34 spettacoli per 45 serate: un’esplosione di teatro, musica e danza al presente per la 15° edizione di TeatrOltre, il più grande palcoscenico italiano per le più importanti esperienze dei linguaggi contemporanei promosso dal 19 gennaio al 31 maggio dall’AMAT, dalla Fondazione Teatro della Fortuna di Fano, dai comuni di Pesaro, Urbino, Mondavio e San Costanzo con il contributo di Regione Marche e MiBAC. Il programma all’insegna della multidisciplinarietà prende avvio il 19 e 20 gennaio la Teatro Apollo di Mondavio – in collaborazione con Asini Bardasci – con Il nostro amore schifo di Maniaci d’Amore e attraversa una tavolozza di tanti colori quanti sono le sfumature del contemporaneo.
Ampia la proposta musicale: 10 proposte che intrecciano a volte percorsi con altri festival del territorio come nel caso di KLANG. Altri suoni, altri spazi in collaborazione con Loop Live Club. Una vera e propria festa della musica per le nuove generazioni è Giovani fluo party il 24 gennaio alla DATA – Orto dell’Abbondanza di Urbino con Asia Ghergo in una speciale Plays italian indie songs e il dj set di Daniel L. Una generazione di artisti rende vivace lo scenario dei giovani autori e produttori di musica indipendenti: Glocal sound/giovane musica d’autore in circuito il 16 febbraio all’Annunziata di Pesaro presenta il lavoro di due artisti, Fusaro e Leonardo Gallato, emersi dalla omonima vetrina. Il 16 marzo il palco del Concordia di San Costanzo è per Daniel Blumberg compositore inglese di grande talento. Reduci dal successo di XFactor, le sonorità raffinate di BowLand invadono il Teatro della Fortuna di Fano il 20 marzo, data zero del nuovo tour. Etta Bond, cantante inglese dall’intensa voce giunge alla Chiesa dell’Annunziata di Pesaro il 30 marzo prima del “microfestival” Trips/exploring millenials sounds dedicato alle nuove tendenze musicali che il 6 aprile attraversa “la città della musica” dalle ore 19 con Dutch Nazari, “cantautorap” unico, Mecna, targa Giovani MEI 2.0 come miglior solista, e Maldestro, pluripremiato cantautore napoletano al Premio Tenco e Festival di Sanremo 2017. La sezione dedicata alla musica si completa a Pesaro alla Chiesa dell’Annunziata: il 26 aprile con Mara Redeghieri, storica cantante nel Gruppo Ustmamo’, con Attanadarà canzoni anarchiche, di lotta e di resistenza; il 10 maggio serata dedicata all’hip hop con Amir Issaa; il 18 maggio in scena Nostromo in una delle prime uscite live ufficiali e Fosco17, tra i protagonisti di Sanremo Giovani 2019 e il 31 maggio è la volta di Nikkè, un passato nell’hardcore punk e un presente condiviso insieme ai grandi della musica reggae italiana e internazionale.
6 le proposte di danza. Si inizia il 30 e 31 gennaio all’Annunziata di Pesaro con il dittico di Masako Matsushita Un/Dress, un lavoro dove la fusione tra corpo e tessuto dà vita a un dipinto in movimento, e Fabio Novembrini When i was in Stoccolma, coreografia che evoca libertà e gioia. La Compagnia Abbondanza/Bertoni, una delle realtà artistiche più prolifiche del panorama italiano, presenta il 7 marzo al Sanzio di Urbino Erectus, un lavoro intenso dal grande potere evocativo. Appuntamento internazionale il 23 marzo al Rossini di Pesaro con Näss [People] di Massala Dance Company in prima italiana, in cui sette strepitosi danzatori trasportano lo spettatore nelle strade del Marocco dove modernità e tradizione si incontrano. Il 9 aprile è il Sanzio di Urbino ad accogliere il dittico Primitiva e Geografie dell’istante di Manfredi Perego e il 18 aprile all’Annunziata di Pesaro Nuova danza italiana. Anticorpi explo con alcune delle più interessanti e originali performance emerse dalla Vetrina della giovane danza d’autore promossa dal Network Anticorpi XL. Completa la proposta di danza l’8 maggio a Fano (Teatro della Fortuna) Tango Glaciale. Reloaded (1982 >2018) di Mario Martone – che nel 1982 con Falso Movimento firmò questa pietra miliare della produzione coreografica italiana – qui proposto nell’ambito del Progetto RIC.CI Reconstruction Italian Contemporary Choreography Anni ‘80-’90 ideato e diretto da Marinella Guatterini.
17 gli appuntamenti di teatro. Dopo Il nostro amore schifo (19 e 20 gennaio), Mondavio torna a ospitare il 2 e 3 febbraio Pedigree di Babilonia Teatri che affronta il delicato tema delle nuove famiglie tra genitori di fatto e biologici e la costruzione dell’identità. Il 7 febbraio al Sanzio di Urbino è la volta di Proprietà e atto (esilio permanente) intenso monologo di Will Eno interpretato da Francesco Mandelli. Uno spettacolo perfetto, colto, semplice e raffinato: Jacob Von Gunten di Fattore K diretto da Fabio Condemi attende il pubblico il 12 febbraio al Teatro Rossini di Pesaro mentre lo Sperimentale ospita il 21 febbraio uno dei gruppi più amati e seguiti a livello internazionale, Motus con il potente Panorama. Due gli appuntamenti in scena a Mondavio: il 23 e 24 febbraio con Sei personaggi in cerca d’autore nella messa in scena dei VicoQuartoMazzini e il 2 e 3 marzo con The black’s tales tour della Compagnia Licia Lanera. La comicità surreale di Flavia Mastrella e Antonio Rezza è in scena il 13 marzo al Concordia di San Costanzo con Pitecus mentre al centro de I ragazzi del massacro di Teatro Linguaggicreativi, tratto dall’omonimo romanzo di Giorgio Scerbanenco, è una riflessione sulla giustizia, al Sanzio il 19 marzo. Il Teatro delle Albe sigla l’ultimo spettacolo a Mondavio del 23 e 24 marzo con Thioro, un lavoro nato in Senegal che mette in corto circuito la versione europea di Cappuccetto Rosso con quella omologa africana. Macbettu di Alessandro Serra, vincitore del prestigioso Premio Ubu 2017 e del Premio 2017 dell’Associazione Nazionale dei Critici è il 26 marzo al Rossini di Pesaro mentre allo Sperimentale il 4 aprile giunge Night Writer, un’autobiografia del pensiero dell’artista Jan Fabre, da quarant’anni tra le figure più innovative della scena internazionale, affidata all’attore Lino Musella. Dal 9 al 14 aprile a Pesaro l’invito è a vivere una vera e propria esperienza non solo teatrale con Medea per strada, uno spettacolo itinerante del Teatro dei Borgia per sette spetattori, su un furgoncino che percorre le strade della prostituzione. Teoria della classe disagiata di Collettivo Ønar e Malte è il titolo del primo studio in scena a Pesaro (Chiesa dell’Annunziata) il 13 aprile, su drammaturgia di Sonia Antinori con Giacomo Lilliù e Matteo Principi. Claudia Castellucci e Chiara Guidi, co-fondatrici della Societas Raffaello Sanzio (oggi Societas) compagnia che ha saputo porsi all’avanguardia nella scena teatrale internazionale dai primi anni 80, portano in scena il 24 aprile a Fano Il regno profondo. Perché sei qui? e il 12 maggio a Pesaro Esemplari Femminili di Fattoria Vittadini mostra la ricerca comune sul tema della femminilità. “Migliore spettacolo dell’anno” agli Ubu 2018, Overload di Sotterraneo giunge al Sanzio di Urbino il 15 maggio e affronta attraverso lo sguardo dello scrittore David Foster Wallace la frammentarietà contemporanea, con un linguaggio teatrale inedito, capace di penetrare l’oscurità suscitando al contempo il sorriso. Falafel express di Compagnia Lumen, un’interessante ibridazione dei linguaggi del teatro e del fumetto, conclude la proposta teatrale il 23 maggio allo Sperimentale di Pesaro.
Info su www.amatmarche.net.
19 & 20 GENNAIO
MONDAVIO
TEATRO APOLLO
IL NOSTRO AMORE SCHIFO
drammaturgia Francesco d’Amore e Luciana Maniaci
con Francesco d’Amore e Luciana Maniaci
messinscena e luci Roberto Tarasco
produzione Maniaci d’Amore, Nidodiragno
in collaborazione con
Asini Bardasci
Lo spettacolo è un’indagine dissacrante sul sentimento intricato della gioventù, sezionato e fatto a pezzi da due figli del nostro tempo, ingenui e spietati. Una storia di non-amore durata decenni e condensata nel giro di un’ora, tra picchi di sublime e cadute umilianti, ogni scena è un’istantanea di questa parabola. Lo strumento che la scatta è la comicità corrosiva, il lento svelarsi di quell’ironia atroce che è nascosta sotto ogni storia d’amore troppo chiassosa per essere pura.
Il nostro amore schifo è un’indagine arguta e umoristica sul sentimento intricato della gioventù, sezionato e fatto a pezzi da due figli del nostro tempo, ingenui e insieme spietati. È uno spettacolo di parola, una storia di non-amore durata tutta una vita e condensata nel giro di un’ora, tra momenti sublimi e cadute umilianti. Una guida illustrata della prima esperienza sentimentale, letta come rito di passaggio obbligato prima di consacrarsi alla tiepidezza e alla stabilità dell’età adulta.
Lo spettacolo ha debuttato nel 2009, rivelando il talento drammaturgico della compagnia Maniaci d’Amore e da allora non smette di girare l’Italia. Nel 2016 ha toccato la vetta di 120 date. La forza di Il nostro amore schifo è nel testo, in questo gioco di compiere una carrellata velocissima su una storia lunga, sorprendente, piena di alti e bassi. Ogni scena è un’istantanea della loro parabola. Lo strumento che la scatta è la comicità corrosiva, surreale, il lento svelarsi di quell’ironia atroce che è nascosta sotto ogni storia d’amore troppo chiassosa per essere pura. L’essenzialità delle scene e la rigorosa macchina drammaturgica sono così al servizio di uno spettacolo amaro e divertente incentrato su due personaggi profondamente contemporanei, disillusi, inetti, cattivi e irresponsabili. Una parabola sull’amore al tempo del mondo liquido e della fine di ogni certezza, che regala da cinque anni risate nere, commozione e motivi di riflessioni a un vasto pubblico di appassionati spettatori.
24 GENNAIO
URBINO
DATA – ORTO DELL’ABBONDANZA
GIOVANI FLUO PARTY
ASIA GHERGO
PLAYS ITALIAN INDIE SONGS
a seguire
DANIEL L.
DJ SET [SELEZIONE DI MUSICA INDIE]
nell’ambito di Klang. Altri suoni, altri spazi
Una vera e propria festa della musica per le nuove generazioni con Asia Ghergo, giovane artista marchigiana classe 99, musicista, cantautrice e youtuber con una speciale Plays italian indie songs. Asia ha conquistato la scena indie italiana dopo aver scalato la classifica Vir Italia 50 su Spotify col brano Giovani fluo e ha spopolato su YouTube con le sue cover delle più belle canzoni della scena indie italiana attuale. L’evento più significativo che sancisce la sua entrée come artista nell’ambiente musicale è l’apertura del concerto de Lo Stato Sociale al Mediolanum Forum di Assago dove erano presenti 10.000 persone. Dopo il concerto la serata prosegue con il dj set (selezione di musica indie) di Daniel L.
Appassionata di musica Asia Ghergo impara presto a suonare la chitarra da autodidatta. Nell’ estate 2016 apre il suo canale YouTube registrando in cameretta e caricando cover in acustico delle più importanti canzoni dell’indie italiano, facendosi conoscere in poco tempo sul web. Riarrangia brani di artisti e gruppi quali: Lo Stato Sociale, Calcutta, Ex Otago, TheGiornalisti, Levante, Canova, Pop-X, Giorgio Poi, Gazzelle e molti altri. Alcuni di loro condividono i brani (video) nelle loro pagine ufficiali, presentandola ai rispettivi fan come il fenomeno del momento e ottiene una visibilità ed un consenso sempre maggiori. E così nasce “il caso” Asia Ghergo, la ragazza marchigiana che è riuscita a conquistare il popolo indie di YouTube e a diventare una vera e propria influencer, avvicinando tanti della sua generazione ad un genere musicale per lo più sconosciuto. Nel 2017 Asia apre la sua pagina facebook per condividere con i suoi amici tutte le novità legate alla sua vita artistica e le sue sensazioni personali ottenendo in poco tempi tantissimi mi piace. Sabato 30 Settembre 2017 viene premiata con la Targa Social YouTube Italia al M.E.I. (Meeting Etichette Indipendenti) a Faenza (FC). Ha iniziato a lavorare al suo primo progetto Musicale che si intitolerà Bambini Elettrici in uscita nel 2019. Il brano 2016 e il videoclip arrivato a 200.000 visualizzazioni, è uscito il 10 giugno 2017 ed il 13 marzo 2018 in anteprima su “RollingStone.it” viene presentato il videoclip del brano Giovani fluo secondo singolo dell’artista. L’artista viene chiamata ad aprire i concerti di Coez, Carl Brave e Franco 126, Levante, Willie Peyote, Canova, Ex Otago, Pop-X, Giorgio Poi, Coma Cose e molti altri.
