“Quando il sottosuolo di una città d’arte come la nostra – sottolinea la candidata sindaco Lucia Tarsi – ci restituisce, ancora una volta, dei tesori come le emergenze archeologiche rinvenute al Pincio, credo che ognuno di noi abbia il dovere di interrogarsi su come interpreti questo privilegio di essere cittadini di Fano. Quando la storia ci dona simili meraviglie, la valorizzazione degli angoli più suggestivi e caratteristici dal punto di vista artistico e culturale, così come la giusta considerazione dei reperti, assumono non solo connotati di conoscenza, ma anche di opportunità economiche, frutto dell’arricchimento di un patrimonio universale da convertire in offerta turistica per la città.
All’assessore Fanesi vorremmo chiedere di rassicurarci sullo stato dei lavori al Pincio, perché oltre alla discutibile recinzione antiestetica e pericolosa che delimita l’area di scavo, la scadenza di fine cantiere fissata per Natale risulta essere trascorsa da un mese, il tempo stringe e il Carnevale è ormai alle porte. Possiamo sospettare, Assessore Fanesi, che ancora una volta si sia programmato un intervento con troppa superficialità e approssimazione? Ai disagi arrecati ai cittadini e ai commercianti, come intende supplire, se già ben oltre la chiusura calendarizzata si finisce addirittura dopo l’appuntamento più importante per Fano? Un Carnevale che non sfila di fronte all’Arco d’Augusto, simbolo della Città, non perde irrimediabilmente di valore? Esiste un piano B nella malaugurata ipotesi in cui i ritardi costringessero il Carnevale ad un giro alternativo?
Ebbene ci preme conoscerlo questo piano, perché Fano non è un paese e nemmeno una città qualsiasi, è la Città del Carnevale e lei, assessore Fanesi, su questi temi, sembra più in ritardo dei cantieri.
LUCIA TARSI





