Il ruolo dell’ospedale in questa emergenza e dopo, la richiesta di massima sicurezza, di un efficiente servizio di anestesia e di rianimazione, la fornitura dei necessari Dispositivi di protezione individuale per il personale. Il comitato ‘Mamme e non solo’ composto da residenti nel comuni della media e valle del Cesano ha inviato una lettera al governatore delle Marche Luca Ceriscioli e ai vertici della sanità regionale con istanze ben precise riguardo il nosocomio Santi Carlo e Donnino. Costituitosi lo scorso settembre, il comitato raggruppa oltre 120 persone tra Pergola, Frontone, Serra Sant’Abbondio, San Lorenzo, Fratte Rosa e Castelleone. Tra le finalità quelle di promuovere servizi sanitari sul territorio, vigilare sul loro mantenimento e su quelli esistenti: «Rivolgiamo al presidente Ceriscioli e ai funzionari le nostre istanze – esordisce la presidente del comitato Donatella Rinaldi – affinchè vengano valutate concretamente. Ci si chiede, in questo momento di drammatica emergenza sanitaria da Covid 19 e successivamente in uno scenario post pandemico, quale ruolo può e deve svolgere il nosocomio di Pergola, riconosciuto dal Piano sanitario regionale di recente approvazione, quale ospedale di area disagiata dotato di pronto soccorso. Si ritiene che, quale ospedale al servizio di una vasta area dell’entroterra pesarese, estremamente mal servita in termini di viabilità, sia necessario al più presto metterlo in condizioni di massima sicurezza e mantenerlo tale, dotandolo altresì di un efficiente servizio di anestesia e di rianimazione, anche mediante l’utilizzo delle due postazioni di respirazione assistita già in sua dotazione. Chiediamo tutto questo – prosegue la presidente – con fermezza, ritenendo questa richiesta mirata ad un’equa sanità pubblica e ad una buona organizzazione nello scacchiere sanitario della Regione. Riteniamo infine che questa istanza corrisponda e sia rappresentativa delle finalità statutarie del nostro comitato e nondimeno della voce di tutti i cittadini che in questo spesso dimenticato entroterra, vorrebbero continuare a vivere con maggiori garanzie in termini di sanità pubblica». Il comitato avanza anche una proposta: «In questo periodo di emergenza sanitaria, il nosocomio pergolese, individuato dalla Regione quale presidio “no Covid”, potrebbe svolgere un ruolo fondamentale nella cura di tutte le altre patologie ed accogliere pazienti negativi al virus provenienti dai nosocomi deputati invece al trattamento del Coronavirus, verso i quali vengono trasferiti i nostri pazienti positivi». Non manca la richiesta dei necessari Dpi: «L’operatività della struttura ospedaliera pergolese è ai minimi termini – conclude Rinaldi – con personale medico ed infermieristico ridotto ed esposto ad altissimo rischio di contagio, per il quale si chiede la fornitura giornaliera in maniera continuativa ed automatica dei necessari dispositivi di sicurezza». Il comitato ha affisso anche un lenzuolo fuori dall’ospedale con scritto: «L’ospedale di Pergola c’è e sta facendo la sua parte! Forza angeli… ce la faremo!»
Comitato Mamme e non solo scrive a Ceriscioli: “Per l’ospedale di Pergola chiediamo un efficiente servizio di anestesia e rianimazione”
