“Il dibattito nell’ultimo Consiglio regionale sull’interrogazione della Consigliera Marta Ruggeri mette nuovamente in luce l’inerzia e la confusione della Regione sulla ridelimitazione degli Ambiti Sociali e la coincidenza con i Distretti Sanitari”, afferma Dimitri Tinti, ex Assessore al Welfare/Presidente dell’ATS 6, ora Consigliere comunale. “L’Assessore Saltamartini ha sostenuto che il termine del 31 dicembre 2024 non è perentorio, anticipando che non sarà mantenuto l’impegno. Però, se è vero che non lo è per la coincidenza ambiti/distretti, è altrettanto vero che lo è invece per la costituzione dell’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona (ASP)”. Infatti, la legge di stabilità regionale 2024, in cui era inserita quella scadenza con un emendamento presentato dal Consigliere Baiocchi, prevedeva che fino al 31 dicembre 2024 la Giunta regionale non avrebbe potuto approvare gli statuti delle ASP, ma una volta scaduto tale termine, dovrà valutare gli atti costitutivi dell’ASP dell’ATS6 che si stava formando, come previsto dall’art. 10 della L.r. 5/2008.
Tinti prosegue: “Questa vicenda dimostra ancora una volta la volontà della Giunta Acquaroli di temporeggiare, ignorando le responsabilità che la normativa prevede. Infatti, se non ci fosse stata la norma ad hoc che ha bloccato lo sviluppo dell’ATS 6 contro le deliberazioni di tutti i 9 Consigli comunali, la Giunta regionale avrebbe dovuto approvare lo statuto dell’ASP, valutandone la compatibilità tecnico-giuridica, entro 60 giorni dall’invio degli atti costitutivi avvenuto l’8 novembre 2023”.
“E’ la riprova – incalza Tinti – che, quanto allora denunciato dai sindaci dell’ATS 6, corrispondeva al vero: la realizzazione della coincidenza tra ambiti sociali e distretti sanitari era solo un pretesto per bloccare, per mero interesse elettorale, un percorso virtuoso teso al miglioramento della gestione dei servizi sociali del nostro Ambito sociale. D’altronde l’impegno non era già stato mantenuto a fine 2023 e dimostra la mancanza di visione del centrodestra che, parafrasando De Gasperi, ‘ha più a cuore le elezioni che le prossime generazioni’. Ciò è evidente soprattutto nei temi sociali e sanitari, dove prevalgono rinvii e tattiche dilatorie”.
Tinti è perplesso anche della replica della Consigliera Ruggeri che aveva sostenuto l’emendamento del centrodestra: “nonostante l’ammissione dell’assessore Saltamartini che l’impegno sulla coincidenza tra Ambiti e Distretti non sarà mantenuto neanche quest’anno, non ha riconosciuto che si trattava solo di un appiglio per rinviare la costituzione dell’ASP dell’ATS 6. Sostenere la proroga della scadenza è stato un errore, e sarebbe ora di ammetterlo, soprattutto perché era contro 9 Consigli comunali del suo territorio. Continuare a parlare di ‘mancata condivisione riferita da alcuni del Terzo Settore’ è una scusa priva di fondamento: sul percorso verso l’ASP c’è stato un confronto articolato durato più di 2 anni documentato e trasparente, ma era più importante ascoltare le strumentalizzazioni di alcuni piuttosto che confrontarsi con tutto il Terzo Settore e con gli amministratori dei 9 comuni”.
“Con gli altri sindaci e assessori dell’ATS 6 – conclude Tinti – abbiamo lavorato intensamente per costruire un modello di welfare generativo, inclusivo e capillare. Oggi, da Consigliere comunale, assisto con rammarico a un approccio, regionale e locale, più orientato a spostare i problemi piuttosto che risolverli, boicottando proposte concrete e innovative, a discapito della qualità e dell’efficacia dei servizi sociali che tutti i cittadini meritano”, scrive Dimitri Tinti, consigliere comunale gruppo PD Fano.