30 & 31 GENNAIO
PESARO
CHIESA DELL’ANNUNZIATA
UN/DRESS
di Masako Matsushita
musiche Federico Moschetti assistente produzione Paolo Paggi
con il supporto di Gabriella Biancotto, Lesley Millar, AMAT
residenze per produzione Teatro Sperimentale, Teatro Persiani
Naturalmente Sana, Bonnie Bird Theatre
WHEN I WAS IN STOCCOLMA
ideazione e coreografia Fabio Novembrini
musiche Simone Arganini
luci Luca Serafini
con il supporto di CSC, Centro per la Scena Contemporanea di Bassano del Grappa
e Teatro Pubblico Pugliese
UN/DRESS è un lavoro in metamorfosi dove la fusione tra corpo e tessuto dà vita a un dipinto in movimento. Mantenendo la modalità naturale dell’atto di vestirsi e svestirsi, UN/DRESS è in costante trasformazione confrontandosi sul ruolo del tessuto/oggetto femminile e del corpo, presentando un’indagine sulla migrazione del tessuto ed esplorandone il cambiamento nella società odierna. La linea di confine origina la rinascita e l’elemento corpo, riemergendo da una superficie bidimensionale con una nuova veste, genera tridimensionalità. Il corpo è fortemente presente e nel contempo assente, è il punto centrale di unione, istmo che unisce, clessidra del tempo, amplifica gli orizzonti segnalando un attraversamento. Mi libero dalla costrizione del capo. Sguscio dal baccello. Cambio di pelle del serpente. Abbandono l’involucro, la confezione, il rivestimento, per presentare la nudità. Nudità come pura identità di un corpo pronto all’unione. Masako Matsushita
WHEN I WAS IN STOCCOLMA _ Una trasformazione capace di evocare desiderio, libertà, gioia, cambiamento. La volontà di creare un momento di condivisione e apertura per mettere in scena un corpo politico non individualistico capace di una rinnovata auto-consapevolezza. L’esperienza del piacere è centrale nel processo di emancipazione del corpo inteso come qualcosa in constante relazione, oggetto di aspettative, immagini, stereotipi e proiezioni. Un invito alla perdita delle convenzioni che introiettiamo sui concetti di bellezza.
2 & 3 FEBBRAIO
MONDAVIO
TEATRO APOLLO
PEDIGREE
di e regia Babilonia Teatri
con Enrico Castellani
e con Luca Scotton
parole Enrico Castellani
cura Valeria Raimondi
luci e audio Babilonia Teatri/Luca Scotton
scene Babilonia Teatri
costumi Franca Piccoli
produzione Babilonia Teatri, La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale
co-produzione Festival delle Colline Torinesi
in collaborazione con
Asini Bardasci
Pedigree è la storia di un giovane uomo, della sua famiglia con due madri, del padre donatore e dei suoi cinque fratelli di sperma sparsi per il mondo.
Pedigree racconta le difficoltà di una nuova generazione alle prese con genitori biologici e genitori di fatto, con nuove problematiche di identità e di coscienza. Pedigree riflette sulle prospettive di determinate scelte, dei diritti, dei desideri, delle aspettative di una generazione in provetta alla ricerca di nuove radici e alle prese con nuove paure. Un lavoro che è allo stesso tempo un pugno allo stomaco e una carezza, dotato di una scrittura che scivola leggera ma si attorciglia alle budella, carico di umanità.
7 FEBBRAIO
URBINO
TEATRO SANZIO
PROPRIETÀ E ATTO
(ESILIO PERMANENTE)
monologo per un uomo leggermente straniero
di Will Eno
traduzione Chiara Maria Baire
revisione Elena Battista
con Francesco Mandelli
regia Leonardo Lidi
luci Stefano Valentini
illustrazione originale Pietro Nicolaucich
produzione BAM Teatro, La Corte Ospitale
testo inedito – prima rappresentazione in Italia
Proprietà e atto è un monologo interpretato da un uomo che viene da qualche parte imprecisata e che è arrivato qui. Nei suoi esilaranti e strazianti tentativi di comprendere se stesso e il mondo che gli è rimasto, o di comprendere noi e il mondo in cui è arrivato, getta una luce decisamente necessaria sulla nostra esperienza collettiva. Il tempo di esecuzione, se l’attore non muore o pensa ad altro, è di circa un’ora. Will Eno
Proprietà e atto (esilio permanente) di Will Eno è idealmente un terzo tempo, dopo Thom Pain e Lady Grey di riflessione sull’esistenza e il valore del tempo nelle nostre vite.
Will Eno, celebre drammaturgo del teatro minimale americano, già finalista Pulitzer per la sezione Teatro con Thom Pain nel 2005, in Proprietà e atto con ironia e sarcasmo – senza dimenticare le digressioni poetiche a cui la sua scrittura ci ha abituato – concentra la sua riflessione sulla vita come stato di esilio permanente.
Il testo, attraverso un sinuoso scorrere di aneddoti e visioni particolari, parla del nostro essere “senza dimora” in questo mondo. Divaga sul significato e l’impronta che lasciano le parole nel vivere quotidiano, sul senso della memoria e sulla solitudine.
Sottolinea il regista della piece, Leonardo Lidi, che “la drammaturgia di Proprietà e atto consente un viaggio indagatore all’interno della figura e del termine “straniero”. Partendo dalla etimologia della parola, con lo stesso meccanismo grammaticale del protagonista, Will Eno permette una riflessione sullo stato d’animo di chi si definisce extra, ex, strano, ed estraneo, dipingendo un agente alieno piombato sul palcoscenico per ricordarci la nostra inadeguatezza”
Lo spettacolo ha debuttato in prima esecuzione ad Edimburgo nel 2014, Festival che acclamò al mondo il talento prodigioso di Will Eno.
Audace, spettacolare, divertente. Poesia da palcoscenico di alto livello. “The New Yorker”
Una riflessione sulla vita come stato di esilio permanente “The NY Times”
12 FEBBRAIO
PESARO
TEATRO ROSSINI
JACOB VON GUNTEN
da Jakob Von Gunten
di Robert Walser
traduzione di Emilio Castellani (Adelphi)
regia e drammaturgia Fabio Condemi
drammaturgia dell’immagine, scene e costumi Fabio Cherstich
disegno luci Camilla Piccioni
con Gabriele Portoghese, Xhulio Petushi, Lavinia Carpentieri
produzione Fattore K.
in coproduzione con Accademia Silvio D’Amico
in collaborazione con AMAT – Associazione Marchigiana Attività Teatrali
Lo spettacolo Jakob Von Gunten ha debuttato alla Biennale Teatro di Venezia diretta da Antonio Latella nel 2018
Nel 1905 Robert Walser seguì suo fratello a Berlino e lì si iscrisse in un istituto per diventare domestici. Il cameriere di un conte lo aveva fatto assumere presso un castello dell’Alta Slesia, in cima a una collina. Sotto c’era il paese. Walser doveva spazzare i saloni, lucidare i cucchiai d’argento, battere i tappeti e servire in marsina col nome di ‘’Monsieur Robert’’. Da questa esperienza Walser trasse ispirazione per scrivere Jakob Von Gunten.
L’azione di questo romanzo-diario scritto nel 1909 si svolge all’interno di un istituto dove alcuni ragazzi imparano a servire: l’Istituto Benjamenta, luogo simbolico di tortura e felicità, ambiguo e fantastico: qui gli allievi, e tra questi Jakob Von Gunten, imparano l’educazione alla rovescia, l’obbedienza cieca fino alla dissociazione della personalità, al piacere di annullarsi. Tutto le attività all’interno dell’istituto si svolgono in uno stato vicino al sonno e al sogno. Anche gli insegnanti (se davvero esistono) vengono descritti, nelle pagine del diario di Jakob, come ‘addormentati o morti o pietrificati’ e cosi le materie che insegnano. La storia, la matematica, la scienza, la letteratura sono assopite all’interno dell’Istituto Benjamenta. Persino la religione, perché ‘il sonno è più religioso di tutta la religione ed è quando si dorme che si è più vicini a Dio’’. Fabio Condemi
Fabio Condemi firma (con la collaborazione drammaturgica di Fabio Cherstich), uno spettacolo perfetto, colto, semplice e raffinato che scioglie il bel romanzo di Robert Walser in una storia a tre, Jakob, l’amico Kraus e Lisa, sorella del direttore dell’istituto Benjamenta dove si diventa buoni servitori e si è educati alla sottomissione. Condemi scorcia la trama, ma lascia l’esplosione di discorsi e pensieri di Walser immersa in una dimensione quasi narrativo\fiabesca (lo spazio vuoto, un piccolo acquario di pesci, cuscini e teli bianchi…), con una ritualità di gesti e una recitazione antirealistica, attraversata da una vena comica, grazie ai bravissimi interpreti, a cominciare da Gabriele Portoghese che è Jakob, Xhulio Petushi e Lavinia Carpentieri.
Anna Bandettini, “la Repubblica”
16 FEBBRAIO
PESARO
CHIESA DELL’ANNUNZIATA
FUSARO + LEONARDO GALLATO
GLOCAL SOUND
GIOVANE MUSICA D’AUTORE IN CIRCUITO
Una generazione di artisti rende vivace lo scenario dei giovani autori e produttori di musica indipendenti: la serata presenta il lavoro di due artisti, Fusaro e Leonardo Gallato, emersi dalla vetrina GLOCAL SOUND – Giovane Musica d’Autore in Circuito iniziativa promossa da Fondazione Piemonte dal Vivo, Fondazione Toscana Spettacolo Onlus, AMAT – Associazione Marchigiana Attività Teatrali, a cui si aggiungono quest’anno anche C.L.A.P.Spettacolodalvivo – Circuito Lombardia Arti Pluridisciplinari, CEDAC – Circuito Multidisciplinare Spettacolo Sardegna, Santarcangelo dei Teatri e ATER – Associazione Teatrale Emilia Romagna. Sette circuiti regionali hanno deciso di puntare su giovani autori e produttori di musica indipendenti, per promuovere la musica originale e inedita in tutte le sue forme e offrire a giovani autori l’opportunità di mettere in gioco l’aspettativa di affermazione artistica, con un confronto con il pubblico.
FUSARO è un giovane cantautore torinese. Tutto nasce chitarra e voce, così i primi live. Il 7 giugno 2017 pubblica il suo EP d’esordio Si fa in un attimo, i 5 brani selezionati rappresentano la cristallizzazione di un percorso di scrittura durato circa tre anni. Selezionato per il progetto _reHUB di Reset Festival Torino 2017 ha lavorato al fianco di Federico Dragogna (i Ministri) e Ale Bavo durante la produzione di un brano inedito, 28 dicembre. Dopo l’esperienza porta live il suo ep nel torinese e suona in apertura per Eugenio in Via di Gioia, i Ministri, Andrea Poggio, Daniele Celona, Gnut. Attualmente sta lavorando al suo primo disco.
LEONARDO GALLATO nasce in Sicilia, nel 1991. Cantautore che si muove tra il rock, il folk e il jazz, già autore di Silenzi, silloge poetica edita nel 2015 da TerreSommerse, arrangiata e presentata in giro per l’Italia con un tour dal titolo Silenzi… in musica. Nel novembre 2015 è a Cremona fra i finalisti selezionati per La Città della Canzone. Nel luglio 2017 vince l’Ugo Calise Festival. Nel gennaio 2018 esce il suo primo album Tacet. Finalista al Premio Rizzini 2018, Verona, e al Sanrito Festival 2018 di Cuneo, nel febbraio dello stesso anno vince la seconda edizione del Festival della Canzone italiana di Torino. Nel luglio 2018 è ospite del Club Tenco a Sanremo per la rassegna “Il Tenco ascolta”. Si esibisce per il Reset Festival di Torino 2018 e viene selezionato tra i dieci progetti scelti su base nazionale da Glocal Sound. Nel concerto di Pesaro Leonardo (chitarra e voce) sarà accompagnato da due sassofonisti.
21 FEBBRAIO
PESARO
TEATRO SPERIMENTALE
PANORAMA
ideazione e regia Enrico Casagrande e Daniela Nicolò
drammaturgia Erik Ehn e Daniela Nicolò
con gli attori della Great Jones Repertory Company
(Maura Nguyen Donohue, Richard Ebihara, John Gutierrez
Valois Mickens, eugene the poogene, Zishan Ugurlu)
musiche Heather Paauwe
assistenza alla regia Lola Giouse sound design Enrico Casagrande
light design Andrea Gallo e Daniela Nicolò
video design USA CultureHub NYC con Sangmin Chae
video design Europa Paride Donatelli e Alessio Spirli
visual project Bosul Kim e Seung Ho Jeong
produzione La MaMa Experimental Theatre Club con Motus
in coproduzione con Seoul Institute of the Arts, CultureHub
New York, Vooruit, Gent, Triennale Teatro dell’Arte, Milano
Emilia Romagna Teatro Fondazione, Grec Festival, Barcellona
L’arboreto – Teatro Dimora, Mondaino in collaborazione con Under The Radar Festival, New York
con il sostegno di MiBAC, Regione Emilia Romagna
lo spettacolo prevede scene di nudo integrale
spettacolo in lingua inglese con sovratitoli in italiano
Ci insegnano fin da bambini, se siamo fortunati, che gli individui non sono mai solo la somma delle loro parti biologiche e sociologiche. Ma raramente ho visto un esempio più caloroso e coinvolgente di questa ribellione alla statistica di quello offerto da Panorama. […] Si lascia sempre una produzione di Motus con la sensazione di aver passato del tempo in mezzo a una folla che si va continuamente moltiplicando. Ogni persona in scena contiene moltitudini. Ben Brantley, “The New York Times” 12/01/18
Panorama è una parola di origine greca formata dalla radice del verbo “vedere” e dalla parola “tutto” e sulla possibilità di “vedere il più possibile”, di intraprendere nuove avventure esistenziali Altrove, senza barriere o limiti all’orizzonte delle opportunità, è incentrato il progetto. É una biografia plurale e visionaria del gruppo interetnico di performers del mitico teatro dell’East Village newyorkese, fondato da Ellen Stewart, scaturita da lunghe interviste e ricerche nel background degli attori/attrici della compagnia: molti si sono spostati da altre città e continenti per realizzare il proprio progetto artistico a New York… Con il supporto del drammaturgo Erik Ehn – e un elaborato dispositivo visuale sviluppato al Seoul Institute of the Arts – Motus delinea nuovi panorami esistenziali, dove il nomadismo diventa una proprietà intrinseca dell’esistere (e dell’essere artista), mettendo a dura prova ogni tentativo di fissare irrevocabilmente persone, nazionalità, etnie, professioni in categorie gerarchiche e immutabili. É una ulteriore tappa del percorso inaugurato da MDLSX, in cui si rivendica il diritto alla non appartenenza, alla libertà di transitare da un genere all’altro, da una forma di vita all’altra – senza barriere – abbattendo ogni tipo di pregiudizio: Rosi Braidotti scrive di “appartenenza aperta alle Molteplicità” proponendo un’identità post-nazionalistica per tutte le popolazioni del mondo, fondata sul concetto di identità fluida e identità nomade. Panorama scava nel cuore di questa urgenza politica con un formato narrativo “post-documentario”, che attinge all’esperienza dell’essere attore (e straniero) in una società frantumata dal Trumpismo come quella americana, per esplodere in una caleidoscopica performance sull’umano diritto all’essere in movimento.
