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Ospedale Pergola, smantellamento punto primo intervento: esposto del sindaco

Dopo il recente smantellamento del Punto di Primo Intervento (PPI), la maggioranza comunale ha prima votato l’ordine del giorno in difesa dell’ospedale e, ora, ha presentato a Procura e Regione un esposto. Riguarda l’impiego dei medici Potes presso il PPI e sulla conseguente possibilità che possa configurarsi il reato di interruzione di pubblico servizio. A firmare il documento, inviato alla Procura della Repubblica di Pesaro, al presidente e assessore regionale alla sanità Luca Ceriscioli, ai direttori dell’Asur Marche e dell’Area Vasta 1, il sindaco Francesco Baldelli. A presentare l’esposto la maggioranza consiliare e l’avvocato del Comune Maurizio Miranda. “Le politiche regionali sanitarie – ha esordito Baldelli – hanno fallito, è di questi giorni la notizia del collasso dei pronto soccorso e dei punti di primo intervento che non riescono a far fronte all’utenza. Risulta ancor più evidente la centralità e l’importanza del nostro ospedale, che non è solo di Pergola ma di un’area molto vasta. Ciò nonostante, dal 1 luglio il PPI è stato privato di personale e, in base a un accordo non conosciuto nei dettagli in quanto nessuna delle autorità sanitarie locali è mai stata informata, sono i sanitari Potes del 118 a operare dalle 8 alle 20, a patto di non essere impegnati nel soccorso territoriale. Negli orari notturni l’attività è svolta dai medici ospedalieri. Nell’accordo si afferma inoltre che qualora medici e infermieri del 118 debbano svolgere soccorso sul territorio, per qualsiasi codice, la responsabilità dei pazienti passa al medico ospedaliero. In caso di attività di emergenza territoriale, il PPI rimarrà privo di personale medico perché i sanitari del Potes saranno fuori in ambulanza. Nel caso in cui il medico Potes sia costretto ad allontanarsi per soccorsi, la responsabilità dei pazienti passa a un medico ospedaliero che, però, potrebbe non essere specializzato in medicina e chirurgia di accettazione e d’urgenza e quindi non avrebbe i requisiti per farsi carico della responsabilità del PPI. Questa approssimativa modalità organizzativa non tiene conto che il nostro ospedale ha posti letto per acuti. E’ incredibile disporre che un medico ospedaliero debba abbandonare il reparto per recarsi al PPI, mentre il medico Potes è impegnato nel soccorso”.

Preoccupato il capogruppo di maggioranza Antonio Baldelli. “L’approssimazione e la superficialità delle decisioni regionali mettono in grave pericolo i pazienti, quelli del Punto di primo intervento che potrebbero vedersi abbandonati dal medico del 118 costretto a partire in ambulanza, e i pazienti in degenza presso i reparti che potrebbero essere lasciati soli dal medico ospedaliero che deve correre al Punto di primo intervento. Ceriscioli valuti il contenuto dell’accordo e prenda gli opportuni provvedimenti affinché nel nostro ospedale l’attività sia conforme agli standard di sicurezza e ai più elementari principi di buon senso, per evitare di mettere a rischio salute e la vita di tante persone”. Ha concluso il sindaco. “Alla Regione chiediamo un immediato intervento politico, alla Procura di valutare se le decisioni messe in atto dall’Asur abbiano rilevanza penale anche sotto il profilo dell’interruzione di pubblico servizio”.

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