo stress quotidiano.

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