23 & 24 FEBBRAIO
MONDAVIO
TEATRO APOLLO
SEI PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE
da Luigi Pirandello
uno spettacolo di VicoQuartoMazzini
con Michele Altamura, Alice Conti, Simonetta Damato
Filippo Paolasini, Gabriele Paolocà
regia e luci Gabriele Paolocà
assistente alla regia Paola Ricci
produzione VicoQuartoMazzini, ATGTP
con il sostegno di Asini Bardasci
in collaborazione con
Associazione Asini Bardasci
Sei personaggi irrompono nella testa di un ex teatrante. Sono un padre, una madre e quattro figli. Sei personaggi incompleti, talmente incompleti da esser rappresentati anche solo con una parrucca o una giubba da marinaretto. Portano con sé un dramma doloroso, macchiato di sangue e vergogna. Chiedono all’ex teatrante di poterlo vivere lì, davanti a lui, affinché lui lo possa trascrivere donandogli vita eterna. L’ex teatrante è titubante. Lui ha smesso col teatro. “Io non voglio più essere io”, così dice a sua difesa.
Quando una compagnia del ventunesimo secolo, con le sue difficoltà e le sue gioie, le sue ambizioni e le sue amputazioni si mette di fronte a un classico di tale portata, la prima cosa che salta agli occhi è l’abissale distanza che c’è tra la sua condizione e quella della compagnia degli attori con cui si relazionano i sei personaggi nel testo originale. Attraverso la noia e il cinismo con cui fa parlare gli attori, Pirandello mette alla berlina un sistema tronfio di vizi e scarno di virtù, dove il suggeritore è incapace di suggerire, gli attori di recitare e il regista di imporre il proprio pensiero, dove l’uomo di teatro è paragonabile a un impiegato statale in attesa di finire il proprio turno di lavoro. No, noi (per fortuna e purtroppo) non siamo questo. Noi la compagnia degli attori la simboleggiamo attraverso un uomo solo, prigioniero dei ricordi, intrappolato in un passato decisamente più interessante del suo presente; un uomo che non ha più una compagnia, che ha smesso di fare teatro (perché si deve pur mangiare) ma che al teatro non riesce a smettere di pensare e l’ossessione di questo ricordo lo porta a compiere una sciocchezza: puntarsi una pistola alla tempia. Questo spettacolo potrebbe durare un istante, quell’istante, quando il freddo del ferro ti preme sulla tempia e il futuro, dall’altra parte, da dentro le cervella, aspetta in silenzio. È a quest’uomo che i personaggi chiedono di essere ascoltati, è a lui che chiedono di poter rappresentare la propria storia. È a lui che offrono una chance. Gabriele Paolocà
2 & 3 MARZO
MONDAVIO
TEATRO APOLLO
THE BLACK’S TALES TOUR
di e con Licia Lanera
e con Qzerty
regia Licia Lanera
sound design Tommaso Qzerty Danisi
luci Martin Palma
scene Giorgio Calabrese
costumi Sara Cantarone
consulenza artistica Roberta Nicolai
regista assistente Danilo Giuva
produzione Fibre Parallele
coproduzione CO&MA Soc. Coop. Costing & Management
con il sostegno di Residenza IDRA e Teatro AKROPOLIS
nell’ambito del progetto CURA 2017
e di Contemporanea Festival/Teatro Metastasio
in collaborazione con
Associazione Asini Bardasci
Le fiabe sono l’archetipo, sono la letteratura genuina dei più profondi sentimenti umani; sono sempre vive e parlano dell’uomo di ieri, di oggi e di tutti i domani possibili. Partendo da cinque fiabe classiche – La Sirenetta, Scarpette rosse, Biancaneve, La regina delle nevi e Cenerentola – spogliate della loro parte edulcorata e consolatoria tipica del mondo dei bambini e presentate in tutta la verità della loro versione autentica, Licia Lanera firma una scrittura originale che racconta incubi notturni e storie di insonnia, per parlare di alcune donne, delle loro ossessioni, delle loro manie, delle loro paure.
Arriva un tempo che è quello della notte. Arriva un tempo in cui dal tuo letto escono draghi e sirene, vecchie dal naso adunco e giovani spose, principi azzurri e maghi, gatti parlanti e serpi mozzate. Arriva un tempo che è pericoloso per chi non dorme, perché i pensieri si affastellano e strane creature ti vengono a trovare. Certe volte sono pensieri felici, ambizioni, aspettative, altre volte sono paure e orrori. Per me, che soffro d’insonnia, tutte le notti arriva un tempo magico e inquieto e questo tempo, per una sera, voglio condividerlo con gli spettatori. Travestita da icona pop, prendo in giro me stessa: la star. La star decomposta, la reginetta depressa. Arriva un tempo in cui racconto fiabe, o quello che ne resta, a suon di musica elettronica. Le fiabe sono l’archetipo, il pre-visto, il pre-detto. Sono la letteratura genuina dei più profondi sentimenti umani. Sono la parola che si tramanda, sono la filosofia che viene scritta. Sono quello che eri da bambino e quello che sarai da adulto. Arriva un tempo in cui le fiabe che conosci da sempre sono una scusa per dire di te. E dici ciò che mai, altrimenti, avresti avuto il coraggio di dire. Licia Lanera
7 MARZO
URBINO
TEATRO SANZIO
ERECTUS
PITHECANTHROPUS
progetto, regia e coreografia Michele Abbondanza e Antonella Bertoni
coreografie in collaborazione con i danzatori Marco Bissoli
Nicola Simone Cisternino, Cristian Cucco, Nicolas Grimaldi Capitello
musiche Pithecanthropus Erectus di Charles Mingus
luci Andrea Gentili
regia video Sebastiano Luca Insinga
realizzazione video Jump Cut
con il sostegno di Mibac- Direzione Generale per lo spettacolo dal vivo
Provincia autonoma di Trento – Servizio attività Culturali, Comune di Rovereto
Assessorato alla Cultura, Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto
Regione autonoma Trentino Alto Adige/Sudtirol
un ringraziamento particolare a Danio Manfredini e Tommaso Monza
ringraziamo inoltre Riccardo Brazzale
Progetto POIESIS 2017/2019
La morte e la fanciulla/Franz Schubert. 2017
Erectus/Charles Mingus. 2018
Pelleas e Melisande/Arnold Schoenberg. 2019
lo spettacolo prevede scene di nudo integrale
Proseguiamo nella traduzione stenografica e minuziosa di una partitura musicale in segno scenico: nel tentativo di trasformare musica e corpi in suono da vedere. Abbiamo trovato la musicalità necessaria nel genere del free jazz, segnatamente nell’album storico (1956) di Charles Mingus: Pithecanthropus erectus. In scena quattro danzatori, per dare forma, in questa seconda parte, a un punto di vista (inteso anche come “stato” e “posizione”), maschile. Attraverso il genio di Charles Mingus e la sua sperimentazione e polistrumentismo, tentiamo un possibile poliformismo del marziano maschio del ventunesimo secolo. In ascolto di questo “libero jazz” restituiamo corpi in libertà, sfrontatezza e rottura delle convenzioni. Attraverso una musica dalla radice nera, disfiamo e mescoliamo i codici della danza (bianca) che vengono riconosciuti a tratti, ma composti in modo selvatico, libero, imprevedibile; come “risputati” da questi danzatori in libertà che portano un background diverso tra di loro. È uno scardinare la disciplina dentro cui si muove l’umano, verso un’origine di spaccatura, di nascita, di uomo nuovo, dionisiaco. La pelle degli interpreti è ancora una volta l’unico abito scenico: la nudità per superare il concetto di danzatore e arrivare a vedere l’uomo.
13 MARZO
SAN COSTANZO
TEATRO DELLA CONCORDIA
PITECUS
di Flavia Mastrella e Antonio Rezza
con Antonio Rezza
quadri di scena Flavia Mastrella
(mai) scritto da Antonio Rezza
assistente alla creazione Massimo Camilli
disegno luci Daria Grispino
produzione RezzaMastrella
TSI La Fabbrica dell’Attore Teatro Vascello
Una “storica” creazione del 1995 che ha dato il via alla carriera di Antonio Rezza e Flavia Mastrella, insigniti, nel luglio 2018, del Leone d’Oro alla carriera al Festival Internazionale di teatro della Biennale di Venezia.
Pitecus racconta storie di tanti personaggi, un andirivieni di gente che vive in un microcosmo disordinato: stracci di realtà si susseguono senza filo conduttore, sublimi cattiverie rendono comici ed aggressivi anche argomenti delicati. Non esistono rappresentazioni positive, ognuno si accontenta, tutti si sentono vittime, lavorano per nascondersi, comprano sentimenti e dignità, non amano, creano piattume e disservizio. I personaggi sono brutti somaticamente ed interiormente, sprigionano qualunquismo a pieni pori, sprofondano nell’anonimato ma, grazie al loro narcisismo, sono convinti di essere originali, contemporanei e, nei casi più sfacciati, avanguardisti. Parlano un dialetto misto, sono molto colorati, si muovono nervosi e, attraverso la recitazione, assumono forme mitiche e caricaturali, quasi fumettistiche.
Pitecus si scaglia contro la cultura dell’assopimento e della quiescenza creativa.
16 MARZO
SAN COSTANZO
TEATRO DELLA CONCORDIA
DANIEL BLUMBERG
IN CONCERTO
in collaborazione con
KLANG Altri suoni, altri spazi
Già membro di varie band (Cajun Dance Party, Yuck, Heb-Hex e Guo) e autore di varie opere sotto altre denominazioni (Hebronix e Oupa), nonché collaboratore di artisti come Tony Crow dei Lambchop, Neil Hagerty, Jad Fair, Norman Blake, Low e Silver Jews, il ventisettenne compositore inglese Daniel Blumberg mette a punto il primo tassello di una carriera solista dalle connotazioni più decise e mature. Minus, è uscito il 4 maggio 2018 su Mute Records. Minus è un lavoro sorprendente che coniuga improvvisazione e musica libera al più grezzo songwriting emotivo, radicato nel profondo tumulto personale che Blumberg ha vissuto mentre lavorava al disco. Il primo assaggio di Minus arriva con il video per la title track, ambientato nel capannone in cui Daniel ha scritto la maggior parte del disco e creato la copertina dell’album. È stato montato a Budapest dal pluripremiato editore cinematografico ungherese David Jancso (White God, The Childhood Of A Leader). L’album è stato registrato dal vivo con il leggendario produttore Peter Walsh (collaboratore di Scott Walker da Climate Of Hunter) in soli cinque giorni presso una remota residenza in Galles, durante un periodo difficile causato da una debilitante rottura con la partner di sette anni e alla continua lotta di Blumberg con la malattia mentale che ha provocato il suo ricovero solo una settimana prima della registrazione. In precedenza Blumberg aveva trascorso gran parte degli ultimi cinque anni lavorando esclusivamente all’interno della comunità di musicisti radicali del Café OTO di Londra, dove ha improvvisato regolarmente con una schiera di musicisti lungimiranti e intransigenti. Da questa comunità Blumberg ha sviluppato una forte relazione creativa con il violinista Billy Steiger e il contrabbassista Tom Wheatley, e insieme hanno creato una nuova, singolare musica incentrata sul songwriting di Blumberg. Il venerato batterista Jim R White White (Dirty Three, Smog, Cat Power) si è unito al trio per le sessioni dell’album.
A soli 27 anni, Blumberg ha alle spalle una ricca storia musicale; dalla sua prima band che ha firmato per XL mentre lui andava ancora a scuola, ai progetti di Oupa e Hebronix, alle collaborazioni creative con artisti del calibro di David Berman (Silver Jews), Low Lambchop e Neil Michael Hagerty dei ROYAL TRUX (con il quale Blumberg si è esibito come membro di Howling Hex). Con Minus, però, c’è la sensazione che Daniel Blumberg sia finalmente arrivato nel posto che stava cercando: un lavoro che lo conferma tra le voci contemporanee più uniche della Gran Bretagna e che ambisce al titolo di modern classic.
19 MARZO
URBINO
TEATRO SANZIO
I RAGAZZI DEL MASSACRO
tratto dal romanzo di Giorgio Scerbanenco
uno spettacolo di Paolo Trotti
con Stefano Annoni, Diego Paul Galtieri e Federica Gelosa
regia Paolo Trotti
assistente alla regia Veronica Scarioni
realizzazione scene e costumi Francesca Biffi
assistente scenografa Paola Tognella
produzione Teatro Linguaggicreativi
spettacolo vincitore del bando NEXT ed. 2018
Laboratorio delle idee per la produzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo
[progetto di Regione Lombardia]
I ragazzi del massacro, tratto dall’omonimo romanzo di Giorgio Scerbanenco, è uno spettacolo sulla giustizia. Della necessità di perseguire la verità anche quando tutti sono convinti del contrario. Tratta dell’importanza di un pensiero autonomo. Tratta di una maestra assassinata dai suoi undici allievi della scuola serale, un giorno di maggio del 1968 e di un uomo che non si arrende alle apparenze. Di una voce fuori dal coro, quella di Duca Lamberti, che non vuole il mostro in prima pagina, ma crede che la giustizia sia sopra ogni convenienza. La giustizia è etica. È politica. Attorno all’omicidio si agita il ‘68. Con le manifestazioni, le occupazioni e gli scontri
di piazza. Una piccola storia dentro alla grande Storia. Una storia umana, che appartiene a tutta quell’umanità che crede che la verità sia un bene necessario e la giustizia una vittoria del genere umano contro la barbarie. Ma non è una bandiera. Lo spettacolo entra nelle pieghe dell’umanità dei personaggi, un mondo in cui nessuno è solo eroe o solo mostro, ma ognuno porta il suo conflitto dentro di sé. Un conflitto continuo Contemporaneamente è la storia di un’indagine con la scansione dell’Hard Boiled. Una città fredda. Un corpo martoriato. E undici colpevoli. Ma non tutto è ciò che sembra. O che è opportuno, politicamente, far sembrare.
20 MARZO
FANO
TEATRO DELLA FORTUNA
BOWLAND
IN CONCERTO
in collaborazione con
KLANG Altri suoni, altri spazi
[data zero]
BowLand è un progetto musicale nato a Firenze da tre amici che si sono incontrati a Teheran ma che trova le sue radici in uno spazio dove atmosfere fluttuanti e suoni insoliti si fondono con voci eteree e ritmi groovy. è un’ascesi, una terra sognata e sognante dove i tre ragazzi sono arrivati senza pianificarlo.
