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Caporalato: arrestata cinese. Sfruttava stranieri

I i militari del nucleo carabinieri Ispettorato del Lavoro di Pesaro e Urbino hanno concluso un’articolata attività investigativa, coadiuvati nella fase dell’arresto dal reparto Operativo del Comando carabinieri Tutela Lavoro e nucleo Operativo del gruppo carabinieri Tutela Lavoro di Roma, nonché da militari della compagnia carabinieri Aeroporti di Roma Fiumicino, arrestando un’imprenditrice cinese, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip presso il Tribunale di Urbino, per il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (cosiddetto “caporalato”).

L’imprenditrice, titolare di una ditta tessile a Cagli, è stata arrestata a Fiumicino in quanto di rientro in Italia dopo essere tornata per qualche giorno nel suo Paese di origine. I militari dell’Arma “non l’hanno persa d’occhio” neanche durante il suo allontanamento dall’Italia ed hanno ricostruito i suoi movimenti non appena l’autorità giudiziaria, concordando appieno con le risultanze investigative dei carabinieri ispettori del lavoro, ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

L’arrestata approfittava infatti dello stato di bisogno dei lavoratori, tutti cittadini immigrati richiedenti asilo e protezione internazionale, in cerca di lavoro ed in condizioni d’indigenza, vulnerabilità e di estremo bisogno di lavorare e guadagnare per la sopravvivenza propria e dei rispettivi familiari rimasti nei Paesi di origine, sottoponendoli a condizioni di sfruttamento lavorativo e fornendo loro sistemazioni di assoluto degrado.

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