
Elezioni Marche, vince Luca Ceriscioli, male l’ex governatore Spacca. Exploit di Acquaroli (FdI-Lega), molto bene Maggi del Movimento 5 Stelle
Luca Ceriscioli (Pd) è in testa nelle Marche, con il 39,4%. Seguono Giovanni Maggi (M5S) con il 23,5% e Francesco Acquaroli (Lega-Fdi) con il 19,3%: questa la quarta proiezione dell’Istituto Piepoli per Rai per la Regione Marche.
“Per la prima volta un sindaco in Regione, con tutta la concretezza che questo mestiere comporta”. E’ il primo commento di Luca Ceriscioli, presidente in pectore della Regione Marche. Il candidato del centro sinistra è l’ex sindaco di Pesaro
L’Analisi – Il candidato del Pd e del centrosinistra Luca Ceriscioli stacca tutti con il 39,4% dei consensi, secondo è il candidato di M5S Gianni Maggi, mentre resta clamorosamente indietro il presidente uscente della Regione Gian Mario Spacca (Marche 2020-Ap, Fi e Dc) che con il 13,8% è solo quarto. E’ il quadro che emerge dalle proiezioni del voto per le regionali nelle Marche. Dietro Ceriscioli si piazza Maggi con il 23,5%, seguito da Francesco Acquaroli (Fdi-An) con il 19,3%. Crollo dell’affluenza alle urne, che sfiora il 50% (nel 2010 era andato a votare il 62,7%).
L’elettorato, come riporta l’Ansa, boccia l’operazione tentata da Spacca, ex Pd che dopo due mandati ha rotto con il centrosinistra e si è ricandidato, questa volta sostenuto da una formazione centrista costituita dalla sua lista Marche 2020 insieme a Area Popolare, alla quale si sono poi aggregati Forza Italia e la rediviva Democrazia Cristiana. Ceriscioli invece ha potuto contare, oltre all’apporto dei centristi e della lista ‘laica’ Uniti per le Marche (Verdi, Psi, Idv, civiche), su un Pd particolarmente mobilitato, dopo mesi di lotte interne, e galvanizzata dalla presenza del premier Matteo Renzi per la chiusura della campagna elettorale. Spacca non era riuscito a convincere la maggior parte dell’ Udc delle Marche ad essere della partita: i dirigenti dell’ Unione di centro (tranne alcuni) hanno preferito rimanere con il centrosinistra, in una inedita lista con i Popolari Marche e Centro democratico.
E gli elettori delle Marche non si sono lasciati conquistare neppure dal quello che è stato definito “un modello politico per l’Italia”, cioè il debutto sul territorio di Area Popolare, la sigla creata da Udc e Ncd per le europee del 2014 e da poco sfociata nella creazione di gruppi parlamentari unitari. Ottima l’affermazione del candidato stellato Maggi per il debutto di M5S alle regionali e notevole quella di Acquaroli, trainato da Fdi-An e Lega e dai leader nazionali Giorgia Meloni e Matteo Salvini che hanno girato le Marche in lungo in largo durante la campagna elettorale.
Le parole di Ceriscioli. “Ha vinto il cambiamento. Abbiamo un presidente una maggioranza e un programma. Da domani al lavoro e tutti ci confronteremo e lavoreremo per il bene della comunità marchigiana. Alto astensionismo dovuto alla situazione difficile di questi anni che si traduce in una rottura di fiducia e noi dovremmo recuperla”.
Il commento di Spacca. “Non resta che prendere atto del risultato delle urne. Il dato elettorale indica che il nostro progetto per le Marche non è entrato nel cuore dei marchigiani, come avremmo sperato. I cittadini sono sovrani e hanno compiuto la loro scelta, che merita rispetto. A Luca Ceriscioli rivolgo i migliori auguri di buon lavoro, nella consapevolezza che il momento che stiamo vivendo è particolarmente complesso e gli richiederà il massimo”. impegno.