Nel 2017 esce Floating Trip, primo album della band, ovvero una somma delle influenze artistiche del loro percorso maturato negli anni – dai Gorillaz ai Portishead, passando per le Cocorosie e Nicolas Jaar. Tracce le cui parole sono diretta conseguenza della musica, origine primaria; pezzi che portano dentro un’innata radice mediorientale ma che di steriotipo o di definizioni forzate non hanno nessuna parvenza.
Nel 2018 sconvolgono e rapiscono il pubblico Italiano arrivando, con la stessa personalità e con i propri colori, fino alla finale del programma televisivo XFactor Italia presso il Mediolanum Forum di Milano.
Per il 2019, il viaggio è partito e vuole accogliere tutti, con un nuovo album e tanto altro da vedere e ascoltare. Perchè BowLand è un pianeta tutto da scoprire.
23 MARZO
PESARO
TEATRO ROSSINI
NÄSS
[PEOPLE]
coreografia Fouad Boussouf
coreografo assistente Bruno Domingues Torres
interpreti Elias Ardoin, Sami Blond, Mathieu Bord, Maxime Cozic
Loïc Elice, Justin Gouin, Nicolas Grosclaude
disegno luci Françoise Michel
costumi e scenografia Camille Vallat
musica Roman Bastion
produzione Massala Dance Company
coproduzione Théâtre Jean Vilar – Vitry-sur-Seine
Le Prisme – Élancourt, Institut du Monde Arabe – Tourcoing
Fontenay-en-Scènes – Fontenay-sous-bois, Théâtre des Bergeries – Noisy-le-Sec
La Briqueterie – CDC du Val-de-Marne, Le FLOW – Pôle Culture Ville de Lille
ADAMI, Institut Français de Marrakech
residenze La Briqueterie – CDC du Val-de-Marne, POC d’Alfortville
Centre National de la Danse, Le FLOW – Pôle Culture Ville de Lille
Studios Diptyk – St-Etienne, Cirque Shems’y – Salé, Morocco
financial support Conseil départemental du Val-de-Marne
Région Ile-de-France, ARCADI
+ masterclass gratuita per allievi scuole danza della città
Ritmo, primordiale e incalzante. Su questi battiti, sette danzatori maschi giungono insieme, combinando hip hop e figure di danza tradizionale. Tra incontro e scontro, Näss conduce alle strade del Marocco, dove modernità e tradizione si incontrano. Al confine tra sacro e profano, tra frenesia moderna e rituali ancestrali, Näss rappresenta la fusione dello spirito popolare e l’urban dell’hip hop. Fonte di ispirazione sono le danze regionali del Marocco: taskiwine e regadda, così come il misticismo della tradizione Gnawa. La famosa storica band Nass el Ghiwane, attiva negli anni ’70 in Marocco, è stata una importante chiave di ispirazione. I loro testi ricordavano una strana connessione con la corrente anti-sistema di rap e hip hop statunitensi degli stessi anni. Un sorta di hip hop più spirituale, impregnato di tradizioni ancestrali. Näss rivela una dimensione universale, l’eterna ricerca di uomini e donne per un altrove, spirituale o fisico, utilizzando il linguaggio del ritmo, che unisce e muove il corpo.
Ho composto Näss come un respiro, sia fisico sia mistico, che ricorda quanto sia importante essere fermamente radicati al proprio luogo di origine, così da percepirne le vibrazioni. Fouad Boussouf
23 & 24 MARZO
MONDAVIO
TEATRO APOLLO
THIORO
UN CAPPUCCETTO ROSSO
SENEGALESE
ideazione Alessandro Argnani, Simone Marzocchi e Laura Redaelli
con Fallou Diop, Adama Gueye, Simone Marzocchi
coproduzione Teatro delle Albe/Ravenna Teatro, Accademia Perduta/Romagna Teatri
Ker Théâtre, Mandiaye N’Diaye
regia Alessandro Argnani
ringraziamenti Casa Residenza Anziani e Centro Diurno “Garibaldi e Zarabbini”
in collaborazione con
Asini Bardasci
Thioro è uno spettacolo nato in Senegal, nuova occasione d’incontro nel solco della feconda relazione del Teatro delle Albe con Diol Kadd e gli attori legati a Mandiaye N’Diaye. Mettendo in corto circuito la fiaba europea di Cappuccetto Rosso con la tradizione africana, Thioro vede in scena e in dialogo Adama Gueye, Fallou Diop, attori e musicisti, e Simone Marzocchi, compositore e trombettista. Un viaggio dal ritmo pulsante, che grazie all’intreccio di lingue, strumenti e immaginari, porterà ogni spettatore alla scoperta non del bosco ma della savana, e all’incontro non con il lupo ma con Buky la iena.
26 MARZO
PESARO
TEATRO ROSSINI
MACBETTU
tratto da Macbeth di William Shakespeare
di Alessandro Serra
con Fulvio Accogli, Andrea Bartolomeo, Leonardo Capuano, Andrea Carroni
Giovanni Carroni, Maurizio Giordo, Stefano Mereu, Felice Montervino
traduzione in sardo e consulenza linguistica Giovanni Carroni
collaborazione ai movimenti di scena Chiara Michelini musiche pietre sonore Pinuccio Sciola
regia, scene, luci, costumi Alessandro Serra
produzione Sardegna Teatro
in collaborazione con Compagnia Teatropersona
con il sostegno di Fondazione Pinuccio Sciola, Cedac Circuito Regionale Sardegna
Premio UBU 2017 Miglior Spettacolo
Premio ANCT 2017 (Associazione Nazionale dei Critici di Teatro)
[spettacolo in lingua sarda con sovratitoli in italiano]
Il Macbeth di Shakespeare recitato in sardo e, come nella più pura tradizione elisabettiana, interpretato da soli uomini. Questo il progetto di Alessandro Serra, regista e fondatore della compagnia Teatropersona. L’idea nasce nel corso di un reportage fotografico tra i carnevali della Barbagia. I suoni cupi prodotti da campanacci e antichi strumenti, le pelli di animali, le corna, il sughero. La potenza dei gesti e della voce, la confidenza con Dioniso e al contempo l’incredibile precisione formale nelle danze e nei canti. Le fosche maschere e poi il sangue, il vino rosso, le forze della natura domate dall’uomo. Ma soprattutto il buio inverno. Sorprendenti le analogie tra il capolavoro shakespeariano e i tipi e le maschere della Sardegna. La lingua sarda non limita la fruizione ma trasforma in canto ciò che in italiano rischierebbe di scadere in letteratura. Uno spazio scenico vuoto, attraversato dai corpi degli attori che disegnano luoghi ed evocano presenze. Pietre, terra, ferro, sangue, positure di guerriero, residui di antiche civiltà nuragiche. Materia che non veicola significati, ma forze primordiali che agiscono su chi le riceve.
È uno spettacolo da vedere, organizzato registicamente con la consapevolezza lucida del testo shakespeariano metafora della violenza fine a se stessa, ma soprattutto interessante per l’autonomia di azione e di estetica, per come esce dai percorsi risaputi della nuova scena italiana. Anna Bandettini, “la Repubblica”
Uno dei lavori migliori di questa stagione. Camilla Tagliabue, “Il Fatto quotidiano”
30 MARZO
PESARO
CHIESA DELL’ANNUNZIATA
ETTA BOND
IN CONCERTO
nell’ambito di
KLANG Altri suoni, altri spazi
Nata a Cambridge e residente a Londra, Etta Bond è una cantante e autrice dall’intensa voce soul che trae ispirazione dalla tradizione di Etta James e Billie Holiday e spinge le sue composizioni nelle trame più attuali del New-Soul contaminato con l’HipHop e l’R&B. Definita dalla stampa britannica “Skinhead Soul Princess” è stata inserita dalle riviste “The Guardian” e “The Fader” nei primi posti delle classifiche “raising star” del panorama UK.
Etta Bond, all’anagrafe Henrietta Bond è nata il 2 dicembre 1989. Per il suo debutto nel panorama musicale ha collaborato con il produttore DaVinChe avendo già all’attivo i singoli demo Ask me to stay e Come over. Come Henrietta ha partecipato alla canzone di DaVinChe No significance che inoltre è presente nella colonna sonora del film 4.3.2.1 diretto da Noel Clarke e Mark Davis.
Etta Bond ha inoltre partecipato al secondo album in studio del rapper inglese Wretch 32, Black and White nel brano Forgiveness.
4 APRILE
PESARO
TEATRO SPERIMENTALE
NIGHT WRITER
GIORNALE NOTTURNO
testo, scene e regia Jan Fabre
traduzione Franco Paris
musica Stef Kamil Carlens
con Lino Musella
drammaturgia Miet Martens e Sigrid Bousset
produzione Troubleyn / Jan Fabre e Aldo Grompone
coproduzione La Triennale di Milano, Lac Lugano, Teatro Metastasio di Prato
Fondazione Teatro Piemonte Europa, Marche Teatro
Teatro Stabile del Veneto- Teatro Nazionale
produzione esecutiva e distribuzione Aldo Miguel Grompone
Lo spettacolo è un’autobiografia del pensiero dell’artista Jan Fabre, cui l’attore Lino Musella darà corpo e voce. Un flusso di riflessioni, pensieri sull’arte e sul teatro, sul senso della vita, sulla famiglia, sull’amore e sul sesso, dai vent’anni del giovane ambizioso, autoironico, sempre fortemente determinato Jan Fabre, sino alla maturità dell’artista noto oggi in tutto il mondo.
Il testo comprende diverse pagine dei diari personali di Fabre, raccolti nei due volumi del Giornale Notturno, pubblicati in Italia da Cronopio; e brani tratti da: La reincarnazione di Dio, L’Angelo della Morte, Io sono un errore, L’imperatore della perdita, Il Re del plagio, Corpo, servo delle mie brame, dimmi…, Io sono sangue, La storia delle lacrime, Drugs kept me alive.
La lettura del diario ci introduce alle molteplici, contraddittore e intriganti sfaccettature di Jan Fabre, che si rivela di volta in volta visionario, disarmante e scaltro, pungente e commovente, provocatorio ed esitante, sovversivo e orgoglioso della propria tradizione figurativa fiamminga. […] Emerge poi un’evidente e significativa discrepanza tra la vita del giorno, ricca comunque di impressioni, sensazioni, lavoro, performance, mostre, progetti e quella – se possibile ancora più intensa – della notte, intima, lacerante, sconvolgente, colma di furia creativa, ora meditativa, ora sanguigna. L’affermazione di una curiosità senza limiti e di un’inesauribile energia ruotano già in queste pagine intorno al ruolo del corpo, un corpo che è nel contempo spirituale e materiale, culturale e viscerale, sede del pensiero ma anche di sangue, urina, sperma, nucleo dell’eterno flusso di nascita-morte-rinascita. […] Un ritratto al rosso profondo e coinvolgente. Franco Paris
Jan Fabre è artista visivo, regista e autore teatrale. Da quarant’anni è tra le figure più innovative della scena internazionale. Ha esposto nei più importanti musei e istituzioni d’arte internazionali, dal Louvre a Parigi, all’Hermitage di San Pietroburgo, alla Biennale di Venezia. Tra i suoi lavori teatrali più recenti: Mount Olympus. To glorify the cult of tragedy del 2015 rappresentato in tutto il mondo; e l’ultimo Belgian rules/Belgium rules, che ha debuttato a Vienna a luglio 2017 dopo l’anteprima a Napoli.
6 APRILE
PESARO
TEATRO ROSSINI + TEATRO SPERIMENTALE
+ CHIESA DELL’ANNUNZIATA
MECNA + MALDESTRO + DUTCH NAZARI
TRIPS / EXPLORING MILLENIALS SOUND
progetto artistico
Edoardo Gessi & AMAT
MECNA
Blue Karaoke, il quarto album è uscito il 22 giugno 2018, è stato registrato al Macro Beats Studio, mixato e masterizzato da Gigi Barocco allo Studio 104 di Milano. Il disco è una raccolta di canzoni che si sviluppano su melodie semplici e lineari, come succede per i brani immortali, a cui l’artista ha cucito addosso sonorità ricercate, aprendosi a territori elettronici inesplorati per sperimentare nuove forme di scrittura e struttura.
Io che per vincere / Non so più con chi devo combattere. Mecna
Mecna è stato la vera rivelazione della stagione 2012/2013: il suo album d’esordio Disco Inverno (Macro Beats/Audioglobe) ha conquistato subito i media specializzati, il pubblico hip hop e tutta la scena indipendente italiana, portando il rapper foggiano in un lunghissimo tour che ha toccato più volte ogni regione d’Italia, fino ad esibizioni su palchi importanti come quello dell’Hip Hop TV B-Day al Mediolanum Forum di Milano (sia nel 2012 che nel 2013) e del Miami Festival insieme al meglio della musica indipendente italiana. Nell’aprile 2013 è uscito Disco Inverno – Rare & Unreleased (Macro Beasts/Audioglobe), uno spin-off del fortunatissimo Disco Inverno che ha riportato Mecna ancora in tour. Nel settembre 2013 il MEI, Meeting delle Etichette Indipendenti, ha voluto premiare Mecna con la Targa Giovani MEI 2.0 come Miglior Solista. Ha inoltre vinto lo speciale Premio “Social”, assegnato al giovane artista che fa il miglior uso dei social network per la diffusione della propria musica. Nel 2015 ha pubblicato l’album “Laska” per Macro Beats/Universal Music. A gennaio 2017 è uscito Lungomare Paranoia, disco annunciato attraverso un live sui social. All’inizio del 2018 ha pubblicato il singolo Pratica. Il 27 aprile 2018 è uscito su tutte le piattaforme digitali il singolo Tu ed Io composto con la partecipazione di CoCo, stilisticamente è una nuova affermazione da parte di Mecna della propria singolarità all’interno del panorama musicale italiano. Il brano è prodotto da Iamseife, che tra echi house e sapori nuovi per l’artista, riesce a costruire il background perfetto per le rime dei due, accomunati da sempre dalla ricerca di un sound preciso, intimo e universale.
