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Delvecchio e Pollegioni: “Ex ferrovia Fano-Urbino, chiediamo a Baldelli condivisione prima di ogni decisione”

Davide Delvecchio, commissario provinciale UDC e Stefano Pollegioni, segretario della Lista civica Nuova Fano, intervengono riguardo alla riattivazione della linea ferroviaria Fano-Urbino.

Sono ormai più di 34 anni che la Ferrovia Fano -Urbino è stata dismessa e inserita nel 2017 con la Legge 128 nell’elenco delle 18 ferrovie turistiche d’Italia da riattivare.

Come da comunicazione ufficiale di Rfi del 2017 alla Regione Marche, l’interna linea è inutilizzabile, ci sono da rifare 7 gallerie, 25 ponti ma soprattutto 97 passaggi a livello da superare dei quali 56 pubblici e 41 su strade private.

Si comprende, senza tanti giri di parole, che è IMPOSSIBILE un ripristino e un utilizzo su buona parte dell’attuale tracciato.

Le stucchevoli prese di posizioni di questi giorni fatte dalle istituzioni elette, Regionali e Comunali, non fanno parte della politica con la “P” maiuscola che deve unire e non dividere.

Noi non ci iscriviamo tra i contrari o favorevoli alla riattivazione o no della linea ferroviaria, vogliamo conoscere prima i pro e i contro per la realizzazione di una pista ciclo-pedonale e di una ferrovia turistica, visto che il costo stimabile supererà abbondantemente i 100 milioni di euro, così come vorremmo capire dove dovrà essere il tracciato.

Non siamo nel periodo storico giusto per sperperare le risorse pubbliche italiane ed europee, in parte a debito del recovery plan. La pandemia va affrontata con scelte strategiche e lungimiranti.

L’attuale tracciato tra Fano, Cartoceto e Colli al Metauro dopo 34 anni è stato urbanizzato, sopra il tracciato ci sono rotatorie, strade, parcheggi, interi quartieri a ridosso della ferrovia e questo significa un livello di traffico e viabilità di 1000 volte superiore al 1987 data di chiusura della tratta.

Consigliamo, come UDC Provinciale, all’assessore Baldelli e alla Giunta regionale, di coinvolgere tutto il territorio, illustrare e ascoltare eventuali obiezioni prima di prendere una decisione che danneggerebbe una popolazione stimabile in 80 mila persone.

Così come consigliamo al sindaco Seri di tutelare il territorio mediando tra le varie esigenze, non cercando la divisione per vantaggi politici personali, facendo prevalere il buon senso.

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