Oltrefano.it

Gioco pubblico, i rischi di nuove regole non condivise

C’è fermento normativo nel cielo del gambling, il comparto del gioco pubblico e legale in Italia.
Un fermento fatto di nuovi bandi, di nuovi regolamenti, di nuove riforme. Un fermento che però porta con sé anche osservazioni e critiche.

Come quelle di Giancarlo Iodice, membro della Fondazione Bruno Buozzi e da tempo impegnato nello studio del settore del gioco pubblico, che a un recente convegno ha offerto una riflessione articolata sullo stato attuale della regolamentazione del gioco in Italia. L’obiettivo di Iodice deve essere quello di trovare un punto di equilibrio tra due esigenze fondamentali: da un lato, il diritto delle persone a intrattenersi liberamente, dall’altro la tutela della salute pubblica e la prevenzione dei fenomeni legati alla dipendenza da gioco d’azzardo.

Sono d’accordo anche dalla redazione di Gaming Report, che accendono i riflettori soprattutto su un nodo critico: quello della spesa complessiva sostenuta dai giocatori. “Stiamo parlando di cifre ingenti e in costante crescita – spiegano – ma che spesso non ricevono l’attenzione che meriterebbero nel dibattito pubblico. Finché si continuerà a considerare “normale” che una quota rilevante di tali spese provenga da soggetti vulnerabili o già problematici, sarà difficile immaginare una vera riforma del settore”. Stesso discorso portato avanti da Iodice, che suggerisce di affrontare la questione partendo da una prospettiva di sostenibilità sociale ed economica.

Altro aspetto problematico che merita di essere approfondito dalla regia politica e normativa è diffusione del gioco tra i più giovani. “I dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze parlano chiaro – commentano ancora gli esperti di Gaming Report – nel 2023, il 53% degli studenti tra i 15 e i 19 anni ha dichiarato di aver giocato almeno una volta, una percentuale in netto aumento rispetto al 40% registrato nel 2018”. Dati in crescita soprattutto a causa dell’assenza di un sistema normativo nazionale forte e coerente, a cui spesso devono sopperire gli enti locali, adottando regolamenti propri per limitare l’accesso al gioco e ridurre i rischi di dipendenza. C’è una consapevolezza crescente da parte degli operatori e degli enti locali ma serve adesso una norma chiara e omogenea.

Sempre di cruciale importanza è il tema della transizione dal gioco fisico a quello online, con quest’ultimo che appare molto meno controllabile dal punto di vista sociale, ma al tempo stesso più conveniente dal punto di vista fiscale. Eppure, secondo Iodice, siamo di fronte a un paradosso: mentre il gioco online conquista fette sempre più ampie del mercato, il gettito fiscale complessivo risulta in calo. “Risulta allora sempre più urgente intervenire su un riequilibrio del sistema fiscale – concludono dalla redazione di Gaming Report – che premi i modelli di gioco meno impattanti e promuova anche forme di intrattenimento senza vincita in denaro”.

La chiave per tutto questo è una riforma organica, fondata su responsabilità, trasparenza e sostenibilità. Una riforma che il gambling attende da tempo.

 

Condividi: