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Fusione dei Comuni: via libera a due nuovi referendum consultivi nella provincia di Pesaro

La consultazione avverrà per l’unione di Barchi, Orciano di Pesaro, Piagge e San Giorgio di Pesaro e Montemaggiore al Metauro, Saltara e Serrungarina.

Ieri in consiglio regionale l’esame delle proposte di deliberazione per l’indizione del referendum consultivo per l’istituzione di due nuovi comuni mediante fusione nella provincia di Pesaro-Urbino. I comuni di Barchi, Orciano di Pesaro, Piagge e San Giorgio di Pesaro, si fonderebbero per costituire un nuovo centro di circa 5400 abitanti. Montemaggiore al Metauro, Saltara e Serrungarina costituirebbero un nuovo comune di 12mila e 200 abitanti circa. Le proposte, a iniziativa della Giunta, sono state introdotte dai due relatori Francesco Giacinti, presidente della Prima commissione affari istituzionali, e Giovanni Maggi (M5s). Il percorso di fusione è stato avviato dopo la richiesta alla Regione, deliberata dai singoli consigli comunali e il parere favorevole della Provincia, così come previsto dalla legge 10 del 1995. Approvate le proposte di deliberazione, il presidente della Giunta fisserà con proprio decreto la data di effettuazione del referendum consultivo. La fusione è stata chiesta dai comuni dopo aver esercitato in forma associata molteplici funzioni e servizi, con lo scopo di ottenere semplificazione organizzativa, miglioramento dell’efficienza dei servizi e maggiori opportunità di accesso a contributi pubblici. Il relatore di maggioranza, il presidente della Prima commissione affari istituzionali, Francesco Giacinti (Pd), ha ripercorso l’iter che ha preceduto la richiesta di referendum e ha confermato “il parere favorevole del Cal e del Crel. “L’ indizione del referendum – ha concluso – sarà decisivo ai fini della nascita di questi comuni”. Il consigliere Gianni Maggi (M5s), relatore di minoranza, ha sostenuto che “il Movimento 5 si è dichiarato favorevole da tempo alle fusioni dei comuni sotto i 5mila abitanti, purchè queste decisioni vengano presa dai cittadini”. “Questa – ha proseguito – è una fusione che non viene proposta dall’alto, ma nasce dall’esperienza quotidiana, non possiamo che votare favorevolmente, perché sancisce un’integrazione che già esiste”. Il consigliere Talè (Pd) ha parlato di “una realtà virtuosa di collaborazione tra i comuni, da prendere come esempio”. Per l’assessore Cesetti (enti locali) “questo atto consegna al popolo l’opportunità di poter decidere il destino futuro suo e delle generazioni che verrannno, un grande atto democratico”. Il consigliere Celani (FI) ha inviato ad esaminare “la vita di quei borghi che hanno rinunciato al campanile, per valutare se in effetti è migliorata la qualità della vita”. Il consigliere Carloni () si è detto “non favorevole a questa scelta, perché al momento la decisione è stata presa dai consigli comunali e non dai cittadini”. Alla votazione finale entrambe le proposte sono state approvate dall’Aula.

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