“Prendo atto dalla stampa dell’apertura dello sportello che si occuperà della tutela delle lavoratrici e lavoratori domestici all’interno dei locali comunali Paricentro di Via Montevecchio. Uno sportello che sarà gestito dal sindacato CGIL con il benestare dell’Assessore alle Pari Opportunità Sara Cucchiarini.
Sono d’accordo sul fatto che le lavoratrici e i lavoratori domestici debbano avere dei punti di riferimento per essere tutelati in tutti i sensi ma questo è il compito dei sindacati per cui non vedo la novità. Riguardo alla tutela legata ai maltrattamenti, se pur giusta, vorrei dire che la medaglia ha due facce e vanno tutelate entrambe. C’è anche la famiglia! Un aspetto che mi colpisce riguardo all’iniziativa è il fatto che un’amministrazione comunale, che deve essere Super partes, non abbia condiviso l’iniziativa con le altre sigle sindacali e le aree associative come ACLI e Caritas che fanno un lavoro lodevole. Sarebbe stata una bella occasione, per l’Assessore fare da collante, coinvolgendo anche l’assessorato ai servizi sociali, e iniziare a parlare di co-progettazione, coinvolgendo anche il terzo settore, e creando così una rete di collaborazioni da elargire secondo i bisogni anche alle famiglie. Questo è un momento di grande bisogno.
Premetto, inoltre, che i locali di via Montevecchio, la cui ristrutturazione è costata circa 100 mila euro (soldi pubblici), appartengono al Comune (alla collettività) e non a qualcuno in particolare e per questo andrebbero utilizzati in un contesto progettuale più ampio.
I diritti, delle lavoratrici e lavoratori, sono sacrosanti, ma esiste anche la famiglia che, riguardo all’assistenza agli anziani, è il datore di lavoro. La famiglia, che non è un’azienda, in questi casi è parte debole perché non è abituata ad affrontare tutti i processi di responsabilità che deve avere un datore di lavoro e in più vive la sofferenza di vedere un proprio caro, da assistere, in condizioni precarie.
Molti dei nostri anziani vivono con pensioni al limite della povertà e in alcuni casi sono soli inoltre, sono tante le famiglie colpite da gravi difficoltà economiche, per la perdita o la mancanza di lavoro, e non possono permettersi di pagare uno stipendio ad una badante.
Oggi una lavoratrice domestica (badante) costa alla famiglia moltissimo (circa 1300 euro al mese per la non autosufficienza, oltre 500 euro ogni tre mesi di contributi e in alcuni casi la sostituzione per le due ore al giorno e la giornata di riposo ogni settimana).
Bene tutelare chi lavora, ma sostenere la famiglia e i nostri anziani soli, in difficoltà, deve ormai essere una priorità per le Amministrazioni comunali e gli Ambiti che ad oggi stanno facendo molto poco.
Mi appello ai consiglieri comunali del CDX anche se immagino non sia passata inosservata la notizia”, scrive Stefano Pollegioni del direttivo UDC Fano.






