L’improvvisa riapertura della partita sull’unificazione di Marotta sta infiammando il dibattito. Dopo la decisione del consiglio di Stato, che a all’interno del procedimento di appello promosso dal Comune di Fano, ha rinviato alla Corte costituzionale la legge della Regione Marche con cui è stata disposta l’unificazione amministrativa della città, politici, comitati, associazioni e cittadini sono di nuovo scesi in campo senza freni. Tra i più battaglieri il comitato cittadino Mondolfese: <<La parola alla corte suprema che può far ritornare la situazione ai legittimi confini amministrativi>>. Il presidente Giuseppe Bernacchia si sofferma sull’aspetto economico. <<C’è la volontà di utilizzare Mondolfo come un bancomat da cui attingere milioni per destinarli esclusivamente ad una parte del territorio. Il fatto più strano è quello del bilancio di previsione di cassa del Comune che ora si cerca di “gonfiare” per far vedere che la ricchezza trabocca. Il bilancio consuntivo che dimostrerà la vera situazione ci sarà solo fra otto mesi, guarda caso in coincidenza con il parere della corte costituzionale>>. Mondolfo, per il comitato, appare abbandonata. <<Lasciano presagire una ripresa delle tensioni le prime mosse dell’amministrazione Barbieri. Lo sbandierato cambio di passo si manifesta con una giunta di soli marottesi e, quel che più conta, un’attenzione rivolta unicamente al mare e alla costa, con relativo sbrodolamento di investimenti>>. Pronta la replica del consigliere comunale di maggioranza Enrico Sora al comitato. <<Un atteggiamento assolutamente dannoso per la nostra comunità che sta tentando in tutti i modi di abbattere quelle barriere che da troppo tempo dividono Mondolfo e Marotta. Io non ci sto! Credo fermamente che le due realtà, seppur con storie ed esigenze differenti, siano complementari e capaci di rappresentare un’opportunità. Questa estate ho visto tanti cittadini di Marotta, appartenenti a diverse fasce di età, visitare il centro storico di Mondolfo accompagnati dalla voglia di conoscere il proprio territorio. Ho visto albergatori adoperarsi affinché i propri ospiti potessero godere delle bellezze del nostro borgo. Questo si chiama spirito unitario. Questo è ciò che ci serve>>. Non si torna indietro per l’associazione culturale Malarupta, che ha sempre sostenuto l’unificazione. Il presidente Raffale Tinti si rivolge al sindaco di Fano Seri. <<Noi non vogliamo essere considerati merce di scambio per gli interessi economici fanesi a causa, come sottolineato dal sindaco, di mancati introiti di tasse e trasferimenti, oltre alla definizione della proprietà di alcuni immobili. La volontà dei marottesi è stata ed è chiara, un’unica realtà territoriale senza divisioni. Il tempo finora ci ha dimostrato che la strada intrapresa dopo il referendum del marzo 2014 è quella giusta. Finalmente parliamo di progetti ed interventi per lo sviluppo di tutto il territorio e non ci arrenderemo per una disputa prettamente economica che non vuole tenere conto della volontà dei cittadini marottesi>>.