MALDESTRO
Pseudonimo di Antonio Prestieri (Napoli, 11 marzo 1985), è un cantautore italiano. Comincia giovanissimo a studiare pianoforte ma durante l’adolescenza si avvicina al teatro e da quel momento decide di dedicarsi completamente alla recitazione, alla regia ed alla drammaturgia. Scrive oltre quindici opere e vince numerosi premi e riconoscimenti. Nel 2013 decide di pubblicare alcune canzoni tra le quali Sopra al tetto del comune e Dimmi come ti posso amare, brani che gli faranno vincere tra il 2013 e il 2014 numerosi premi (tra i quali il Premio Ciampi, De André, SIAE, AFI, Palco Libero e Musicultura) e che saranno poi contenuti nel suo primo album Non trovo le parole, pubblicato il 14 aprile 2015 e con il quale è arrivato secondo alla Targa Tenco come miglior album d’esordio. Maldestro è stato inoltre inserito nell’album del Club Tenco dedicato a De André. Nel 2017 partecipa al Festival di Sanremo con il brano Canzone per Federica, classificandosi al secondo posto fra le “Nuove Proposte” e vincendo il Premio della Critica del Festival della canzone italiana Mia Martini relativo a tale sezione, il Premio Lunezia, il Premio Jannacci, il Premio Assomusica e il Premio Miglior Videoclip. Il 24 marzo 2017 pubblica il secondo album, I muri di Berlino. Il disco contiene fra gli altri il brano Abbi cura di te, che viene inserito nella colonna sonora del film Beata ignoranza. Nel giugno 2018 pubblica l’album dal vivo Acoustic Solo (registrato durante il tour teatrale dello stesso anno).
A novembre 2018 uscirà il suo nuovo album in studio dal titolo Mia Madre Odia Tutti Gli Uomini. L’album arriva dopo l’esperienza del Festival di Sanremo 2017 dove, con il brano Canzone per Federica presentato nella categoria Nuove Proposte, si è classificato al secondo posto vincendo il Premio della Critica del Festival della canzone italiana “Mia Martini” relativo a tale sezione, il Premio Lunezia, il Premio Jannacci, il Premio Assomusica e il Premio Miglior Videoclip. Da allora tantissimi concerti e un album realizzato in acustico in solo, presentando caratteri del tutto diversi dal precedente. Ora con questo nuovo disco l’esperienza, dapprima intima e solitaria, diviene racconto di vita. In Mia madre odia tutti gli uomini, infatti, Maldestro ha scelto di raccontare una parte della sua vita, come un flusso di coscienza rimandato da uno specchio. Dieci storie che ci prendono per mano e ci portano nel mondo di Antonio senza alcuna riserva. Il cantautore sceglie, per questo nuovo viaggio, di fermare nel disco una parte del suo cammino, dove inevitabilmente l’ascoltatore trova una parte della proprio vita. La produzione artistica è stata affidata a Taketo Gohara, sound designer che ha firmato lavori di Vinicio Capossela, Brunori Sas, Marta sui Tubi, Negramaro, Motta, Ministri, Verdena, Mauro Pagani e molti altri artisti.
DUTCH NAZARI
Esce il 18/09/2018 per UNDAMENTO Calma Le Onde, il nuovo brano di Dutch Nazari – prodotto da Sick et Simpliciter – primo estratto dal nuovo album di prossima uscita. Dutch Nazari torna con il suo “cantautorap” unico, atipico, sempre personale. Sonorità elettroniche che ora si fanno più incalzanti, suoni stratificati che si mescolano con le metriche del rap e la cifra comunicativa dei poetry slam. Al centro del brano il testo: una carrellata di immagini, situazioni, eventi raccontati attraverso un flow mozzafiato ed una tagliente ironia.
Dutch Nazari, classe 1989, è nato e cresciuto a Padova, dove all’età di 16 anni si è avvicinato alla scena hiphop, contribuendo a fondare il collettivo Massima Tackenza. Negli anni dell’università, l’incontro con il poeta Alessandro Burbank e con il producer Sick et Simpliciter (al secolo Luca Patarnello) lo portano ad avvicinarsi a sonorità elettroniche e a mescolare le metriche del rap con la cifra comunicativa dei poetry slam. Nel 2014 Dutch Nazari entra nel roster di Giada Mesi, etichetta fondata da Dargen D’Amico, con la quale nell’autunno dello stesso anno pubblica l’ep dal titolo Diecimila Lire. Interamente prodotto da Sick et Simpliciter, riscuote grande interesse sia da parte della critica che del pubblico, posizionandosi ai vertici delle classifiche dei “migliori dischi del 2014” dei principali portali del settore. Nell’estate del 2016 l’uscita dell’ep Fino a Qui prepara la scia per il primo album ufficiale: Amore Povero esce a marzo 2017 per Undamento/Giada Mesi. L’album è ancora una volta il frutto della collaborazione con Sick et Simpliciter, presente sia in studio nella realizzazione del progetto, che sul palco nelle performance live. L’uscita dell’album Amore Povero porta alla consacrazione nazionale, con un tour di oltre sessante date in tutta Italia, e la partecipazione a festival di grande prestigio come il Mi Ami (Milano) e l’AMA Festival (Asolo). L’album riceve recensioni positive da riviste e giornali dall’estrazione più varia, da “Rockit” a “la Repubblica”, proiettando il progetto al di fuori del genere musicale “rap”. Tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018 escono due nuovi singoli (Qui da Poco e Mai Via).
9 APRILE
URBINO
TEATRO SANZIO
PRIMITIVA
coreografie e danza Manfredi Perego
musiche Paolo Codognola
luci Giovanni Garbo
produzione TIR Danza
coproduzione Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza
in collaborazione con Centro Nazionale di Produzione della Danza Scenario Pubblico CZD
Teatro delle Briciole/Solares Fondazione delle Arti, MP.ideograms, ResiDance XL
artista associato presso Centro Nazionale di Produzione della Danza Scenario Pubblico/CZD
GEOGRAFIE DELL’ISTANTE
concept/coreografia Manfredi Perego con Chiara Montalbani, Silvia Oteri
luci Giovanni Garbo musiche Paolo Codognola
produzione MP.Ideograms, TIR Danza
in collaborazione con CSC – Centro della Scena Contemporanea di Bassano
del Grappa, Armunia, Tuscania Teatro/Vera Stasi, H(abita)T – Rete di spazi
per la danza /Teatro Consorziale di Budrio
con il contributo di Fondo per la Danza D’autore/Regione Emilia-Romagna
Primitiva nasce da una ricerca incentrata su elementi primari che abitano la corporeità: è un viaggio mnemonico all’interno della più antica percezione di sé, quella animalesca e al contempo impulsiva e fragile. La coreografia è anche utopia, l’utopia di riscoprire l’origine di impulsi sconosciuti da noi creati, con tutto il timore che ne consegue nel percepire sottopelle una natura che non sapevamo abitarci, o che, forse, abbiamo solo intuito. Per poter giungere alla parte originaria e autentica, la ricerca richiama una temporalità lontana residente in noi stessi e il collegamento con memorie primarie, strettamente connesse con il luogo che ospita il corpo. Un ambiente in continua ma lenta modifica, generato da un tempo autonomo non controllabile o modificabile dall’uomo.
Geografie dell’istante nasce dall’esigenza di trasferire in codice la capacità di trasformazione dei corpi quando sono aperti ad un ascolto profondo con l’ambiente. Tale processo crea una pratica corporea che sviluppa la capacità di cogliere l’attimo e farsi attraversare da questo, la velocità con la quale un momento può cambiare la sua portata e diventare esperienza profonda, esperienza che ci attraversa nei modi più diversi. Non un lavoro sulla sorpresa, ma sulla reazione emotiva tra corpo e luogo. Il corpo è considerato come una geografia fisica attraversata da attimi che rompono il tempo ordinario, attivando il sistema emotivo percettivo in un quadro senza inizio e senza fine. L’istante è la frazione minima temporale che attiva il tempo dell’anima, della coscienza. Si muove tra le fratture di un tempo ordinato, coglie, scuote, “pizzica” la geografia dell’anima. Solo un breve attimo e avviene una reazione nel corpo che risuona all’interno di una mappa fisico-emotiva che dimora in noi. Si aprono gli occhi, si respira, si è attraversati da impulsi. Se il corpo è scrittura del nostro essere nel mondo, quando è ricettivo avvengono reazioni impreviste, forti, intime, non necessariamente sincroniche. Geografia dell’istante muta la grafia del corpo da dentro a fuori, senza nascondere la capacità di essere fortemente corporei nel qui ed ora. È sufficiente un rumore, un respiro, un passo, un contatto, una luce, un vento, un’onda, un’immagine, reazioni al naturale, lontane dal mondo
iconico digitale, pulito, perfetto, spazialmente ordinato ed organizzato. Fulcro del progetto è quindi il corpo e la sua capacità di essere cassa di risonanza dell’anima.
Formatosi nell’ambito delle arti marziali e della danza contemporanea, Manfredi Perego ha partecipato all’Accademia Isola Danza diretta da Carolyn ed è stato interprete per diverse compagnie di danza contemporanea in Europa e in Italia. Nel 2014 fonda la compagnia MP.Ideograms, supportata nella produzione da TIR Danza, che fa riferimento a una maniera di pensare il movimento come primitivo/poetico e alla scrittura per ideogrammi come metafora di un corpo comunicativo, portatore di significato.
DAL 9 AL 14 APRILE
PESARO
SPETTACOLO ITINERANTE
MEDEA PER STRADA
drammaturgia Elena Cotugno e Fabrizio Sinisi
con Elena Cotugno
ideazione e regia Gianpiero Borgia
produzione Teatro dei Borgia
spettacolo itinerante su furgoncino con posti limitati
partenza dall’ingresso artisti del Teatro Rossini
prenotazione obbligatoria
Quello che proponiamo al pubblico è una esperienza che va oltre il semplice assistere a uno spettacolo teatrale.
Gli spettatori, non più di sette, vengono invitati a salire su un furgoncino, un vecchio ferro del ’94 allestito da Filippo Sarcinelli che rievoca un teatrino, oppure un postribolo viaggiante. Il furgone parte e percorre la strada, non una ma tutte le strade della prostituzione. Ogni città ne ha una: Via Ripamonti, Viale Cristoforo Colombo, Statale 231, Riviera Nord, Lungo mare Canepa. L’attrice, Elena Cotugno, sale come una di quelle e ci racconta la storia di una giovane migrante, scappata dal proprio paese, arrivata in Italia e finita a prostituirsi per amore di un uomo da cui si crede ricambiata e da cui ha due figli. In ogni città ci lasciamo condurre dalle associazioni che si occupano di tratta e prostituzione in un viaggio attraverso quei luoghi, raccogliendo storie, osservando come il fenomeno cambi pur restando sempre fedele agli stessi rituali: abbordaggio, contrattazione, consumo della prestazione. Ci sono roulotte, ombrelloni, furgoni, fuochi, luoghi di avvicinamento, di sfruttamento e schiavitù.
Innamorata, ingannata, anche quando le sembra di aver raggiunto una possibile, misera stabilità, casa, compagno e figli. No, buttata ancora e sempre in strada costretta a sfilarsi mille mutandine per sopravvivere e la sua risposta sarà la violenza cieca e distruttiva di chi non ha più una vita da vivere. E nella verità di una finzione si staglia la reale, vuota, opportunistica crudeltà dei moderni Giasone e di una società che tutto considera merce, passa e va.
Magda Poli, “Corrire della Sera”
Contatto ravvicinato con una persona vera, ossia assai convincentemente incarnata da un’attrice, Elena Cotugno, che certo si basa su ricerche e interviste sul campo. Settanta minuti che non lasciano indifferenti.
Masolino D’Amico, “La Stampa”
13 APRILE
PESARO
CHIESA DELL’ANNUNZIATA
[PROGETTO DI RESIDENZA]
TEORIA DELLA CLASSE DISAGIATA
[PRIMO STUDIO]
uno spettacolo tratto dal libro di Raffaele Alberto Ventura drammaturgia Sonia Antinori
con Giacomo Lilliù, Matteo Principi regia Giacomo Lilliù
un progetto di Collettivo ØNAR, MALTE
Immaginate un’azienda che fabbrica un certo tipo di macchi-na in previsione di una domanda molto ampia. Immaginate poi che la previsione si riveli completamente sbagliata: la do-manda si è contratta e le macchine non si vendono. Immaginate allora tutte queste belle macchine, oramai inutili, abbandonate nei magazzini. O svendute. Smontate. Distrutte. Bene. Ora immaginate di essere una di quelle macchine.
Una generazione cresciuta con il dovere morale di inseguire passioni, prosciugare patrimoni familiari e primeggiare nella scalata sociale, che si ritrova oggi con un terreno che le frana sotto i piedi. Una classe media delusa, disforica, fin troppo acculturata, non più agiata, come diceva a fine Ottocento Thornstein Veblen, bensì disagiata.
Teoria della classe disagiata è un saggio che ha dimostrato di saper raccontare empaticamente i millennials e il loro risentimento sommerso. Per spiegare questa “tragedia esistenziale”, l’autore ricorre costantemente alla letteratura teatrale, da Shakespeare a Goldoni, da Molière a Cechov: così, ha naturalmente preso forma l’idea che tale analisi potesse trovare in scena una traduzione efficace. In un non-luogo in cui si incontrano atmosfere fin de siècle ed estetiche web, due figure illustrano, drammatizzano ed estremizzano i rap-porti di potere e la competizione disperata che la Teoria descrive: uno è la ragione, il sacerdote, l’economo; l’altro è il sentimento, il sacrifica-to, il bovarista. Sono il todestrieb e il lebenstrieb della classe disagiata, costantemente in conflitto ma inevitabilmente uniti nell’officiare un rituale-lezione in cui ideali e illusioni brucia-no fino alla cenere. “La classe disagiata verrà interamente consumata. Un solo compito le resta: testimoniare.”
L’obiettivo è utilizzare il teatro per mettere tutti, pubblico e attori, di fronte allo specchio, chiamandoli a confrontarsi con le proprie ansie, le proprie contraddizioni profonde, il proprio intimo e condiviso disagio.
