Nei giorni scorsi, i Carabinieri della Compagnia di Urbino hanno deferito alla locale Procura della Repubblica due persone, un uomo e una donna rispettivamente di 30 e 48 anni.
I fatti scaturiscono da quanto avvenuto lo scorso luglio, quando, nell’agro di Fossombrone, i militari dell’Aliquota Operativa della Compagnia arrestarono, in flagranza di reato, un albanese, accusato di estorsione.
Nello specifico, un imprenditore agricolo della zona, dopo aver subito diversi danneggiamenti (tre mezzi agricoli incendiati ed un altro danneggiamento mediante l’inserimento di acqua e sale all’interno del serbatoio), trovava un messaggio appeso ad un albero contenente una richiesta estorsiva. Di lì a poco veniva avvicinato dall’arrestato che gli offriva: protezione e tranquillità , al “costo” di 4.000/00 Euro, oltre alla rivelazione del mandante dei danneggiamenti subiti.
La vittima però, anziché cedere alla richiesta, denunciava il tutto ai Carabinieri di Urbino i quali, coordinati dalla locale Procura della Repubblica, organizzavano un appuntamento controllato, durante il quale l’estorsore veniva arrestato, immediatamente dopo aver ricevuto il denaro. I Carabinieri, in quell’occasione, recuperarono la somma estorta (una parte: 1.000 Euro circa, era già occultata in una scarpa).
Arrestato l’uomo, gli investigatori hanno poi approfondito le indagini, al fine di individuare il mandante dei danneggiamenti e della richiesta estorsiva, effettuando accertamenti di carattere tecnico, tra cui l’analisi di decine di tabulati relativi alle utenze telefoniche in uso alle persone coinvolte. Ciò consentiva di individuare la figura di una donna, parente della vittima, la quale, secondo quanto emerso, a seguito di dissidi interni alla famiglia, avrebbe ingaggiato il cittadino dell’est Europa, commissionandogli i danneggiamenti.
Dopo l’incendio dei mezzi però, il rapporto tra i due si incrinava. L’uomo infatti, non vedendo adeguatamente remunerate le proprie azioni delittuose, avrebbe iniziato a minacciare la donna di rivelare il misfatto, procedendo poi autonomamente alla richiesta estorsiva nei confronti dell’imprenditore.
Gli indizi e le prove raccolte dai Carabinieri, hanno dunque consentito agli inquirenti di chiudere il cerchio, con la denuncia per estorsione e danneggiamento a seguito di incendio a carico degli indagati che, nei giorni scorsi, hanno ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini.
Anche in questo episodio è da sottolineare che l’immediata denuncia ai Carabinieri, da parte dell’imprenditore delle vessazioni a cui era sottoposto, ha permesso una rapida risoluzione del caso.
