Via libera ai referendum consultivi propedeutici prima di avanzare la richiesta alla Regione di incorporazione di un Comune in un Comune contiguo. Ne dà notizia l’Ansa. Lo ha deciso la prima Commissione Affari Istituzionali, che ha approvato a maggioranza una pdl di adeguamento della legge n. 10 del 1995 sull’ordinamento territoriale dei Comuni alle disposizioni della legge Delrio, in particolare per la fusione per incorporazione.
La norma però non si applica alle procedure già avviate per Mombaroccio e Tavoleto.
“Sulla vicenda di questa mattina è stata fatta una forzatura senza precedenti perché nel caso dell’incorporazione di Pesaro e Mombaroccio i cittadini avevano chiesto, attraverso la raccolta di più di 500 firme, di potersi esprimere preventivamente – ha dichiarato attraverso una nota il consigliere regionale Mirco Carloni -Non solo non è stata rispettata la legge Del Rio, ma, dopo aver realizzato l’errore a cui si andava incontro, è stata depositata frettolosamente una legge regionale che la recepisce escludendo, ed è proprio qui la forzatura, quei casi dove l’iter di fusione era stato già avviato senza referendum comunale. La maggioranza ha scelto incredibilmente di andare avanti ad oltranza pur avendo capito l’errore. La norma approvata oggi in commissione è in violazione dei più elementari principi del diritto e del buon senso. Se a quanto accaduto oggi in commissione si aggiunge la proposta avanzata da Ceriscioli di un piano di fusione in 23 maxi-Comuni dei 236 Comuni delle Marche in cui si assiste ad un piano dirigistico e calato dall’alto che rischia di calpestare la volontà popolare e il policentrismo delle Marche, allora si coglie un sintomo generale più preoccupante, ossia voler imporre le fusioni tra Comuni sulla testa dei cittadini calpestando la partecipazione popolare. A questo approccio dirigistico e non partecipativo mi opporrò in tutte le forme”.
