Sabato 5 settembre alle ore 18.00 negli spazi espositivi di Palazzo Cassi inaugurerà, con una breve conferenza di presentazione, la mostra pittorica “FRANCESCO SANFILIPPO ET PAOLO UGOLINI HOC OPUS FECERUNT – from le Corbusier to Walt Disney” con le opere del pesarese Arch. Francesco Sanfilippo e dell’elvetico Ing. Arch. Paolo Ugolini. L’esposizione organizzata dalla locale associazione “I luoghi della cultura e dintorni” con il patrocinio e la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura del Comune di San Costanzo resterà aperta tutti i sabati e le domeniche dalle ore 17.00 alle 19.30 fino al 4 ottobre.
Il sottotitolo “from le Corbusier to Walt Disney” sottolinea, con una certa provocazione, le rispettive influenze e citazioni che ritroviamo nei quadri. L’uso del latino per il titolo e dell’inglese per il sottotitolo non è ovviamente innocente, ma rimanda ad una continuità rivendicata con la tradizione pittorica, alla quale si aggiungono delle incursioni nella contemporaneità.
Le Corbusier (architetto, urbanista, pittore e designer) lega entrambi gli artisti per la comune professione, mentre il rimando a Walt Disney è direttamente collegato alla vita di Ugolini che durante l’esperienza lavorativa come direttore tecnico di Expo Svizzera 2002 ha collaborato con la “Disney Legend” di Harrison Buzz Price, il grande amico e consigliere fedele di Walt, che gli ha fatto capire la genialità e l’estrema fantasia del grande genio artistico Walt Disney.
FRANCESCO SANFILIPPO (1957), architetto-pittore
Francesco Sanfilippo è nato nel 1957 a Palermo.
Figlio di Carlo Sanfilippo, di formazione umanistica, laureato in legge in diritto romano e insignito della onoreficenza di Commendatore della Repubblica Italiana, e di Giulia Canizzaro, ha vissuto la sua infanzia tra Palermo ed Agrigento. Trasferitosi con la famiglia a Pesaro nel 1967, ha qui vissuto per dieci anni, prima di trasferirsi a Venezia fino al 1987 per gli studi universitari. Dal 1988 vive di nuovo a Pesaro dove si dedica all’insegnamento come docente di disegno e storia dell’arte, alla professione di architetto e alla pittura.
Ha studiato allo IUAV, l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia con, fra gli altri, Vittorio Gregotti, Giancarlo de Carlo e Massimo Cacciari. Qui si è laureato con il masssimo dei voti nel 1984, con una tesi avente per relatore Francesco Tentori.
Nel 2001 ha vinto il premio di architettura “Nicola Amoroso” e nel 2009 è stato nominato professore a contratto all’Accademia di Belle Arti di Urbino.
Per definire il proprio metodo pitturale, Francesco Sanfilippo usa una citazione di Roland Barthes: “…l’uomo strutturale prende il reale, lo scompone, poi lo ricompone, è ben poco in apparenza. Pure da un altro punto di vista, questo poco è decisivo, perché tra i due tempi dell’attività strutturalista si produce del nuovo, e questo nuovo è niente meno che l’intellegibile generale; il simulacro e l’intelletto aggiunto all’oggetto, e questa addizione ha un valore antropico, in quanto è tutto l’uomo, la sua storia, la sua situazione , la sua libertà e la resistenza opposta dalla sua mente alla natura….”
E prosegue così per spiegare la sua pittura:
“Mi definisco un pittore “strutturalista romantico”. Al procedere logico della composizione sopraggiunge un perdersi nel labirinto della materia pittorica. Due grandi momenti caratterizzano la mia formazione artistica: il primo è legato alla bellezza dei Templi Greci frequentati con mio padre nell’infanzia: andavamo spesso la domenica a passeggiare nella valle dei Templi ad Agrigento e non dimenticherò mai la perfezione e la bellezza dell’arte classica. Il secondo è legato al mio periodo di formazione universitaria ed era un accadimento che mi rapiva: mi piaceva ogni tanto perdermi nel labirinto del tessuto urbano veneziano; mi recavo in zone sconosciute (Arsenale, Castello) e nel labirinto delle calli e campielli mi perdevo nella mia città; ma questo perdersi era anche scoprire nuovi mondi inattesi, inimmaginabili, densi di fascino e il tempo sembrava fermarsi in quelle tiepide giornate primaverili veneziane piene di luce e di silenzio, poi si ritrovava per caso una via nota e si ritornava nei territori conosciuti, nella certezza che mi sarei perso ancora una volta.
La mia pittura nasce quindi da un processo inizialmente logico e razionale che attinge dalla realtà pittorica che mi circonda, che amo e frequento quotidianamente; partendo dalle analisi delle grammatiche generative proprie di un quadro scelto. Forme linee e colori che trovo nei dipinti del passato diventano il punto di partenza per la nuova composizione pittorica. Mentre lavoro alla composizione mi perdo nel labirinto dei segni, delle forme e dei colori e aiutato soltanto dalla pura sensibilità oriento il lavoro e questa materia pittorica diventa quadro finito a me sconosciuto che mi affascina e che contiene al suo interno la mia storia e la mia resistenza opposta dalla mia mente alla natura.”
