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Fratelli d’Italia Fano, piano di organizzazione rete scolastica: “Inefficienze, ritardi ed errori nel piano di dimensionamento”

I consiglieri Tarsi e Pierpaoli portano in Consiglio comunale un’interrogazione che cerca di fare luce sui ritardi e sugli errori della Giunta Seri nella riorganizzazione scolastica che coinvolge alcune scuole (Materna, Primaria, Media) della nostra città, per conoscere i motivi per i quali le famiglie e i docenti non siano stati minimamente coinvolti nella riorganizzazione scolastica, e per capire perché le scuole che facevano parte dell’Ist. Comprensivo Gandiglio siano state separate e riaccorpate ad altre dirigenze.

“Che i circoli didattici andavano superati, lo si sa dal 2011: ma in 10 anni di assessorato alla pubblica istruzione l’Ass. Mascarin si è deciso a convocare un tavolo di confronto con i dirigenti scolastici SOLO nel 2022, e SOLO dopo la pubblicazione delle linee guida della regione Marche; a partire dalla prima emanazione delle linee regionali (ottobre 2022) fino alla interlocuzione finale con la Provincia, sono intercorsi 12 mesi, periodo durante il quale si sarebbe potuto e dovuto realizzare un percorso partecipato aperto a tutti i portatori di interesse, volto a definire i reali bisogni delle famiglie e del corpo docente e a costruire un piano di riordino della rete condiviso e soddisfacente, con l’obiettivo di garantire l’integrazione e la continuità verticale tra i vari ordini di scuola. Ritardi, lunghi anni di tempo persi, e solo alla fine, a tempo scaduto, una inutile e improduttiva rincorsa.

Da un’analisi delle vigenti Linee Guida della Regione Marche per la programmazione della rete scolastica e dell’offerta formativa – triennio 2023-2026, in cui viene ripetutamente ribadita la necessità di avviare interlocuzioni approfondite ad ogni livello e con tutti i soggetti identificabili come portatori di interesse,( riguardo alle modalità effettive di erogazione del servizio di istruzione e in relazione alle specificità del contesto territoriale), si evince con chiarezza che per definire la proposta di piano di dimensionamento si sarebbe dovuto mettere in atto un lungo percorso partecipato, che invece non è stato fatto!

Al contrario, il Comune di Fano ha completamente disatteso le prescrizioni delle linee guida: c’è stata una totale mancanza di informazione e di coinvolgimento delle componenti della comunità scolastica, in particolare della rappresentanza delle famiglie, che di tale comunità è parte prevalente; gli OO.CC. deputati non sono stati chiamati ad esprimere un parere preventivo sui contenuti e le implicazioni del dimensionamento. L’assenza di tale parere, ancorché non vincolante nei suoi esiti, costituisce infatti grave violazione delle prerogative degli Organi Collegiali della scuola, in primis del Consiglio d’Istituto. Il Comune di Fano non può ritenersi esente da responsabilità, poiché su di esso incombeva il dovere di acquisire dalle istituzioni scolastiche tutta la documentazione propedeutica (la stessa Provincia di Pesaro-Urbino, nell’iter di approvazione della delibera sulla rete scolastica di propria competenza, si era diligentemente fatta parte attiva nel segnalare agli interessati l’assenza del parere degli Organi Collegiali, richiedendone contestualmente il rilascio). Va qui sottolineato che, con la L.416 del 1974 che istituisce gli organi collegiali, il Consiglio di Istituto è diventato il principale organo di un Istituto scolastico, e ha potere deliberante sull’organizzazione e la programmazione della vita e dell’attività della scuola, per quanto riguarda i compiti e le funzioni che l’autonomia scolastica attribuisce alle singole scuole.

L’attuale impianto organizzativo, così come deliberato dalla Provincia, mette in grave difficoltà l’assetto degli organici dei vari istituti soggetti al piano di dimensionamento, e pone dei seri vincoli alla continuità didattica.

La storia dell’IC Gandiglio, istituito 21 anni fa, è stata improvvisamente interrotta; con essa spariscono quei legami, quelle relazioni e quella continuità verticale che hanno rappresentato un elemento di qualità della sua offerta formativa, sempre molto apprezzata dagli studenti e dalle loro famiglie.

Pur sapendo che non sarebbe stata accolta né dalla Provincia né dall’USR, Mascarin ha messo in piedi il “teatrino” della richiesta della proroga fino all’a.s. 25/26 presentata e fatta votare dalla maggioranza del Consiglio Comunale, “precisando che tale intervento, in ragione dei tempi tecnici necessari per garantire una riorganizzazione prima dell’apertura delle iscrizioni, non può essere attuato per l’a.s. 2024-2025”. Ha pensato bene di coprire i suoi ritardi e inefficienze, andando a fare una proposta che NON SAREBBE MAI STATA ACCOLTA, con le spalle coperte da una delibera di Consiglio.

Tra la delibera comunale di settembre e la decisione provinciale di dicembre intercorrono due mesi, durante i quali non si conoscono quante e quali interlocuzioni siano avvenute. L’unico dato certo è che l’intero procedimento si è chiuso con il contrario di quanto chiesto dal Consiglio comunale fanese: immediata soppressione dei Circoli Didattici, smembramento dell’IC Gandiglio (con la primaria Gentile spostata sull’IC Padalino); la pillola per digerire l’amaro boccone è stata la nuova scuola media di Bellocchi; nonostante la debacle, l’ass . Mascarin ha avuto il coraggio di esultare, definendo un “successo” il piano di riordino approvato. Ma le famiglie e i docenti dell’IC Gandiglio e della Primaria Gentile non sono affatto dello stesso parere: barattare la storia e la funzionalità di un gruppo di scuole che hanno lavorato insieme in continuità verticale per più di venti anni, con una nuova Scuola Media, NON E’ AFFATTO UN SUCCESSO”, scrivono  Lucia Tarsi e Giuseppe Pierpaoli del  Gruppo Consiliare FdI.

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