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Mediateca


Marotta, ex assessore Sauro Olivieri critico riguardo la proposta della minoranza di realizzare mediateca a Villa Valentina
Leggo che il Consiglio comunale di Mondolfo è chiamato ad esprimersi sulla realizzazione di una “Mediateca” nei locali di Villa Valentina. La realizzazione di un moderno servizio di informazione e cultura, è certamente meritevole di grande attenzione da parte delle forze politiche e dei consiglieri comunali. Magari, comprendiamo un pò meno che, negli ultimi vent’anni, le coalizioni politiche che si sono presentate  nelle varie tornate elettorali comunali, abbiano sempre scritto nei loro programmi, presentati ai cittadini,  della necessità di realizzare un “Auditorium”, con circa 400 posti a sedere,  dove si potessero svolgere concerti di musica classica, commedie dialettali e non, esibizioni delle locali Band Rock, proiezioni cinematografiche, senza, però dar mai seguito alle “buone intenzioni” !!  Tanto che,  la “Nuova Marotta Invernale”,  quella che va da Ponte Cesano a Ponte Sasso e dalla Statale Adriatica all’Autostrada, oltreché quella “balneare”, non hanno  non solo una biblioteca od una mediateca, ma nessun luogo pubblico dove poter svolgere manifestazioni  come quelle citate,  se non la piccola sala presso la Parrocchia di S. Giovanni. In verità esisterebbe anche la Sala “P. Ciriachi” in Viale Europa, anch’essa con una capienza autorizzata di 99 persone, ma inutilizzabile  a causa di  un’acustica disastrosa e del fatto che i bagni sono stati realizzati con una “superfettazione” interna che riduce di ¼  la visibilità e, quindi, l’utilizzo della sala.Ma ciò che vorrei in questa sede evidenziare è l’utilizzo anomalo di Villa Valentina, dovuto per gran parte alla miopia delle diverse Amministrazioni comunali che si sono succedute negli ultimi 25 anni. Infatti, sono stati venduti i locali dell’ex Scuola Elementare, all’incrocio fra la Statale Adriatica e la Pergolese, è stata venduta la palazzina ad un piano dell’ex  “pescheria”, realizzata agli inizi degli anni settanta per la raccolta di seppie e lumachini che i nostri pescatori, nella stagione adatta, pescavano in gran quantità e vendevano a ditte italiane e spagnole. Poi fu sede dei Vigili Urbani, Sala Mostre, Sede del Distaccamento della Capitaneria di Porto, infine, sempre con l’intento di fare cassa, il Comune l’ha venduta, consentendo di farci realizzare una costruzione di civile abitazione a due piani, con le case adiacenti che si troveranno  a non più di 5 metri dalla nuova costruzione. Dopo aver venduto tutto quello che c’era da vendere  del patrimonio immobiliare del Comune, a Marotta e Mondolfo, ma risultando ancora fra i Comuni più indebitati di questa Provincia; Il Comune di Mondolfo ricevette “un  dono” dalla Provincia (infatti non c’era nessuna richiesta a tal  proposito, che personalmente sollecitai ed ottenni in tre giorni !!): il Consiglio provinciale di Pesaro e Urbino deliberò, nell’estate del 1977, su proposta del sottoscritto (capogruppo di Rif. Com.) e del Presidente del Consiglio provinciale, il “verde” “sancostanzese”,  prof. Paolo Sorcinelli, un contributo di 450 milioni di vecchie lire per la ristrutturazione di Villa Valentina, specificando, però,  nella Delibera di Consiglio, che essa doveva diventare la Casa del Turismo della Valle del Cesano,  quindi, implicitamente si suggeriva la creazione di un Consorzio di Promozione Turistica fra i Comuni della Vallata (sole e mare, ma anche le bellezze,  i paesaggi, la storia, la cultura, le produzioni artigianali, la gastronomia dell’entroterra!!). Nella sostanza, Villa Valentina, se il Comune di Mondolfo accettava il contributo a fondo perduto della Provincia, doveva essere utilizzato come ufficio I.A.T.  al servizio di tutti i Comuni della Vallata, i quali, potevano anche predisporre iniziative e presenze di loro funzionari nella struttura, durante i mesi estivi e per l’intero anno.  Invece, al di la dell’Ufficio di Informazioni Turistiche del Comune di  Mondolfo, nulla è stato fatto per dar seguito alle disposizioni vincolanti dell’Atto del Consiglio provinciale, anzi, metà della palazzina è stata concessa in uso al Distaccamento della Capitaneria di Porto, invece di ristrutturare la vecchia “pescheria” e sistemare quegli uffici definitivamente in quella piccola struttura. Una parte sono diventati uffici dove il Sindaco e gli Assessori ricevono settimanalmente i cittadini, invece di  collocare quegli uffici per gli Amministratori nell’unica palazzina rimasta di proprietà comunale nelle ex Scuole Elementari di via Valcesano, spostando la Scuola di Musica nel Centro Sociale “P. Ciriachi”, adeguatamente allargato ed acusticamente sistemato. Ho voluto dirvi  tutto questo perché ritengo che Villa Valentina debba, prima o poi, diventare quel Centro di Promozione Turistica della Valle del Cesano, per  la  quale era stata acquistata  (il  “compromesso” notarile, per l’acquisto della Villa, fu fatto agli inizi degli anni ’80 dall’allora Sindaco prof. Pierino Ciriachi, con il sottoscritto assessore) e per  il cui scopo la Provincia  finanziò la ristrutturazione con un contributo a fondo perduto di 450 milioni di lire (più 170 milioni di lire per il recupero del Chiostro di Sant’ Agostino a Mondolfo e 100 milioni per la realizzazione del Percorso dei Tufi, da Mondolfo a San Costanzo). 
Oltretutto, credo, che una “Mediateca” ubicata a  Villa Valentina,  “soffra” di spazi  molto angusti e  senza alcuna possibilità  di diventare  anche  biblioteca,   oltreché trovarsi collocata, per 10 mesi all’anno, in una zona che, inevitabilmente,  rimane  ai margini  rispetto ai  percorsi solitamente frequentati dai marottesi nei mesi invernali. Ancor di più ciò accadrà con la chiusura del passaggio a livello.Va da se, quindi, che il Consiglio comunale debba, invece, impegnare in maniera vincolante l’Amministrazione comunale affinché nelle future lottizzazioni residenziali previste fra il bocciodromo e la Caserma dei Carabinieri (quasi 50 ettari edificabili), preveda strutture pubbliche, a scomputo degli Oneri di Urbanizzazione Secondari (Auditorium, Mediateca-Biblioteca-Ludoteca; Uffici comunali; una grande piazza) che permettano davvero di realizzare quel Centro di Aggregazione, di Ritrovo, di Socializzazione,  che possono consentire di iniziare a costruire una vera Comunità Unita di uomini e donne di Marotta Unita, altrimenti l’unificazione  avrà rappresentato solo un procedimento  burocratico-amministrativo,  ma senza intervenire veramente sui processi di integrazione”.

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