Per quanto mi riguarda, al momento quello che a me interessa è smascherare il teatro, aprire nel guscio della finzione delle crepe che si allargano e lo frantumano per rivelare qualcosa di incomprensibile e nudo. In sala prove ricerco quel quid sepolto, quel lembo di carne viva, ad alta suscettibilità, che se raggiunto ci fa veramente, crudamente reagire, al di là del fare-finta. Pur trovando più di un’eco di questo intento nella verve decostruttiva di Teoria, ero consa-pevole che una trasposizione scenica non sarebbe stata immediata. Il saggio non offre appigli narrativi, e per di più unisce all’esposi-zione specialistica un uso sapiente dell’ironia radicale e impassibile che si coltiva sui so-cial. Per un attore, sono elementi che posso-no complicare quel processo delicato che è lo stabilire una connessione profonda con il materiale. Ma sotto l’argomentazione stringente e l’ironia, abbiamo sempre e comun-que sentito pulsare un nervo scoperto, che potrebbe essere riassunto nella citazione di Walser con cui Teoria si apre, e, in particola-re, nella parola “innocenza”.
La traiettoria che con Sonia e Matteo abbiamo provato a tracciare nei primi workshop si è delineata quindi come un portare alle estreme conseguenze le premesse e i tratti che compromettono i disagiati. Sebbene dia-metralmente opposte, le due figure in scena sono ugualmente corrose da una colpevolezza meschina, covata dal loro risentimento e dalle loro aspirazioni. Mentre uno si inabissa nel suo cinico filosofare, l’altro si perde nel sogno delle sue aspirazioni, ma alla fine, pur di evitare la sofferenza reale del declassa-mento, sono entrambi disposti a tutto, anche a immolarsi. Puntiamo così a rendere giustizia all’inquietudine complessa e carsica che percorre Teo-ria; a dire il vero, la speranza è anche di riuscire, in qualche modo, a esorcizzarla. Giacomo Lilliù
18 APRILE
PESARO
CHIESA DELL’ANNUNZIATA
NUOVA DANZA ITALIANA
ANTICORPI EXPLO
in collaborazione con Anticorpi XL
Una generazione di artisti rende vivace lo scenario della danza contemporanea italiana: la serata presenta alcune delle più interessanti e originali performance emerse dalla Vetrina della giovane danza d’autore promossa dal Network Anticorpi XL (di cui AMAT è partner per le Marche), prima rete nazionale indipendente per la promozione della danza d’autore. Una serata energica e dal sapore creativo in cui si potranno vedere vari lavori di formato breve (15/20 minuti).
24 APRILE
FANO
TEATRO DELLA FORTUNA
IL REGNO PROFONDO
PERCHÉ SEI QUI?
lettura drammatica
scritto da Claudia Castellucci
regia vocale Chiara Guidi
interpretato da Claudia Castellucci e Chiara Guidi
musiche Scott Gibbons, Giuseppe Ielasi
produzione Societas
“Perché sei qui?” è la prima di molte domande che due ‘luogotenenti’ arroccate su un podio si scambiano. Sono domande elementari, di discorsi ancora più poveri, ma se vi si badasse, come è qui il caso, si aprirebbero crepacci sulla superficie sicura della loro quotidianità. L’abitudine delle cose quotidiane entra all’improvviso nel turbine del dubbio radicale, e la logica stringente cui le due figure si sottopongono è captata da un’ironia che pretende onestà. Le due figure sono ‘luogotenenti’ perché presidiano un luogo su cui sono arroccate, simbolo di fermezza circa il compito di difendere la logica del loro ragionare. L’unico motore, su cui tutto ruota, è la generazione continua di domande insaziate da provvisorie risposte, comprese quelle fornite dalla religione, che pure è la scienza del definitivo. Il carattere scettico e vedovile del dialogo rifluisce in un mare comico che lascia perplessi. La forma di teatro scelta per questo spettacolo recupera il dialogo didascalico classico, per la rappresentazione di un mondo privo di peso, dove ‘non succede niente’, come si suol dire. La metrica delle frasi serve a conferire velocità crescente alle domande, e la ricerca idiomatica para-dialettale inventata da Chiara Guidi fa abitare in ambienti domestici e ‘bassi’ la loro risonanza. Le asprezze vernacolari tingono di sangue le vette glaciali di un ragionamento sofisticato che ridiventa primitivo e sfacciato. Perché sei qui? è la terza parte del ciclo Il regno profondo di Claudia Castellucci, dopo La vita delle vite e Dialogo degli schiavi.
Il regno profondo. Perché sei qui? di Claudia Castellucci e Chiara Guidi, riprende testi poetici della Castellucci – alcuni dei quali già editi e già portati in scena dalla compagnia con il titolo di Uovo di bocca – insieme a nuovi frammenti testuali, in un corpo a corpo di linguaggio e di postura tra le due attrici, che è anche una forma di invocazione religiosa e una rassegna di luoghi del pensiero e dello spirito contemporanei, il tutto attraversato con un umorismo e una grazia rari. Agli spettatori familiari con il discorso e la pratica scenica della Societas, Il regno profondo (ora in tournée) non potrà non far rivivere l’avventura dell’invenzione di una parola che sappia dire l’indicibile, avventura che ne caratterizza tutto il percorso dai primissimi spettacoli scritti nella lingua Generalissima alla scena muta di alcune delle sue creazioni più potenti. Per tutti gli altri, sarà semplicemente una scoperta entusiasmante. Silvia Bottiroli, !Alfabeta2!
Claudia Castellucci e Chiara Guidi sono co-fondatrici della Societas Raffaello Sanzio (oggi Societas) compagnia che ha saputo porsi all’avanguardia nella scena teatrale internazionale dai primi anni Ottanta, basata al Teatro Comandini di Cesena. Claudia Castellucci è autrice di testi drammatici e teorici, interprete di spettacoli, fondatrice di scuole di tecnica della rappresentazione, con particolare attenzione allo studio del movimento ritmico e coreografico. Chiara Guidi svolge la propria ricerca scenica su un filo che lega infanzia e voce, lavorando come interprete, drammaturga, regista; e attivando diversi contesti di coinvolgimento scenico e pratiche di osservatorio.
26 APRILE
PESARO
CHIESA DELL’ANNUNZIATA
MARA REDEGHIERI
ATTANADARÀ (TE NE ACCORGERAI)
canzoni Anarchiche, di Lotta e di Resistenza
in collaborazione con
Periferica e ANPI “Città di Pesaro”
Mara Redeghieri voce
Nicola Bonacini contrabbasso
Lorenzo Valdesalici chitarre
Stefano Melone ingegnere del suono
Mara Redeghieri presenta la nuova raccolta di canti rivoltosi.
Attanadara, significa “te ne accorgerai!” nel dialetto di Villa Minozzo e dintorni, nell’alto appennino reggiano, una minaccia verso chi non vuol vedere o non vuol sapere che il presente di tutti è proprio quello di queste vecchie canzoni. Contiene rivisitazioni di musicali canti anarchici e resistenti che cantano la lotta, la speranza e la fede in un mondo finalmente liberato dalle contraddizioni economiche che lo determinano e lo sorreggono. Nato sotto l’egida del dio valzer, uscito otto anni fa come prima raccolta di tali temi, ideato e prodotto da Benedetto Valdesalici per il Circolo Culturale Enrico Zambonini, ne prosegue il percorso aggiungendo al repertorio altri testi per noi sempre significativi e attuali. La canzone anarchica ha una lunga e gloriosa storia. Da sempre i socialisti prima e gli anarchici poi, hanno messo in versi le proprie condizioni materiali di vita, la fame, la miseria, le lotte, le speranze e utopie di questi grandi sognatori della storia. La canzone anarchica è piena di orgoglio delle proprie condizioni materiali e dello slancio di emanciparle. Il progetto Dio Valzer prende forma nel 2010 con la registrazione dell’omonimo cd, e si completa nel 2015 con la nuova raccolta Attanadara. La scaletta del trio propone una selezione di brani che ripercorrono i capisaldi di questa gloriosa tradizione canora di lotta e di rivolta, contro le corrotte e assetate caste politiche e contro le estreme conseguenze in cui regimi scellerati gettano intere popolazioni. Il Crack delle Banche, Inno dei Malfattori, Inno Individualista, Stornelli D’Esilio, Il Galeone, Partono gli Emigranti, Figli dell’Officina, Morti di Reggio Emilia, Bella Ciao delle Mondine, I Ribelli della Montagna, sono il cuore di un piccolo concerto acustico, che vuole pulsare come ancora si sente in dovere di rendere umilmente omaggio agli avi che impavidi e temerari hanno costruito un nostro grande capitolo di storia.
Cantante nel Gruppo Ustmamo’ dal 1990 al 2001. Il gruppo viene prodotto dai due leader fondatori dei CCCP, Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni che con l’etichetta “Dischi del mulo”, per tutto l’arco dei novanta produce gran parte della musica italiana cosiddetta ‘alternativa’. Cinque album eclettici di gusto “etno pop”, nei quali inizia e prende piede la ricerca sul dialetto e la letteratura locale appenninica. Il gruppo ottiene diversi consensi arrivando a fare da “spalla” nel 1995 a David Bowie nel suo tour italiano a Roma e Milano. Ha collaborato alla stesura dell’album Dispetto di Gianna Nannini, tra cui spicca il brano Meravigliosa Creatura, scritto a due mani con la famosa cantante (1994). Ha scritto e cantato il brano di chiusura del film Denti di Gabriele Salvatores in collaborazione col musicista compositore Theo Teardo (2000). Ha collaborato con lo scrittore Giuseppe Caliceti dando vita al progetto/performance Fratelli Compagni Remix in occasione della Festa della Liberazione (2008). Nel corso del 2008 ha ideato lo spettacolo Crepacuore con musiche del Concerto a fiato L’Usignolo (gruppo di musica popolare ballabile) cantando brani d’amore d’altri tempi. Nel 2010 scrive su commisione Lodestar,un testo ninna nanna per il nuovo album Proxima di Anna Oxa. A partire dal 2009 intraprende un progetto di approfondimento su canti e poesie del crinale appenninico emiliano, accompagnata dal contrabbasso di Nicola Bonacini. Fonda il Coro di voci popolari Falistre e Fulminant, per recuperare il patrimonio ormai abbandonato di canzoni popolari cantate dagli avi appenninici. Nel 2010 con la registrazione dell’omonimo cd prende forma il progetto Dio Valzer, ideato e prodotto da Benedetto Valdesalici per il Circolo Culturale Enrico Zambonini, dedicato alla canzone anarchica. Nel settembre 2010 accompagna la presentazione pubblica del documentario sull’Appennino Reggiano In tel fade, diretto da Elisa Mereghetti e Marco Mensa, produzione ETHNOS. A dicembre 2011, il progetto di approfondimento sui canti popolari dell’Appennino Reggiano diventa il documentario Al Cusna (prodotto da ETHNOS con il contributo della Emilia Romagna Film Commission) e succcessivamente il concerto Al Cusna – le Radici del Canto, la Memoria del Cuore (proiezione del documentario + concerto). Nel 2011 Mara vince il premio “Imola in Musica”, finalizzato a valorizzare la contaminazione tra le tradizioni popolari emiliano-romagnole e le forme contemporanee di musica. Il premio è stato assegnato Al Cusna con la seguente motivazione: “Vero omaggio alle tradizioni musicali e poetiche del crinale reggiano reso attraverso una rivisitazione e reinterpretazione sorprendentemente originale e moderna”. Nel 2015 con la nuova raccolta Attanadarà (significa Te ne accorgerai, nel dialetto di Villa Minozzo e dintorni) si completa il progetto Dio Valzer con una selezione di brani che ripercorrono i capisaldi della gloriosa tradizione canora di lotta e di rivolta, contro le corrotte e assetate caste politiche e contro le estreme conseguenze in cui regimi scellerati gettano intere popolazioni. Nel 2017 esce Recidiva (Lullabit – Sonirik / Believe) con la produzione artistica di Stefano Melone, già musicista, arrangiatore e produttore di Ivano Fossati, Fabrizio e Cristiano De Andrè, Tosca, Noa, Fiorella Mannoia, Samuele Bersani e tanti altri ancora.
8 MAGGIO
FANO
TEATRO DELLA FORTUNA
TANGO GLACIALE
RELOADED (1982 >2018)
progetto, scene e regia Mario Martone
riallestimento a cura di Raffaele Di Florio e Anna Redi
elaborazioni videografiche Alessandro Papa
con Jozef Gjura, Giulia Odetto, Filippo Porro
interventi pittorici/design Lino Fiorito
ambientazioni grafiche/cartoons Daniele Bigliardo
parti cinematografiche/aiuto-regia Angelo Curti, Pasquale Mari
elaborazione della colonna sonora Daghi Rondanini
costumi Ernesto Esposito
riallestimento nell’ambito del
Progetto RIC.CI – Reconstruction Italian Contemporary Choreography Anni ‘80-’90
ideazione e direzione artistica Marinella Guatterini
organizzazione e comunicazione Silvia Coggiola e Matteo Rinaldini
produzione Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini, Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto
in coproduzione con Fondazione Ravenna Manifestazioni
con il sostegno di Torinodanza festival | Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale
in collaborazione con AMAT, Fondazione Fabbrica Europa per le arti contemporanee
Fondazione Teatro Comunale di Ferrara
Teatro Pubblico Pugliese – Consorzio Regionale per le Arti e la Cultura
Fondazione Toscana Spettacolo onlus, Fondazione Milano – Civica Scuola di Teatro “Paolo Grassi”
Secondo Mario Martone, Tango Glaciale da lui creato, nel 1982, a 22 anni, con Falso Movimento, gruppo nato a Napoli nel 1979, è tutt’altro che un’operazione nostalgica, bensì “una macchina del tempo” Reloaded, ovvero “ricaricata” da tre giovani danzattori nel 1982 non ancora nati. Per RIC.CI – Reconstruction Italian Contemporary Choreography Anni ‘80/’90, la pièce del regista napoletano è un tassello necessario: dà conto di quanto negli anni della nostra “tradizione coreografica del nuovo”, anche il teatro sperimentale si muovesse in una direzione fisica, refrattaria a testi e parole come unici veicoli espressivi. Qui, in sessanta minuti, una cascata di immagini, musiche non solo pop e jazz, danze e azioni/citazioni crea un universo di ritmica freschezza. A sorpresa, questo postmoderno Anni ‘80 ci catapulta ancora nel futuro. Come? Simulando l’attraversamento di una casa da parte di due uomini e una donna in un rapporto tra loro non ben definito. […].
