“L’ospedale di Pergola sembra essere un malato terminale che si sta avviando ad un lento ed inesorabile depotenziamento”. Anche Giovanni Giovanelli responsabile della AST Cisl di Fano e Alessandro Contadini della Cisl FP Marche, intervengono sulla situazione del nosocomio pergolese, dopo che sabato notte la postazione del 118 è rimasta senza medico. “Purtroppo le carenze organiche dell’ospedale non riguardano solo il Punto di Primo Intervento ma anche la chirurgia, con la mancata nomina del primario, il laboratorio analisi, la radiologia e il servizio di Cup-casse per la mancata sostituzione del personale del comparto andato in pensione. Nonostante sia trascorso quasi un anno dall’insediamento della giunta Ceriscioli e dei nuovi vertici dell’Asur Marche e dell’area vasta, continuano a non essere applicate alcune delibere regionali approvate dalla precedente giunta, in primis quella del 2013 sul riordino delle reti cliniche. Garantirebbero al presidio ospedaliero di Pergola un percorso di riqualificazione funzionale tale da assicurare una risposta sanitaria sulla medio bassa intensità di cura, e un’azione di filtro per patologie a più alta complessità da indirizzare ad altre strutture. Decreti legislativi fissano parametri fondamentali dal punto di vista normativo sulle aziende ospedaliere, e sui nuovi parametri strutturali, qualitativi, e tecnologici delle strutture sanitarie che tutti devono rispettare. Ma sembra ancora una volta che le regole non riguardino i cittadini che risiedono in zone disagiate dell’entroterra”. La Cisl ribadisce con forza alcune richieste. “Siano rispettate e applicate le delibere che riconoscono la peculiarità della struttura sulla base di chiari elementi geografici e logistici; termini questa grave situazione di incertezza che crea forte disagio in una vasta area dell’entroterra pesarese e mette a rischio la salute dei cittadini”.





