“Come Fano Cresce riteniamo che la proposta di apertura di un corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia da parte di un’università privata a Fano sollevi più di un dubbio. Il primo appunto che ci sentiamo di sollevare è di metodo. Si è avviato un iter che interessa un settore strategico come quello dell’istruzione universitaria senza coinvolgere gli atenei marchigiani pubblici, in primis la Politecnica delle Marche, che come noto annovera tra i suoi corsi proprio Medicina e Chirurgia, e l’Università di Urbino che è già presenta nella città di Fano con due corsi di laurea. Non a caso, alla diffusione della notizia sulla stampa locale ha fatto seguito la richiesta da parte dei rettori di tutte le università delle Marche di un incontro urgente con il presidente Acquaroli e con l’assessora regionale Biondi “per approfondire queste tematiche e valutare insieme strategie condivise per e salvaguardare il futuro del sistema universitario regionale”.
Il secondo appunto riguarda la sbandierata necessità di nuovi medici per sopperire alla carenza di personale nella sanità pubblica. L’indagine presentata a dicembre 2024 da Anaao Assomed, il sindacato più rappresentativo del settore, indica infatti che non sono i medici a mancare, ma che piuttosto mancano specialisti in determinate specialità (emergenza-urgenza e, in particolare nella nostra regione, medicina generale). Il fatto è che i giovani laureati in medicina non scelgono certe specialità perché, semplicemente, non le trovano più attrattive, a causa di basse retribuzioni a fronte di un impegno lavorativo ad alta responsabilità, stressante e, spesso, scarsamente conciliabile con la vita familiare. È sull’attrattività delle specializzazioni quindi che occorre agire e non altrove.
Un altro elemento utile a chiarire le dinamiche che muovono la proposta formulata dall’ateneo privato, è la riforma del numero chiuso di Medicina. Secondo le ipotesi attualmente sul tavolo del Governo, il numero chiuso non verrà abolito come erroneamente creduto da molti. Ciò che cambierà è la fase in cui verrà effettuata la selezione che, dalla condizione attuale in cui il superamento del famoso test permette l’iscrizione al primo anno di università, verrà spostata alla fine del primo semestre, subordinandola all’andamento dello studente in quei primi mesi.
Ciò comporterà un ovvio aumento del numero di iscritti al primo anno (ma solo al primo), con conseguente difficoltà degli attuali atenei a ricevere tutti gli studenti. È qui che, attraverso una chiara mano tesa dal Governo a loro favore, entrano in gioco gli atenei telematici e privati, che saranno chiamati a sopperire a questa carenza. Ciò genererà una condizione ambigua, in cui un doppio canale pubblico/privato, in competizione per attrarre iscritti, sarà chiamato a selezionare e formare la futura classe medica che opererà nei nostri ospedali. Il rischio che questo meccanismo porti ad una diminuzione della qualità dell’o erta formativa e della capacità di selezione dei nuovi medici è estremamente alto.
Insomma, il nostro timore è che questa operazione rischi di compromettere la formazione dei futuri medici della nostra Regione. Come Fano Cresce, non possiamo che chiedere a gran voce che le scelte che riguardano un settore strategico come quello dell’istruzione universitaria e della formazione della classe medica siano guidate dalla volontà di mettere al centro le cittadine e i cittadini marchigiani e non, come pare configurarsi, il solito interesse di pochi”, afferma il segretario di Fano Cresce, Stefano Amatori.
Fano Cresce: Non si metta a rischio la formazione dei futuri medici marchigiani