Con perfetta sincronizzazione e spiazzante e folle energia, Tango Glaciale Reloaded finisce di essere logico, razionale, o “narrativo” nel momento stesso in cui inizia a respirare. La musica è il suo “racconto”, la sua struttura più che rigida, e in quanto tale esige rapidità in ogni azione. Nella sua espressività trasversale e inclusivista, la pièce rientra nell’ambito dell’“opera coreografica”, a nostro avviso le dernier cri della mise-en-scène odierna, proiettata verso il domani. Marinella Guatterini
10 MAGGIO
PESARO
CHIESA DELL’ANNUNZIATA
AMIR ISSAA
HIP HOP TALES /
SECONDE E TERZE GENERAZIONI:
IUS MUSIC
in collaborazione con
Periferica
Nato e cresciuto a Roma nel quartiere di Torpignattara, figlio di un immigrato egiziano e di una donna italiana si avvicina all’hip hop all’inizio degli anni Novanta, prima come breaker e poi come writer nella crew capitolina The Riot Vandals. Tra i fondatori del leggendario Rome Zoo, un collettivo di cui hanno fatto parte nomi storici della scena rap romana come Colle Der Fomento, Cor Veleno, Flaminio Maphia, Piotta, e molti altri. La passione per questo movimento culturale lo salva dal disagio familiare causato dalla detenzione del padre, che finisce in carcere quando lui è ancora un bambino. Il rap diventa una valvola di sfogo positivo e grazie a questa musica trova la forza per raccontare al mondo la sua storia. Nel 1997 Inizia a farsi conoscere partecipando a dei mixtape, ma la prima esperienza importante a livello discografico arriva nel 1999 con la partecipazione a Scienza Doppia H dei Colle Der Fomento, un disco considerato tra i pilastri della musica rap italiana in cui è presente con una strofa nella traccia Preparati. La fama a livello nazionale non tarda ad arrivare e nel 2000 viene inserito sulla copertina della rivista “Aelle Magazine” in una lista di nuove promesse della scena. Nello stesso anno forma il gruppo Due buoni motivi insieme al rapper Supremo 73 con cui realizza il suo primo disco ufficiale, un vinile con tre brani prodotto dall’etichetta romana Unic records e un ep dal titolo Meglio tardi che mai rilasciato nel 2002. Un’altra tappa importante è la collaborazione con il beatmaker Mr Phil con cui realizza l’album Naturale pubblicato nel 2004 dall’etichetta indipendente Vibra records. Il disco ospita nomi importanti come Primo, Sparo Manero (Il Turco), Maylay Sparks e il rapper Newyorkese Afu Ra. Nel 2005 inizia a lavorare al suo primo album solista Uomo di Prestigio, inizialmente prodotto dall’etichetta indipendente canadese Prestigio records e pubblicato successivamente dalla Emi/Virgin nel 2006. L’uscita fu anticipata dall’hit single Shimi in cui duettava con la cantante di origini egiziane Nefer. Al suo interno il disco vantava collaborazioni con dei pesi massimi. Produttori come Bassi Maestro, Shocca, Mace, Sanobeat, Michel, Wiskbeatz, Squarta, Mr Phil, Dj Kemo, Vago, e al microfono Tormento, i Cor Veleno e Santo Trafficante. Questo album può essere considerato storicamente come uno dei primi esempi di musica rap italiana in cui nei testi si affrontava esplicitamente il tema delle seconde generazioni, e soprattutto grazie al marketing della Emi/Virgin incentrato principalmente su questo aspetto, attirò una grande attenzione a livello mediatico non solo in Italia ma anche a livello Internazionale. Nel 2007 con un articolo di Stephan Faris nella rivista Inglese “Monocle” e nel 2008 con un servizio di Adn Kronos International firmato da Seema Gupta. Da qui la sua carriera prende una svolta e trasforma quella che era una semplice passione in una vera e propria professione, pubblicando negli anni decine di progetti tra mixtapes, ep e album ufficiali, tra cui dei brani come Cinque del mattino o Inossidabile considerati dai cultori come dei veri e propri “classici” del rap italiano. L’aver vissuto un infanzia difficile gli fa avere una predisposizione nel voler aiutare i ragazzi ad “uscire dalla strada”, e oltre all’incessante attività musicale collabora con diverse associazioni che si occupano del sociale tra cui: Save The Children, Centro Astalli, Comunità S. Egidio con cui nel 2010 realizza un laboratorio musicale nel penitenziario minorile di Casal del Marmo, e Unar che si avvale della sua partecipazione come testimonial nella settimana d’azione contro il razzismo. Da sempre impegnato come attivista per il riconoscimento della cittadinanza ai figli degli immigrati, grazie alla collaborazione con la piattaforma Change.org nel 2012 dà vita a una petizione online accompagnata dalla canzone Caro Presidente, un video-appello rivolto al presidente della Repubblica in cui lo si invitava ad affrontare il tema dello Ius Soli. La petizione ottenne in pochi giorni decine di migliaia di firme consolidando il suo status di testimonial dei “Nuovi Italiani”. Alcuni testi delle sue canzoni come Straniero nella mia nazione, Non sono un immigrato o Ius Music sono oggetto di studio e vengono menzionati in numerosi libri didattici. Possiamo citare il libro Cross generation marketing, edito da Egea e pubblicato nel 2009 e la traduzione in giapponese del testo di Non sono un immigrato a cura di Satoko Ishida, nel libro Their narrative and us (Ritsumeikan University – 2017). Innumerevoli le interviste e gli articoli su questo argomento, non solo sulle maggiori testate giornalistiche italiane ma anche all’estero, come sulla rivista Inglese “The Guardian” che nel 2013 gli dedica un articolo. Nel 2012 sotto richiesta della Emi Music compone insieme al team di musicisti The Ceasars la colonna sonora del pluri-premiato film Scialla! di Francesco Bruni, entrando in nomination ai David di Donatello e ai Nastri D’Argento come miglior canzone da film dell’anno, e fino ad ora è l’unico rapper ad aver calcato il red carpet del Festival del cinema di Venezia e ad essere ricevuto in una cerimonia ufficiale dal Presidente della Repubblica Italiana, e grazie a questa candidatura è membro dell’Accademia dei David di Donatello come giurato nelle votazioni annuali. Nello stesso anno partecipa anche come co-autore delle musiche e attore al docu-film La Luna che vorrei di Francesco Barnabei, un’opera cinematografica tesa a valorizzare il territorio romano del V Municipio in cui Amir è cresciuto e dove sono state scritte molte delle sue canzoni. Altre opere indipendenti che si avvalgono di suoi brani nella colonna sonora sono: Genewration di Amin Nour e Pietro Tamaro, prodotto da Baburka productions nel 2013 che utilizza la canzone Non sono un immigrato, e Idris di Kassim Yassin, uscito nel 2017 che ha inserito il brano Stare Bene. Nel dicembre del 2013 iniziano le prime esperienze televisive. La 7 lo invita ad essere protagonista di una puntata del format Guerrieri, condotto dal musicista Saturnino Celani, in cui Amir si è messo a nudo svelando aneddoti e particolari sulla sua vita privata. La puntata ottenne un gran numero di ascolti diventando la più vista tra quelle realizzate per la serie. Da quel momento arrivano altre proposte e collabora con Magnolia production nel programma Questioni di famiglia andato in onda nel 2014 su Rai 3, e come inviato per Nemo – nessuno escluso andato in onda su Rai 2 nel 2016. Fondatore e direttore artistico di Potere alle parole (beat e rime contro le discriminazioni), un laboratorio di scrittura nato in collaborazione con Unar e l’associazione Il Razzismo è una brutta storia con l’obiettivo di destrutturare attraverso percorsi educativi musicali nelle scuole, gli stereotipi e i pregiudizi alla base delle discriminazioni. Il progetto ha coinvolto anche altri rappers come: Ghemon, Kiave, Madbuddy, e Mistaman toccando da nord a sud molti istituti scolastici e documentato da un servizio andato in onda su Laeffe Tv nel 2014. Grazie all’utilizzo del rap come forma didattica si aprono nuove strade a livello accademico, e attualmente viene richiesta regolarmente la sua presenza per dei laboratori di scrittura anche fuori dall’Italia. Le sue letture lo hanno visto protagonista in veste di docente negli Stati Uniti in Belgio e Giappone nelle seguenti università e college: Ritsumeikan university a Osaka, Università di Liegi, Georgetown University, Ohio State University, Dartmouth College, University of Vermont, University of Rhode Island, Mount Holyoke College, San Diego State University, Chapman University, University of San Diego. A Giugno del 2017 pubblica il suo primo libro Vivo per questo per la casa editrice Chiarelettere. Un romanzo autobiografico che viene accolto positivamente dalla critica italiana. Recensito dalla rivista internazionale come uno dei migliori libri per ragazzi usciti in quell’anno. Molti gli articoli e le recensioni che parlano di un ottimo debutto letterario e conquista il secondo posto tra i finalisti del Premio biblioteche di Roma. Grazie ai contatti con dei docenti italiani che insegnano negli Stati Uniti il libro inizia ad essere letto anche dai loro studenti, e a febbraio del 2018 viene presentato nel Vivo per questo US Tour. Un viaggio di dieci tappe in molte università e college tra la costa est e quella ovest. Da menzionare è il concerto a New York alla Casa Italiana Zerilli Marimò, una fondazione interna a New York University che ha come scopo la diffusione della cultura Italiana nella grande mela. Amir è storicamente l’unico rapper italiano ad essere salito sul loro palco. Durante il tour viene intervistato dalle seguenti testate statunitensi: “La Voce” di New York, “The daily aztec” e “The Telescope”. Nel mese di settembre 2018 viene coinvolto da Jamie Mackay in un articolo pubblicato su “Frieze Magazine”. Attualmente è al lavoro su una serie di nuovi singoli che usciranno nei prossimi mesi ed è in fase di preparazione un nuovo tour nei college degli Stati Uniti.
12 MAGGIO
PESARO
TEATRO SPERIMENTALE
ESEMPLARI FEMMINILI
idea, coreografia, performance Francesca Penzo
Tamar Grosz, Rita Mazza
musiche Clèment Destephen
luci Giulia Pastore
scene Eva Karduck
costumi Gabriella Stangolini
consulenza artistica Matan Zamir
voce narrante Barbara Granato
narrante lis Rita Mazza
produzione Fattoria Vittadini e START – Interno 5
coproduzione NEXT / Regione Lombardia
con il sostegno di Ministero per i beni e le attività culturali, Comune di Milano
Esemplari Femminili è il risultato finale di un processo di ricerca comune sul tema della femminilità da parte dell’italiana Francesca Penzo e l’israeliana Tamar Grosz. Tale processo ha visto una prima tappa nella versione breve dal titolo Why are we so f**ing dramatic? e giunge ora alla sua forma compiuta, interrogandosi su cosa significhi per due donne essere tali all’interno della società contemporanea.
Attraverso la metafora documentaristica, due esemplari femminili si fanno osservare e svelano le dinamiche proprie di un mondo che abitano quotidianamente. La loro è una dichiarazione di femminilità ed esistenza, una primavera annunciata nel loro essere donne. Dopo un inizio scanzonato ed esuberante, lo sguardo si fa più intimo e riflessivo, in una tensione fisica ed emotiva che atterra in un paesaggio onirico.
Il progetto ha visto la collaborazione di diversi artisti che hanno condiviso e contribuito alla visione femminile e femminista che lo caratterizza. Di particolare importanza la collaborazione con l’attrice segnante Rita Mazza, vero e proprio personaggio che non solo ‘racconta’ quanto avviene in scena, rendendo dunque totalmente fruibile lo spettacolo ad un pubblico di sordi e udenti, ma diviene una terza interprete con un ruolo attivo e preciso che aggiunge significato allo spettacolo. Uno spettacolo che parla a un pubblico sia femminile, sia maschile.
15 MAGGIO
URBINO
TEATRO SANZIO
OVERLOAD
concept e regia Sotterraneo
in scena Sara Bonaventura, Claudio Cirri, Lorenza Guerrini
Daniele Pennati, Giulio Santolini
scrittura Daniele Villa
luci Marco Santambrogio
costumi Laura Dondoli sound design Mattia Tuliozi
props Francesco Silei grafiche Isabella Ahmadzadeh
produzione Sotterraneo
coproduzione Teatro Nacional D. Maria II
nell’ambito di APAP – Performing Europe 2020, Programma Europa Creativa dell’Unione Europea
contributo Centrale Fies_art work space
CSS Teatro stabile di innovazione del FVG
sostegno Comune di Firenze, Regione Toscana, MiBAC
Funder 35, Sillumina – copia privata per i giovani, per la cultura
residenze artistiche Associazione Teatrale Pistoiese, Tram – Attodue
Teatro Metastasio di Prato, Centrale Fies_art work space
Dialoghi – Residenze delle arti performative a Villa Manin
La Corte Ospitale – progetto residenziale 2017, Teatro Studio/Teatro della Toscana
Teatro Cantiere Florida/Multiresidenza FLOW
Overload (studio) ha vinto il premio Best of BE Festival tour 2016 (Birmingham, UK)
Sotterraneo fa parte del progetto Fies Factory ed è residente presso l’Associazione Teatrale Pistoiese
Overload di Sotterraneo è lo Spettacolo dell’anno per i Premi Ubu 2018
A trionfare come “Migliore spettacolo dell’anno” agli Ubu 2018 è Overload di Sotterraneo che affronta attraverso lo sguardo dello scrittore David Foster Wallace la frammentarietà contemporanea, con “un linguaggio teatrale inedito, dal tratto collettivo, capace di penetrare l’oscurità suscitando al contempo il sorriso (è il primo Ubu per la giovane compagnia fiorentina)”, si legge nel comunicato stampa dei Premi Ubu.
1 paragrafo. 199 parole. 1282 caratteri. Tempo previsto 1’10’’. Riesci a leggere questo testo senza interruzioni? L’attenzione è una forma d’alienazione: il punto è saper scegliere in cosa alienarsi. Per questo sembriamo sempre tutti persi a cercare qualcosa, anche quando compiamo solo pochi gesti impercettibili attaccati a piccole bolle luminose e non si capisce chi ascolta e chi parla, chi lavora e chi si diverte, chi trova davvero qualcosa e chi è solo confuso. Sei arrivato fin qui senza spostare lo sguardo? Davvero? E non è insopportabile questo sforzo di fare una cosa soltanto alla volta? Guardati attorno: quante altre cose attirano la tua attenzione? Ora guardati dall’alto: riesci a vederti? Le superfici dei territori più densamente abitati della Terra sono coperte da una fitta nebbia di messaggi, immagini e suoni in cui le persone si muovono, interagiscono, dormono. A volte si alzano rumori più intensi, che la nebbia riassorbe subito mentre lampeggia e risuona. Visto da qui il pianeta sembra semplicemente troppo rumoroso e distratto per riuscire a sopravvivere – persino i ghiacciai si sciolgono troppo lentamente perché qualcuno presti attenzione alla cosa. Torniamo al suolo e guardiamoci da vicino: stiamo tutti mutando… in qualcosa di molto, molto veloce.
