Venerdì 22 gennaio al Teatro Apollo di Mondavio, appuntamento con Teatri d’Autore la stagione di prosa dei teatri storici della provincia di Pesaro e Urbino (organizzata dalla Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Amat e Comuni del territorio). In scena, in doppia replica, alle ore 20.15 e a seguire alle 21.30, Il Povero, il Ricco. Storie di Mazzarò e Ciàula, tratte da La Roba di Giovanni Verga e Ciàula scopre la luna di Luigi Pirandello, interpretato dal giovane e bravissimo, Giuseppe Esposto, accompagnato alla fisarmonica da Raffaele Damen.
“Facciamo un bel viaggio in treno, in macchina o in aereo e scegliamo come meta la Sicilia o, come nel mio caso, leggiamo un libro scritto da un autore siciliano” racconta l’interprete Giuseppe Esposto “Prima però ascoltiamo la prescrizione di un medico che consiglia caldamente di portarsi un cappello a tubo, di feltro, un casco coloniale o perfino un turbante altrimenti il rischio è quello di lasciarci la testa perché il sole picchia forte sul capo. Soffocata dal clima arido e dal cielo fosco, la testa può rotolare giù dalle pendici. Il caldo torrido si prende prima la bocca bruciando la gola, poi le orecchie alterando i suoni che diventano rumori remoti e confusi e, per finire, si impossessa degli occhi che si difendono strenuamente lagrimando. La luce abbacinante è un po’ attenuata dallo sguardo illanguidito, ma i nostri sensi sono totalmente presi dalla immane potenza di questa terra. Quando leggo la splendida novella di Giovanni Verga, La roba, la mia mente si perde nella descrizione dei paesaggi perché scevra dal pensiero e anche dal giudizio dell’autore che si è messo da parte volontariamente. Divento l’immensa campagna, poi il vallone, l’uliveto e passo attraverso le lunghe file di aratri. La testa comincia a dolermi e faccio fatica a contenere tutte le immagini; per contenere quella Terra ci vuole una testa diversa che non ne venga assorbita, ci vuole un cervello “come un brillante”. Mazzarò è un brillante che vede meschinamente la terra come una pietra preziosa da possedere e custodire, da tenere tutta per sé come si tiene un’intera città in una bolla di vetro. Il suo desiderio di possesso assoluto risulterà essere una misera illusione: morirà nel vano sforzo di portarsi dietro almeno una parte di tutta quella roba. La parabola ascendente della sua vita, da povero bracciante a ricco possidente, è a ben vedere un climax discendente basato sulla materialità e l’oggettivazione della Terra in roba. In Luigi Pirandello incontriamo un’altra testa totalmente diversa: quella di Ciàula. Un cervello istupidito dalla fatica e dal duro lavoro nella zolfara che però riesce a cogliere tutta la grandezza di questa terra attraverso la Luna, cioè da un altro pianeta. Da una luce lontana dall’antro infernale quotidianamente esplorato, ma soprattutto da una luce diversa dal sole che egli conosceva bene ed aveva pur visto tramontare. La parabola di Ciàula è un’ascesa dall’alvo materno, dalla casa rappresentata dalle gallerie, dalle scale e dalle ombre generate dal lanternino cioè dall’ambiente per lui familiare della zolfara, al mondo di fuori, dove attraverso la luce della Luna, forse, riuscirà a scoprire la grandezza della Terra. Fra Mazzarò e Ciàula, chi è dunque il povero? Chi è il ricco?”
Appuntamento con Scuola di platea. Venerdì 22 gennaio alle ore 18.00, presso Palazzo Carboni, incontro aperto con Francesca Ricci dal tema: Il ragno e la formica: l’analisi del vero in Verga e Pirandello.
BIGLIETTI: – in prevendita (con maggiorazione di € 1,00): biglietteria Teatro Rossini, P.zza Lazzarini, 1- Pesaro, tel. 0721 387621 orari: dal mercoledì al sabato dalle 17.00 alle 19.30 biglietteria Teatro della Fortuna, P.zza XX Settembre, 1, Fano, tel. 0721 800750 orari: dal mercoledì al sabato 17.30-19.30; mercoledì e sabato anche 10.30-12.30 – il giorno stesso dello spettacolo Biglietteria Teatro Apollo di Mondavio dalle ore 19.00 INFO: Amat ufficio Pesaro tel. 0721. 3592515 cell. 366.6305500 reteteatripu@amat.marche.it www.amat.marche.it