Francesco Sanfilippo espone in maniera permanente i suoi lavori nello spazio SABA-DESIGN a Pesaro, via Sabbatini 11. Ha esposto nel 2011 alcuni dipinti a Palermo, Villa Igiea, nell’ambito della mostra Palermo Preziosa e nel 2014 a Pesaro, nel Palazzo Ducale, sala Laurana.
PAOLO UGOLINI (1956), ingegnere-architetto-pittore
Paolo Ugolini è nato a Sassocorvaro di Urbino nel primo dopoguerra, a pochi metri dalla Rocca di Francesco di Giorgio che era stata l’Arca dell’Arte sul finire del conflitto mondiale.
Figlio di una sarta e di un impiegato, nulla lo predestinava, come scrissero molti anni più tardi i giornali elvetici, ad una carriera internazionale e a dirigere grandi progetti in diverse parti del mondo.
Fin da piccolo si è appassionato alla pittura, ma i soli riferimenti che aveva nel piccolo paese erano le grandi pitture sacre delle chiese e l’atelier del prozio « Cincino », specializzato in finti fuochi di camino e angeli per steli funerarie. A questi si aggiungevano le illustrazioni di Gustave Doré dei libri della biblioteca del padre. Questo influenzerà più tardi la sua pittura.
Trasferitosi a Pesaro con la famiglia all’età di 13 anni, ha scoperto il mare e le barche che diventeranno poi la sua seconda passione. Negli anni del Liceo scientifico, proprio grazie alle barche a vela, ha conosciuto Francesco Sanfilippo, con cui coltiva una solida amicizia, rinvigorita da interessi comuni, da oltre 40 anni.
Ha studiato ingegneria e architettura all’Università di Bologna, laureandosi all’Istituto di Architettura con una tesi per l’autocostruzione di una città sostenibile, tesi giudicata particolarmente meritevole, pubblicata, e che gli è valsa l’invito dell’ ONU a lavorare in Kenia per il programma di sviluppo delle Nazioni Unite (PNUD).
Nel 1983 ha vinto con Marco Porta e Massimo Majowiecki il primo concorso internazionale per la nuova stazione di Bologna. Dopo una breve e “avventurosa” esperienza di cantiere in Sud Italia ha ottenuto nel 1988 una borsa di studio per conseguire un Master post universitario in project management e, a conclusione di questo, si è trasferito a Losanna, in Svizzera dove ha lavorato per grandi società di architettura e ingegneria per diversi progetti in varie parti del mondo. Dal 1995 è cittadino svizzero.
Agli inizi del 1995 ha vinto il concorso per lo studio di fattibilità, la progettazione e lo sviluppo dell’EXPO 2002, un gigantesco e fantastico progetto da 1,5 miliardi di euro. La stampa elvetica ha salutato questa vittoria con il titolo “Paolo Ugolini ha ottenuto i mezzi per realizzare i propri sogni”. Durante 5 anni ha avuto l’occasione di sviluppare un fantasioso progetto che lo ha ricollegato con i propri desideri dell’infanzia e sopratutto lo ha portato a capire che l’homo sapiens è anche sopratutto homo faber e homo pictor e non può rinunciare all’immaginazione, alla fantasia, all’invenzione.
Dopo questa esperienza ha così deciso di dedicarsi prevalentemente ai progetti fantastici come il padiglione Lamborghini a Autostadt/Wolksburg, il padiglione Curitiba a Ginevra e il il padiglione BIT/ONU a Central Park/New York.
Durante il periodo dell’EXPO e quello successivo ha lavorato con la “Disney Legend” Harrison Buzz Price, il grande amico e consigliere fedele di Walt Disney, che gli ha fatto capire la genialità e l’estrema fantasia del grande genio artistico Walt Disney. Ovviamente per questo ha dovuto subire l’ostilità della intellighenzia elvetica, opportunamente ricambiata.
Paolo Ugolini ha iniziato a dipingere ad olio nel 1969 e da allora non ha mai smesso, per mantenere la mano, seguendo il vecchio adagio di Apelle, il grande pittore greco classico, “nulla dies sine linea”. Nel 2005, considerando che il sacrificio di tanti rami fa crescere più potente la pianta e le fa dare frutti migliori, ha deciso di dedicare molto più tempo ed energia alla pittura, allo studio della storia dell’arte e dell’estetica. Da un punto di vista intellettuale considera suoi Maestri supremi Benedetto Croce, Roberto Longhi, Aby Warburg, Ernst Gombrich ed infine, ma non ultimo, il pictor optimus Giorgio De Chirico, che ha dato il via a campi fecondissimi.
Gli ultimi dieci anni di ricerca pittorica lo hanno portato a sviluppare una pittura che lui stesso definisce, non senza provocazione, post disney bizantina. PostDisney perchè intende proseguire nei suoi quadri il lavoro fantastico indicato da Walt, di cui lascia sempre traccia e citazioni, e postbizantina in quanto, come avvenne nella scuola cretese nel ‘500, accetta e rifiuta le scoperte della prospettiva ed ammette cambiamenti stilistici improvvisi ma quasi impercettibili all’interno della stessa opera.
Considera l’arte, e dunque la pittura, una seconda natura, o meglio una espansione della natura verso il mondo dell’immaginario. Quindi, di fatto, l’arte è sempre e comunque astratta anche quando le sue figure sono apparentemente realiste. Rifugge l’originalità intesa come stravaganza, in quanto la vera arte originale è quella che fa riferimento alle proprie origini e alla propria storia, sia essa reale o immaginaria, alla storia dell’arte e alla tradizione ben intesa.