18 MAGGIO
PESARO
CHIESA DELL’ANNUNZIATA
NOSTROMO + FOSCO 17
nell’ambito di
KLANG. Altri suoni, altri spazi
Due nuovi talenti emergenti della musica indie italiana che, da Calcutta a Frah Quintale sta spopolando in questi ultimi anni fra le nuove generazioni. Una musica che si è affermata con modalità molto diverse rispetto al passato raggiungendo il successo con tale rapidità che spesso è risultato molto difficile ospitarne i protagonisti negli spazi intimi e suggestivi di un teatro.
Per questo motivo si è pensato di tentare d’ intercettarne alcuni fra i più promettenti in una fase precedente, quella più emozionante delle speranze e delle paure che li vede presentarsi al mondo con il loro primo lavoro discografico.
FOSCO17, all’anagrafe Luca Jacoboni, è nato sotto i portici della città di Bologna con l’esigenza di scrivere le sfighe di una vita normalissima, Fosco17 fa musica da sempre, ma si chiama così da pochi mesi, muove i primi passi come interprete e autore nella band Le Ceneri e i Monomi). Speaker radiofonico e ingegnere nella vita di tutti i giorni, Fosco17 è pop sintetico, si allontana dai dogmi dell’indie Italiano ma cresce sotto un non troppo velato astro pop, capace sì, di farti ballare, sì, di farti commuovere, ma sicuramente di farti cantare. Luca racconta le storie di tanti, ma non di tutti, i momenti importanti e perché no, quelli brutti. Una doppia anima, fresca e classica, si miscelano in una dicotomia esplosiva. Quindi, siamo pronti a farci coinvolgere. Fosco17 parteciperà a Sanremo Giovani 2019.
NOSTROMO è una figura ancora molto misteriosa. Di lui si sa pochissimo. È di origine marchigiana, studia e vive a Bologna e nasconde nel cassetto piccoli gioielli musicali pronti a essere scoperti. I pochissimi che hanno avuto la fortuna di ascoltare le sue canzoni ne dicono un gran bene. Al pubblico dell’Annunziata la possibilità di poterlo verificare in quella che si annuncia come una delle prime (se non addirittura la prima) uscite live ufficiali.
23 MAGGIO
PESARO
TEATRO SPERIMENTALE
COMPAGNIA LUMEN
FALAFEL EXPRESS
UNO SPETTACOLO
DI GRAPHIC TEATRO
autore Roberto Scarpetti
ideazione del progetto e regia Elisabetta Carosio
attori Simone Formicola, Gabriele Genovese
Alice Giroldini, Matteo Palazzo
illustratrice Chiara Abastanotti
scenografo Tommaso Osnaghi
montaggio video Paola Palombi
produzione Compagnia Lumen
Mahdì, figlio di padre egiziano e madre siriana, è un ragazzo nato e cresciuto in Italia. A diciotto anni si sposta dalla sua cittadina nel sud Italia e va a Venezia per studiare lingue orientali. Qui, lontano da casa, si confronta per la prima volta col fatto di non essere riconosciuto italiano in tutto e per tutto. Compie allora un viaggio metaforico e reale alla ricerca della propria identità. Al suo ritorno sarà davanti a una grande scelta e dovrà compierla con una nuova coscienza: quella della ricchezza che sta racchiusa in ogni individuo e nelle sue esperienze e che nessun documento potrà mai riassumere.
La particolarità di questo spettacolo è quella dell’ibridazione dei linguaggi teatro e fumetto. Gli attori si muovono sulla scena interagendo con le proiezioni animate dei disegni della fumettista Chiara Abastanotti, autrice già per la casa editrice Becco Giallo. Il testo è originale, scritto appositamente da Roberto Scarpetti. Il linguaggio ibrido della messa in scena permette di parlare di temi come identità e nazionalità anche a un pubblico di ragazzi coetanei del protagonista della nostra storia e agli appassionati di graphic novel, genere sempre più in crescita per la sua capacità di ritrarre il contemporaneo. In parte la scelta è motivata dalla genesi stessa del progetto. La lettura de L’Arabo del futuro di Riad Sattouf ha costituito il primo momento di avvicinamento al tema della famiglia mista e dell’appartenenza. Successivamente molte letture di graphic novel su paesi arabi, migrazioni, seconde generazioni hanno allargato questo orizzonte. La struttura di queste narrazioni permetteva di affezionarsi ai protagonisti e adottarne il punto di vista nel vero senso della parola e inoltre di registrare in modo molto immediato informazioni storiche sociali e politiche anche complesse. La maggior parte di questi fumetti sono pubblicati in paesi europei con una tradizione di immigrazione completamente diversa da quella italiana. Per questo con Roberto Scarpetti, autore
con cui collaboro da tempo, abbiamo pensato a una storia originale. Volevamo raccontare una condizione, quella dei giovani di seconda generazione, che riguarda tantissime persone che vivono oggi nel nostro Paese e ne sperimentano le contraddizioni nella propria quotidianità.
La forza dello spettacolo sta nella drammaturgia briosa, nei botta e risposta rapidi, in una freschezza essenziale della regia. [Vincenzo Sardelli, “Krapp’s last post”]
31 MAGGIO
PESARO
CHIESA DELL’ANNUNZIATA
NIKKÈ
HIP HOP TALES /
L’HIP HOP E IL MONDO DELLA PSICOLOGIA
in collaborazione con
Periferica
Niccolò Venturini (03/07/1989) all’anagrafe, nel 2004 fonda i Punklastite, band punk-rock/hardcore melodico con base in Val Vibrata (TE). Sotto lo pseudonimo di Trippa (voce, chitarra), fino al 2009 collabora alla stesura e composizione di 9 brani inediti, suonando intanto negli istituti superiori della città e partecipando a festival per gruppi emergenti locali. Nel 2010 suona il basso con i Violent Minority, band hardcore punk della Val Vibrata (TE), in occasione di 3 date rispettivamente in centri sociali di L’Aquila, Roma e San Benedetto del Tronto (AP). Nel 2013, sotto il diminutivo di Nikkè, debutta con un progetto solista sperimentale che mescola l’hip-hop con influenze reggae, elettronica, funky, punk, pop-cantautorale. Pubblica l’ep autoprodotto Voglia di niente, registrato, mixato e masterizzato da Nacor Fischetti (La Rua, Punklastite) presso SuperSuono Studio di Ascoli Piceno. Tra il 2013 e il 2018 si esibisce con microfono e (occasionalmente) chitarra seguito da Dj Ponte, Dj Timelex o Dj Stione ai controller. In questo periodo apre concerti di artisti di fama nazionale, e non, del calibro di: DUB FX, Sud Sound System, Mellow Mood, Piotta, Tre Allegri Ragazzi Morti, Pan del Diavolo, Train to Roots, Duo Bucolico, Kutso, Management del Dolore Post-Operatorio, e altri. Ha partecipato inoltre a numerosi festival, in territorio italiano, come: Bababoom Festival (FM), Raggapiave Festival (TV), Cerebration Fest (PD), Maremoto Festival (AP), Mazzumaja Festival (AP), 17 Festival (AP), Onirico Festival (TE), ed altri ancora. Il 17 luglio 2018 pubblica l’album intitolato Tutti i me, masterizzato da Sergio Pomante (Captain Mantell, Caterina Palazzi-Sudoku Killer) presso NoiseLab di Giulianova (TE). Le tracce sono state registrate e mixate dallo stesso Nacor Fischetti (La Rua, Punklastite) presso SuperSuono Studio di Ascoli Piceno.
L’album Tutti i me nasce dalla necessità di mettere insieme diverse emozioni, tradotte in parole e musiche giustamente diverse. Da qui la strutturazione di una tracklist che segua perlopiù un percorso emotivo: le prime 3 canzoni sono di rabbia, seguono 3 canzoni di tristezza, più profonde, prima di arrivare alla track 07 (La Culture) che funge da ”fine primo tempo” (intervista a Daniel Pennac sul significato di Cultura). Da qui iniziano canzoni più positive/simpatiche fino ad arrivare a canzoni demenziali con le track 11 e track 12 (Surrealism, Gisello & Gisella). In questa parte cambia anche il registro linguistico e la musica inizia ad essere più ”spinta”. Un Casino (track 14) funge da ”resoconto finale”, infine La Scelta di tutti i me (track 15) vuole essere un richiamo alla prima parte della tracklist chiudendo così il cerchio. Da qui, l’accostamento azzardato di generi musicali molto diversi tra loro (vedi 07. Trauma da placenta e 15. La scelta di tutti i me) nonostante un’identità musicale forte che si percepisce durante l’ascolto del cd (hip-hop, reggae ed elettronica affine…). La copertina dunque raffigura le emozioni delle canzoni (alle spalle) ed un’identità ”neutra” e più ”equilibrata” che si fa un selfie. La copertina vuole richiamare anche il concetto di Autoanalisi/Autoguarigione (con il camice della figura in primo piano)… alludendo al percorso della scrittura e composizione di canzoni visto come un processo curativo… omaggiato con la track 10 (Sublimazione). In effetti, nei testi sono diversi i riferimenti espliciti alla psicologia o i richiami a tematiche che affronta la disciplina stessa.
BIGLIETTERIE
FANO
Botteghino Teatro della Fortuna 0721 800750
mercoledì – sabato [esclusi i festivi] 17.30 – 19.30
mercoledì – sabato anche 10.30 – 12.30
nei giorni di spettacolo 10.30 – 12.30 e dalle 17.30
MONDAVIO
Biglietteria Teatro Apollo 339 4518693
il giorno di spettacolo tre ore prima dell’inizio
PESARO
Biglietteria Teatro Rossini 0721 387621
mercoledì – sabato 17 – 19.30
nei giorni di spettacolo 10 – 13 e dalle 17
Biglietteria Teatro Sperimentale 0721 387548
il giorno di spettacolo 10 – 13 e dalle 17
Biglietteria Chiesa dell’Annunziata 334 3193717
il giorno di spettacolo dalle 20
SAN COSTANZO
Biglietteria Teatro della Concordia 0721 950124 – 366 6305500
il giorno di spettacolo dalle 19
URBINO
Biglietteria Teatro Sanzio 0722 2281
il giorno precedente lo spettacolo 11 – 13 e 16 – 20
il giorno di spettacolo dalle 16
Biglietteria Data
il giorno di concerto dalle 21
VENDITA ON-LINE
[esclusi i biglietti per Mondavio]
CALL CENTER
071 2133600
INFORMAZIONI
AMAT
071 2072439 / 2075880
FANO
Fondazione Teatro della Fortuna
0721 827092 / 800750
www.teatrodellafortuna.it
MONDAVIO
Teatro Apollo
339 4518693 – 333 8996348
PESARO
Uffici Teatro
0721 387620
SAN COSTANZO
Rete Teatrale della provincia di Pesaro e Urbino
0721 3592515
URBINO
Servizio Cultura e Turismo
0722 309602 / 309283
BIGLIETTI
Pesaro, Teatro Rossini Nass
settore A 27 euro | 21 euro ridotto*; settore B 24 euro | 18 euro ridotto*
settore C 20 euro | 14 euro ridotto*; settore D 16 euro | 12 euro ridotto*
settore E 10 euro; loggione 7,50 euro
Fano, Teatro della Fortuna Bowland, Il regno profondo, Tango glaciale
Pesaro, spettacolo itinerante Medea per strada**
Pesaro, Teatro Rossini Macbettu
Pesaro, Teatro Sperimentale Panorama, Night writer
posto unico numerato 15 euro | 12 euro ridotto*
Pesaro, Teatro Rossini Mecna
posto unico numerato 15 euro
Pesaro, Teatro Sperimentale Maldestro
Pesaro, Chiesa dell’Annunziata Dutch Nazari
posto unico numerato 8 euro
Full TRIPS [Mecna + Maldestro + Dutch Nazari]
abbonamento ai 3 concerti [max 90 posti]
posto unico 20 euro
San Costanzo, Teatro della Concordia Pitecus
settore A 15 euro | 12 euro ridotto*
settore B 10 euro | 8 euro ridotto*
Pesaro, Chiesa dell’Annunziata Un/dress+When i was in Stoccolma, Fusaro+Gallato, Etta Bond, Anticorpi Explo, Mara Redeghieri, Fosco17+Nostromo
Pesaro, Teatro Rossini Jacob Von Gunten
San Costanzo, Teatro della Concordia, Daniel Blumberg
Urbino, Teatro Sanzio Proprietà e atto, Erectus, Primitiva, Overload
posto unico numerato 10 euro | 8 euro ridotto*
Mondavio, Teatro Apollo
posto unico numerato 10 euro
Pesaro, Chiesa dell’Annunziata Teoria della classe disagiata
Pesaro, Teatro Sperimentale Esemplari femminili, Falafel Express
Urbino, Teatro Sanzio I ragazzi del massacro
posto unico numerato 8 euro | 6 euro ridotto*
Pesaro, Chiesa dell’Annunziata Amir, Nikkè
posto unico numerato 8 euro | 5 euro ridotto under 18
Urbino, Data Giovani Fluo Party
posto unico 5 euro
* fino a 29 anni, oltre 65, studenti, AMATo abbonato Card, soci Touring Club e FAI, iscritti scuole danza e musica, convenzionati vari
INIZIO SPETTACOLI
Fano, Pesaro, Urbino ore 21; Urbino, Giovani Fluo Party ore 21.30; Pesaro TRIPS dalle ore 19
San Costanzo ore 21.15; Mondavio ore 21.30 domenica ore 17
** spettacolo itinerante su furgoncino, posti limitati; partenza dall’ingresso artisti del Teatro Rossini
prenotazione obbligatoria al numero 0721 387621
martedì 9 aprile ore 21; mercoledì 10 aprile ore 18.30 e ore 21; giovedì 11 aprile ore 21
venerdì 12 aprile ore 18.30 e ore 21; sabato 13 aprile ore 18.30; domenica 14 aprile ore 16.30 e ore 18.30





