Outlet Marotta, in attesa sviluppi riguardo ricognizione Piano Territoriale di Coordinamento, arriva diffida alla Provincia del consigliere Papolini
A pochi giorni dalla diffida alla Provincia dell’associazione ambientalista “La Lupus in Fabula” giunge anche quella del consigliere comunale Massimo Papolini. Il testo è molto simile, in quanto nasce dalla collaborazione e dalla condivisione di valori con l’associazione: difesa del territorio, tutela della salute e sicurezza dei cittadini, attraverso il rispetto delle normative.”Una presa di posizione che prescinde dalla adesione o meno ad un’opera che, peraltro, in cinque anni, mai è stata illustrata alla cittadinanza se non attraverso slogan generici. L’iniziativa nasce dalla necessità di fare ordine, di pretendere che le opere impattanti, nel bene e nel male, sul nostro territorio, seguano un iter trasparente e rispettoso delle regole.Il PTC provinciale viene fatto a pezzi: una struttura come l’outlet, considerato il suo impatto quanto meno provinciale, andrebbe localizzata in aree centrali di 1° livello (poli con funzioni strutturanti di rilievo sovraprovinciale o provinciale). Aree di 1° livello, nel nostro comune, non ce ne sono. Ecco la soluzione della Giunta Cavallo: sostituire l’area centrale di 2° livello esistente nel nostro territorio (ove il PTC non prevede strutture di impatto provinciale come l’outlet), con un’altra, da inserire nella zona del PP15 a Marotta, dove far sorgere l’outlet. Si vorrebbe ottenere questa variante del PTC senza il relativo iter di legge, ma tramite un semplice atto ricognitorio, addirittura prefigurando un esito favorevole per silenzio-assenso!Altra vittima sacrificale, la legge regionale sul commercio 27/2009, modificata nel 2014, del tutto ignorata, come se quella di un outlet, definito di impatto extra-regionale nella stessa relazione allegata dalla Giunta, potesse essere una pianificazione attuabile da una riunione di 3 sindaci.Addirittura, sempre nella relazione, viene sbandierato un accordo coi sindaci di San Costanzo e Monte Porzio, quando in realtà il sindaco Cavallo non è nemmeno riuscito a far firmare agli altri due un documento condiviso!Una struttura che, se nascesse su questi presupposti, condannerebbe il nostro comune ad un drastico calo della qualità della vita, data la superficialità con cui la Giunta affronta gli aspetti relativi a quest’opera.La Provincia, attraverso il Presidente, i Consiglieri ed i tecnici interessati al procedimento, non può ignorare la normativa ed il rischio che si corre in mancanza di un’analisi attenta e rispettosa delle regole, nell’interesse della comunità”.
Outlet, nuova diffida
