“Il gioco è una cosa estremamente seria” è una delle citazioni più note quando si parla di intrattenimento e divertimento. E se la frase si riferisce di solito all’importanza del gioco a livello sociale e di crescita personale, possiamo tranquillamente applicarla anche all’ambito economico L’industria del gaming a livello globale è infatti un colosso che muove ogni anno milioni e milioni di dollari e coinvolge centinaia di migliaia di persone. Vediamo come e in che modo e andiamo a scoprire i numeri di un settore la cui crescita non sembra conoscere battute d’arresto.
Tra i giochi protagonisti di una ascesa nell’ultimo ventennio è emblematico il caso del poker online, il cui boom globale è stato originato da moltissimi fattori, non ultima l’esposizione mediatica dovuta a film come Rounders e alla nascita di canali tv e web tematici. Poker che è esploso a inizio 2000, che ha registrato una piccola contrazione a cavallo tra il 2015 e il 2020 e che è tornato recentemente in auge, arrivando a valere, a livello mondiale, circa 86 miliardi di dollari.
Il Texas Hold’em è però soltanto un pezzo di un puzzle, quello del mercato globale del gaming, che è ancora ben lontano da raggiungere il punto di massima espansione. Basti pensare che l’istituto di ricerca inglese Technavio nel suo recente report Online Gambling Market by Device afferma che il comparto crescerà a un ritmo medio dell’11% da qui al 2027, anno in cui i ricavi toccheranno la cifra record di 150,5 miliardi di dollari. Buona parte di questi (circa il 39%) arriveranno dai Paesi dell’Asia Pacifica mentre si attendono altre ottime performance anche dal Nord America.
Newzoo, una delle società di ricerca e consulenza più importanti nell’analisi del settore gaming ed Esports, invece, sostiene che a questi ritmi di crescita il mercato globale dei videogiochi arriverà a sfiorare i 205,7 miliardi di dollari nel 2026. Alla luce dei numeri attuali si parla di un incremento annuo dello 0,6%.
E se da un lato cresce il giro d’affari, dall’altro cresce di pari passo il numero di videogiocatori più o meno occasionali. A oggi, secondo gli analisti di DFC Intelligence, sono 3,7 miliardi i giocatori sparsi in ogni remoto angolo del pianeta, ovvero poco meno della metà di tutta la popolazione mondiale.
Un dato che mette in evidenza l’importanza di un settore che è ormai considerato come un caposaldo dell’intrattenimento e della cultura, capace di intersecarsi direttamente anche in altri settori come il cinema e la televisione e non più come un divertimento per pochi nerd appassionati.
A trainare il settore, proseguono gli esperti di DFC, il mercato mobile che copre circa il 90% della “popolazione” di giocatori. Un dato veramente impressionante se pensiamo che i cosiddetti “hardcore player”, ovvero le persone che giocano con un dispositivo creato ad hoc per lo scopo, sono appena il 10% del totale. E proprio dalle microtransazioni dei giochi free to play arrivano i guadagni più grandi delle case di produzione videoludiche. Non per niente le più recenti indiscrezioni parlano di una prossima inaugurazione di uno store mobile targato Microsoft per la distribuzione di titoli su smartphone.
Molto interessanti anche le analisi più approfondite relative ai sotto-comparti in fase espansiva all’interno del mercato complessivo del gaming. Uno di questi è il settore dei videogiochi retrò. Stando al rapporto di Retro Gaming Market, i titoli vintage sono arrivati a un valore di 2,8 miliardi di dollari e nei prossimi anni saliranno a 6,5 miliardi. Il tutto con un incredibile tasso di crescita del 10,2% annuo.
In fortissima espansione anche il mercato globale dei giochi in abbonamento. Grand View Research (GVR) prevede che il segmento degli smartphone avrà un tasso annuo di crescita composto pari al 16,8% a cavallo tra la fine di questo 2023 e il 2030. Significa che le entrate complessive degli abbonamenti toccheranno l’enorme cifra di 24 miliardi di dollari entro i prossimi 7 anni.






